Stellantis e la nuova mappa industriale tra Cina, Europa e America Latina
Stellantis e la nuova mappa industriale tra Cina, Europa e America Latina

Stellantis e la nuova mappa industriale tra Cina, Europa e America Latina

La strategia di Filosa si muove su più tavoli

Il quadro delle alleanze di Stellantis resta in evoluzione, ma la direzione appare sempre più definita. Antonio Filosa, destinato a guidare il gruppo come ceo da metà 2025 e atteso a breve con la presentazione del piano negli Usa, sta lavorando a una ridefinizione complessiva dei rapporti con i partner cinesi, con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento tecnologico e commerciale della casa automobilistica italo francese.

In questo scenario rientrano sia il rilancio di intese rimaste in secondo piano, come quella con Dongfeng, sia l’approfondimento della collaborazione con Leapmotor, già considerata una leva strategica per l’espansione internazionale. Il lavoro del management, tuttavia, non sembra fermarsi qui, perché il gruppo starebbe valutando anche ulteriori interlocutori tra i marchi emergenti della Cina, alla ricerca di soluzioni industriali e tecnologiche da integrare nella propria rete globale.

I numeri del primo trimestre rafforzano l’impostazione del gruppo

Le consegne del primo trimestre 2026 offrono un primo riscontro positivo alla linea seguita da Filosa. Tra gennaio e marzo Stellantis ha registrato 1,4 milioni di unità consegnate a livello mondiale, segnando un aumento del 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La crescita è stata sostenuta soprattutto dal Vecchio Continente e dal Nord America, ma ha interessato anche Medio Oriente e Africa, oltre al Sud America.

Il Nord America ha fatto segnare un incremento di circa 54 mila unità rispetto al primo trimestre 2025, pari al 17%. Nell’Europa allargata le consegne sono salite di circa 69 mila unità, con una progressione del 12% e un contributo rilevante di Leapmotor. In Medio Oriente e Africa la crescita è stata dell’11%, trainata in particolare dalla Turchia, mentre nei Paesi del Golfo si è registrato un calo del 50% a causa del conflitto. In Sud America l’aumento complessivo è stato del 4%, grazie soprattutto al Brasile, cresciuto dell’11%, mentre in Argentina il quadro è peggiorato con una flessione del 19% per effetto della concorrenza cinese.

La Cina come fattore competitivo e opportunità di sviluppo

La pressione dei costruttori cinesi è ormai un elemento strutturale del mercato globale e Stellantis sembra volerla trasformare in un vantaggio competitivo. L’alleanza con Leapmotor, al di fuori del territorio cinese, sta producendo risultati sul piano commerciale e potrebbe generare sviluppi anche sul fronte industriale, soprattutto in virtù degli accordi già avviati per gli stabilimenti in Spagna e Brasile. Non si escludono ulteriori iniziative in Canada e in altri Paesi europei, Italia compresa, dove impianti come Cassino risultano ancora sottoutilizzati.

La strategia punta quindi a combinare capacità produttiva e innovazione tecnologica, in un contesto nel quale la collaborazione con realtà asiatiche può assumere un valore decisivo per l’intero gruppo.

Il ritorno di Dongfeng nel dossier Stellantis

Tra i possibili sviluppi torna anche il nome di Dongfeng, uno dei principali gruppi automobilistici cinesi insieme a Byd, Chang’an Motors, Faw Group e Saic Motor. La partecipazione residua di quest’ultimo nel capitale di Stellantis, pari a poco più dell’1%, mantiene aperto un canale di interlocuzione che non può essere considerato definitivamente chiuso.

A rilanciare l’ipotesi è stato Les Echos, ricordando come l’ex amministratore delegato Tavares avesse cercato di ridimensionare il rapporto. Nonostante ciò, la joint venture Dongfeng Peugeot Citroën Automobiles continua a produrre in Cina modelli come 2008, 5008 e C5X, segno di un legame industriale ancora operativo e potenzialmente utile a nuove forme di cooperazione.

Wuhan come possibile piattaforma di esportazione

La posizione del gruppo è stata sintetizzata da Clara Ingen Housz, responsabile comunicazione e relazioni pubbliche di Stellantis, in occasione di una visita in Cina. La manager ha osservato che «La Cina è un mercato chiave per il settore automobilistico e offre vaste opportunità di crescita e collaborazione per Stellantis». Ha poi aggiunto che «Stellantis è pronta a sfruttare le competenze industriali di Wuhan per esportare veicoli elettrici prodotti a Wuhan nei mercati di Asia, Africa e Sud America, garantendo qualità eccezionale e condizioni competitive», come riportato dal quotidiano economico francese.

In questa prospettiva, Wuhan si configura non soltanto come un polo produttivo, ma anche come una base di esportazione verso aree geografiche in cui la domanda di mobilità elettrica è in forte evoluzione.

Scambi industriali e logiche di mercato già sperimentate altrove

Le ipotesi oggi sul tavolo potrebbero condurre a un equilibrio reciproco tra le parti: da un lato, i costruttori di Pechino avrebbero accesso agli stabilimenti Stellantis in Europa, compreso quello di Cassino; dall’altro, potrebbero emergere modelli con marchi occidentali prodotti in Cina. Una dinamica già adottata da altri grandi gruppi, tra cui Volkswagen, Bmw e GM, che hanno costruito parte della loro presenza internazionale su alleanze industriali e commerciali con partner locali.

Il percorso di Stellantis, però, non è ancora concluso. Filosa continua a esplorare soluzioni che vadano oltre i grandi nomi del settore, con l’intento di individuare tecnologie complementari, anche provenienti da operatori più piccoli, da integrare nella piattaforma globale del gruppo. In questa fase, la società mantiene un profilo prudente e precisa: «Nell’ambito della sua normale attività, Stellantis intrattiene discussioni con diversi operatori del settore nel mondo su varie tematiche, sempre con l’obiettivo finale di offrire ai clienti le migliori opzioni di mobilità».