Il contesto: una fase di sperimentazione controllata
L’introduzione di strumenti di intelligenza artificiale nella giustizia tributaria avviene in un quadro dichiaratamente sperimentale. Non si tratta soltanto di potenziare la velocità delle ricerche tra le decisioni delle Corti tributarie di primo e secondo grado, ma di consentire un collegamento sistematico con la giurisprudenza delle Alte Corti, in particolare Corte di cassazione, Corte costituzionale e Corte di giustizia dell’Unione europea.
L’elemento caratterizzante è l’uso di algoritmi in grado di creare rinvii automatici e collegamenti immediati tra decisioni su medesimi istituti, imposte e questioni interpretative. Nel contenzioso tributario, l’orientamento giurisprudenziale incide direttamente sulle strategie difensive, sulle scelte delle imprese e sulla pianificazione fiscale, con effetti potenzialmente rilevanti sui bilanci aziendali.
Equilibrio processuale e valore del patrimonio giurisprudenziale
Il rafforzamento tecnologico della banca dati giurisprudenziale ha come obiettivo anche la parità delle armi processuali tra Amministrazione finanziaria e contribuenti. La mole di dati è imponente: si tratta di un patrimonio di quasi un milione di sentenze, come riportato dal Sole 24 Ore del 3 febbraio, catalogate e collegate in base a temi fiscali, tipologie di imposta e questioni giuridiche trattate.
Su questa base informativa si sta innestando una nuova modalità di interazione con il dato giurisprudenziale, fondata su interfacce conversazionali che richiamano, per impostazione, i modelli di dialogo uomo macchina già conosciuti in altri ambiti. L’utente formula domande, le integra, le affina progressivamente, mentre il sistema di intelligenza artificiale restituisce risposte e collegamenti, rendendo l’accesso ai precedenti più rapido e strutturato.
Il quadro programmatorio: gli obiettivi di politica fiscale
La direzione di marcia è definita nell’atto di indirizzo per gli obiettivi di politica fiscale 2026 2028, sottoscritto dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti. Tale documento assegna compiti, obiettivi e responsabilità alle diverse articolazioni del Ministero, con particolare riguardo al Dipartimento della giustizia tributaria, diretto da Fiorenzo Sirianni, che risulta il baricentro istituzionale dell’evoluzione degli strumenti informatici in ambito processuale tributario.
Banca dati delle sentenze di merito: accesso pubblico e finalità
La pubblicazione e l’aggiornamento progressivo
A partire da giugno 2024, in attuazione degli impegni assunti con il Piano nazionale di ripresa e resilienza, è disponibile al pubblico una banca dati delle sentenze tributarie di merito, progressivamente aggiornata e potenziata. L’archivio rende consultabili decisioni nativamente digitali e pseudonimizzate depositate dal 2021, consentendo un reperimento rapido e ordinato dei precedenti.
Riduzione dell’incertezza e funzione nomofilattica diffusa
Le finalità dichiarate di questo strumento sono plurime. Anzitutto si mira a ridurre l’incertezza interpretativa, favorendo l’allineamento alle letture maggioritarie e ormai consolidate delle norme tributarie e scoraggiando contenziosi fondati su ricostruzioni minoritarie già superate. In secondo luogo, la banca dati agevola una forma di nomofilachia diffusa, poiché consente a giudici, difensori e funzionari dell’Amministrazione di monitorare in modo trasparente le linee interpretative prevalenti.
Supporto a professionisti, amministrazioni e legislatore
Il sistema rappresenta inoltre uno strumento di formazione continua per avvocati, commercialisti, altri professionisti e per il personale degli enti impositori, offrendo un monitoraggio costante dell’evoluzione giurisprudenziale. Per il legislatore, il tracciamento delle aree a più alta litigiosità costituisce un indicatore utile per valutare interventi normativi in settori in cui la conflittualità non si attenua nonostante gli indirizzi giurisprudenziali consolidati.
Dalla consultazione all’analisi automatica: il ruolo dell’Ai sperimentale
Oltre la mera ricerca testuale
I servizi sperimentali collegati alla banca dati non si limitano a una funzione di consultazione classica. L’obiettivo è passare da un modello di ricerca basato su parole chiave a uno centrato sull’analisi semantica e sul collegamento intelligente fra decisioni, norme e orientamenti delle diverse Corti.
L’integrazione della giurisprudenza della Corte di giustizia Ue
Un passaggio strategico riguarda l’incrocio con la giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea. L’intelligenza artificiale in fase di sperimentazione è progettata per individuare in modo mirato le decisioni di Lussemburgo rilevanti per uno specifico tema fiscale e per collegarle automaticamente alle pronunce italiane di merito, di legittimità e della Corte costituzionale.
In questo modo diviene possibile, in tempi ridotti, individuare la pronuncia europea che incide su una determinata questione, verificare come essa sia stata recepita nella giurisprudenza interna, distinguere i filoni interpretativi tra loro coerenti e quelli potenzialmente confliggenti. Si passa, in sostanza, dal semplice dato dell’esistenza di un precedente alla ricostruzione ordinata della catena completa dei precedenti, utilizzabile in modo immediato nella strategia processuale.
Disciplina applicabile e limiti all’impiego dell’intelligenza artificiale
Il riferimento all’Ai Act e alle norme nazionali
L’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale nella giustizia tributaria viene incardinato entro un quadro normativo preciso. Il riferimento sovranazionale principale è rappresentato dal regolamento Ue 2024/1689, noto come Ai Act, che stabilisce requisiti per la sicurezza, l’affidabilità e la trasparenza dei sistemi di intelligenza artificiale, con particolare attenzione ai contesti a rischio elevato.
Su questo sfondo si innestano le disposizioni nazionali in materia di protezione dei dati personali, sicurezza dei sistemi informativi e responsabilità delle amministrazioni pubbliche nell’uso di strumenti algoritmici. L’obiettivo dichiarato è coniugare l’innovazione e il guadagno di efficienza con la massima tutela dei diritti fondamentali degli interessati.
Valutazione dei rischi e sicurezza informatica
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha evidenziato la necessità di una valutazione rigorosa dei rischi connessi all’uso di questi strumenti. In particolare vengono in rilievo
- la tutela dei dati personali trattati dai sistemi intelligenti e dagli algoritmi sottostanti, tenuto conto delle informazioni sensibili presenti nei fascicoli tributari
- la protezione rispetto alle minacce di natura informatica, con il rischio di accessi abusivi, manipolazioni dei dati o compromissioni dei sistemi
La progettazione e l’implementazione degli strumenti di Ai devono quindi rispettare standard elevati di sicurezza, auditabilità e controllo umano, in linea con gli obblighi posti dal regolamento Ue 2024/1689 e dalla normativa interna.
Competenze professionali e uso consapevole degli strumenti
In questo scenario la tecnologia non può sostituire la preparazione degli operatori, ma presuppone un rafforzamento delle competenze. La formazione mirata dei magistrati tributari, dei difensori e del personale amministrativo diviene un elemento imprescindibile per un utilizzo corretto e consapevole dei sistemi di intelligenza artificiale, evitando sia un affidamento acritico sui risultati degli algoritmi sia, all’opposto, una loro sottoutilizzazione.
Solo l’integrazione equilibrata tra patrimonio giurisprudenziale strutturato, regole di garanzia dettate dal regolamento Ue 2024/1689 e preparazione tecnica degli operatori può trasformare la fase sperimentale in un supporto stabile ed efficace al processo tributario.