Nasce il Comitato per la Corporate Governance delle imprese familiari non quotate: avvio del nuovo Codice di autodisciplina
Nasce il Comitato per la Corporate Governance delle imprese familiari non quotate: avvio del nuovo Codice di autodisciplina

Nasce il Comitato per la Corporate Governance delle imprese familiari non quotate: avvio del nuovo Codice di autodisciplina

È operativo il Comitato per la Corporate Governance delle imprese familiari non quotate, organismo incaricato di vigilare sull’applicazione del nuovo Codice di autodisciplina intitolato “Principi per il governo delle società non quotate a controllo familiare”.

Il perimetro del nuovo Codice: destinatari e finalità

Il Codice si rivolge alle società non quotate caratterizzate da un controllo familiare e mira a fornire un quadro di principi per rafforzare assetti decisionali, sistemi di controllo e regole di funzionamento degli organi sociali. L’obiettivo è favorire una governance più ordinata e trasparente, adeguata alla complessità crescente di molte realtà imprenditoriali familiari.

Il ruolo del Comitato: vigilanza sull’applicazione

Il Comitato è chiamato a monitorare l’attuazione dei principi del Codice, promuovendone la diffusione e la corretta adozione da parte delle imprese interessate. La funzione di vigilanza non coincide con un controllo autoritativo, bensì con un presidio di indirizzo e verifica della coerenza applicativa rispetto al modello di autodisciplina.

Le principali linee di innovazione attese

Il nuovo impianto, per impostazione e contenuti, si propone di aggiornare le prassi di governo societario delle imprese familiari non quotate, valorizzando strumenti utili alla continuità aziendale e alla gestione dei rapporti tra famiglia e impresa. In particolare, l’attenzione si concentra sull’equilibrio tra proprietà e gestione, sulla chiarezza delle deleghe e sulla prevenzione dei conflitti interni, soprattutto nelle fasi di passaggio generazionale.

Benefici operativi per le società a controllo familiare

L’adozione dei principi contenuti nel Codice può favorire una più definita ripartizione di ruoli e responsabilità, la tracciabilità delle decisioni strategiche e l’adozione di presidi di controllo proporzionati. Ne discende un possibile miglioramento della qualità decisionale e della capacità di interlocuzione con stakeholder esterni, inclusi finanziatori e partner industriali, quando richiedano regole di governance più solide e verificabili.

Differenze rispetto al precedente Codice

Nel confronto con il precedente impianto di autodisciplina, il nuovo documento si presenta come un testo ripensato in funzione delle specificità delle società non quotate a controllo familiare. Cambiano l’enfasi e la struttura: maggiore attenzione ai meccanismi di funzionamento interno, all’assetto dei controlli, alla formalizzazione dei processi e alla gestione dei momenti di discontinuità, con l’obiettivo di rendere le regole di governo più aderenti alla realtà delle imprese familiari.

Approfondimento con un operatore del settore

Di questi temi si discute con Michele Massironi, Partner di La Scala, nell’intervista richiamata in calce.

L’articolo Ep. 271 – Imprese familiari non quotate: al via il Comitato per la Corporate Governance proviene da Iusletter.