La funzione del controfattuale liquidatorio
Il controfattuale liquidatorio è lo scenario alternativo rispetto al piano proposto. Serve a verificare che cosa accadrebbe al patrimonio dell’impresa e ai creditori se non venisse attuata la soluzione di risanamento o di regolazione della crisi presa in esame.
La sua utilità non è soltanto descrittiva. Il confronto tra scenario di piano e scenario liquidatorio consente di misurare l’eventuale differenziale di valore, cioè il vantaggio economico che la continuità, la ristrutturazione o altra soluzione negoziale possono generare rispetto alla liquidazione.
Per questa ragione il controfattuale deve essere costruito con criteri verificabili. Non basta affermare che la liquidazione sarebbe meno conveniente. Occorre mostrare quali beni sarebbero realizzati, in quali tempi, con quali costi, con quali rischi e con quale prevedibile risultato per le diverse categorie di creditori.
Il ruolo dell’advisor nella costruzione dello scenario alternativo
L’advisor è chiamato a predisporre una base informativa ordinata, coerente e documentata. Il suo lavoro deve partire dai dati dell’impresa e trasformarli in uno scenario liquidatorio attendibile, evitando stime meramente astratte o ottimistiche.
Raccolta e selezione delle informazioni
La prima attività consiste nell’individuare le fonti rilevanti. Bilanci, situazioni contabili, perizie, contratti, scadenziari, contenziosi, garanzie, rapporti bancari e dati gestionali devono essere ricondotti a un quadro unitario.
Ogni informazione utilizzata nel modello deve essere rintracciabile. La tracciabilità è essenziale perché consente all’attestatore di verificare l’origine del dato e di comprendere se l’ipotesi adottata sia coerente con la documentazione disponibile.
Determinazione dei valori di realizzo
Nel controfattuale liquidatorio i valori patrimoniali non coincidono automaticamente con i valori contabili. L’advisor deve stimare il presumibile ricavato dalla dismissione degli attivi, tenendo conto della natura dei beni, della loro commerciabilità, dello stato di conservazione, dell’esistenza di vincoli e dei tempi necessari per la vendita.
Particolare attenzione deve essere riservata ai crediti. La loro valutazione richiede una distinzione tra crediti esigibili, contestati, scaduti, deteriorati o assistiti da garanzie. Anche le azioni recuperatorie o le pretese verso terzi vanno considerate solo se fondate su elementi concreti e se il relativo beneficio è stimabile con prudenza.
Costi, tempi e rischi della liquidazione
Uno scenario liquidatorio credibile deve includere i costi necessari alla gestione della fase di realizzo. Rientrano in questa analisi le spese procedurali, i costi professionali, gli oneri di custodia, i costi di dismissione, le possibili passività sopravvenute e gli effetti economici derivanti dall’interruzione dell’attività.
I tempi incidono direttamente sul valore. Un realizzo differito può ridurre il beneficio per i creditori, sia per il protrarsi dei costi sia per l’incertezza connessa all’effettiva monetizzazione degli attivi. Per questo il modello deve indicare non solo quanto si presume di incassare, ma anche quando.
Il compito dell’attestatore
L’attestatore non si limita a ricevere il controfattuale predisposto dall’advisor. Deve valutarne la ragionevolezza, verificare la coerenza delle ipotesi e controllare che il differenziale di valore sia supportato da dati adeguati.
La verifica riguarda sia la qualità delle informazioni sia il percorso logico seguito. Un controfattuale attendibile deve risultare comprensibile anche a chi non ha partecipato alla sua elaborazione. Le assunzioni devono essere esplicitate, motivate e collegate a documenti o evidenze di mercato.
Controllo delle ipotesi principali
L’attestatore deve concentrare l’analisi sulle variabili che incidono maggiormente sul risultato. Tra queste assumono rilievo i valori di realizzo degli asset, la recuperabilità dei crediti, la durata della liquidazione, l’ammontare dei costi e la presenza di passività potenziali.
Quando una variabile è incerta, è opportuno che sia evidenziato l’effetto sul risultato finale. L’analisi di sensitività consente di comprendere se il differenziale di valore resti sostenibile anche al variare delle ipotesi più significative.
Verifica del differenziale di valore
Il differenziale di valore emerge dal confronto tra il risultato atteso nello scenario liquidatorio e quello prospettato nello scenario di piano. Il confronto deve essere omogeneo. Devono essere utilizzati criteri coerenti, grandezze comparabili e un perimetro di analisi chiaramente definito.
Se il piano genera un valore superiore, tale vantaggio deve essere spiegato. Può derivare dalla conservazione dell’avviamento, dalla continuità dei rapporti commerciali, dalla maggiore capacità di incasso, dalla vendita ordinata di complessi aziendali o dalla riduzione di costi e dispersioni tipiche della liquidazione.
Il punto essenziale è che il vantaggio non resti una formula. Deve essere quantificato e collegato alle specifiche caratteristiche dell’impresa.
Come documentare correttamente il controfattuale
La documentazione è parte integrante dell’analisi. Un modello economico privo di supporto documentale espone il lavoro a contestazioni, anche quando le conclusioni numeriche appaiono plausibili.
Struttura del fascicolo di lavoro
Il fascicolo dovrebbe consentire di ricostruire il percorso seguito dall’advisor e verificato dall’attestatore. In modo ordinato dovrebbero risultare:
- le fonti informative utilizzate
- le rettifiche apportate ai dati contabili
- i criteri adottati per stimare i valori di realizzo
- le ipotesi sui tempi di incasso e dismissione
- i costi considerati nello scenario liquidatorio
- le passività incluse o escluse, con relativa motivazione
- il calcolo del differenziale di valore
- le verifiche svolte sulle ipotesi più sensibili
Una documentazione così costruita riduce il rischio che il controfattuale appaia come un esercizio meramente valutativo. Al contrario, lo trasforma in un percorso tecnico verificabile.
Chiarezza espositiva e coerenza interna
La relazione deve evitare sovrapposizioni tra dati storici, stime e assunzioni prospettiche. Ogni categoria ha una funzione diversa e richiede un diverso livello di supporto.
È utile distinguere le informazioni certe da quelle stimate e spiegare perché una determinata ipotesi sia stata preferita rispetto ad altre. Questa impostazione facilita il controllo dell’attestatore e rende più leggibile il confronto tra liquidazione e piano.
Errori da evitare nella comparazione
Uno degli errori più frequenti consiste nel sottostimare i costi della liquidazione. Anche valori di realizzo apparentemente elevati possono essere erosi da tempi lunghi, oneri procedurali, contenziosi e difficoltà di incasso.
Un secondo errore riguarda l’uso di valori contabili non rettificati. La liquidazione richiede una prospettiva diversa, orientata alla monetizzazione degli attivi e non alla rappresentazione ordinaria del patrimonio.
Occorre inoltre evitare confronti non omogenei. Se lo scenario di piano include benefici futuri, anche il controfattuale deve essere sviluppato secondo un orizzonte temporale coerente. Se invece la liquidazione assume costi immediati, tali costi devono essere considerati con lo stesso grado di dettaglio adottato per il piano.
Presidio operativo del confronto tra scenari
Un buon controfattuale liquidatorio nasce dall’integrazione tra competenze economiche e valutazione giuridica. L’advisor elabora i dati e struttura il modello. L’attestatore verifica l’affidabilità del percorso e la sostenibilità del differenziale di valore.
Il documento finale dovrebbe permettere al lettore di seguire tre passaggi essenziali: quale sarebbe il presumibile esito della liquidazione, quale valore viene proposto dallo scenario alternativo e perché la differenza tra i due risultati è giustificata.
La qualità del lavoro si misura nella capacità di rendere trasparente ogni assunzione rilevante. Prima del deposito o della presentazione agli interlocutori, il fascicolo dovrebbe essere riesaminato verificando che ogni valore significativo sia collegato a una fonte, che ogni ipotesi sia motivata e che il differenziale di valore risulti comprensibile senza ricorrere a spiegazioni esterne.