In realtà professionali di grandi dimensioni, strutturate in modo analogo a vere e proprie imprese, l’elemento distintivo non è rappresentato soltanto dall’eccellenza tecnico giuridica, ma anche dalla capacità di governo dell’organizzazione. In tali contesti assumono un ruolo centrale le competenze manageriali, la visione strategica della struttura e una gestione evoluta del rapporto con la clientela.
Competenze manageriali e sviluppo della carriera
Nella prospettiva delineata da La Scala, illustrata da Marco Pesenti, Senior Partner dello Studio, il percorso di crescita interna privilegia i professionisti che dimostrano attitudine alla gestione integrata di gruppi di lavoro, processi e relazioni con i clienti. Vengono quindi valorizzate quelle figure che non si limitano a generare nuovo business, ma che sanno coordinare persone, definire procedure operative e assumere decisioni in contesti caratterizzati da elevata complessità organizzativa.
Le capacità manageriali comprendono, tra l’altro, la guida dei team multidisciplinari, l’impostazione di flussi di lavoro efficienti, la capacità di mediare tra esigenze operative e obiettivi economici, nonché la predisposizione a operare entro logiche di responsabilità diffusa. Tali abilità non si pongono in alternativa alle competenze professionali tradizionali, ma tendono a integrarle e, in determinati passaggi di carriera, possono assumere rilievo prevalente rispetto alla sola capacità di originare incarichi.
Valori condivisi e ruolo del gruppo dei soci
Oltre al profilo strettamente gestionale, viene attribuito particolare peso alla condivisione dei valori fondanti dello Studio e alla capacità di riconoscere nella compagine dei soci il nucleo primario di appartenenza professionale. L’ingresso nella partnership richiede quindi non solo competenza e risultati economici, ma anche adesione a una cultura interna orientata alla collaborazione, alla responsabilità collettiva e alla partecipazione ai processi decisionali strategici.
La dimensione collegiale del gruppo dei soci si configura come il primo riferimento per il professionista che intraprende un percorso di crescita verso ruoli di leadership, con l’obiettivo di garantire uniformità di indirizzo e coerenza rispetto alla visione di lungo periodo dello Studio.
Un percorso di crescita interna orientato alla continuità
Il modello descritto trova riscontro concreto nella recente evoluzione della partnership di La Scala. Nel mese di gennaio sono stati nominati cinque nuovi soci, tutti formatisi all’interno dello Studio. Il dato anagrafico e di genere di questi professionisti evidenzia un’attenzione particolare al ricambio generazionale e alla valorizzazione delle competenze femminili: quattro nuovi soci hanno meno di quarant’anni e tre di loro sono donne.
Questo risultato testimonia la volontà di coniugare stabilità e innovazione, consolidando la crescita interna e al contempo favorendo l’ingresso nella governance di profili giovani, in grado di interpretare con sensibilità aggiornata le esigenze del mercato e della clientela.
Approfondimenti esterni sul tema
Per una panoramica più ampia sulle modalità con cui gli studi legali strutturati selezionano e formano i propri futuri manager, è possibile consultare l’articolo pubblicato su Affari Legali di Italia Oggi Sette. Il contributo, intitolato Studi legali, ecco come vengono scelti i manager di domani. La Scala su Affari Legali (Italia Oggi Sette), è reperibile sul portale Iusletter e offre ulteriori spunti sull’evoluzione delle figure di leadership negli studi legali di grandi dimensioni.