Governance Mps e assemblea: il confronto tra continuità gestionale e nuove alleanze di voto
Nel dibattito che precede l’assemblea di Mps emerge con chiarezza un tema centrale: la scelta tra continuità industriale e discontinuità nella governance. Luigi Lovaglio, già alla guida dell’istituto senese, ha rilanciato la propria candidatura rivolgendosi agli investitori internazionali e rivendicando i risultati ottenuti nel corso del mandato. La sua linea si fonda sull’idea che il mercato premi l’esecuzione coerente dei piani e la capacità di portarli a compimento senza interruzioni.
Il manager ha espresso fiducia nel fatto che il proprio impegno sarà riconosciuto dagli azionisti, ribadendo di sentirsi in sintonia con la proposta avanzata da Plt Holding. Al centro della sua impostazione vi è il completamento del progetto industriale già presentato al mercato, in particolare l’Ops su Mediobanca illustrata il 27 febbraio, con l’obiettivo dichiarato di generare almeno 700 milioni di sinergie e 16 miliardi di cedole in quattro anni.
La posizione di Lovaglio tra discontinuità interna e piano industriale
Nel descrivere il rapporto con il consiglio di amministrazione che lo aveva sostenuto dal 2022, Lovaglio ha chiarito di non considerare l’indagine per presunta azione di concerto su Mediobanca come la ragione decisiva della mancata ricandidatura. L’inchiesta, ha osservato, è ancora in corso e non impedisce, allo stato, lo svolgimento delle funzioni di amministratore delegato di Mps. Si tratta di una precisazione significativa, perché consente di spostare il baricentro del confronto sul terreno della strategia aziendale e non soltanto su quello degli equilibri interni.
Un altro punto rilevante riguarda il tema Generali. Lovaglio ha ribadito un approccio definito “laico” rispetto alla quota del 13% detenuta da Piazzetta Cuccia, pur riconoscendo che tale partecipazione rappresenta un elemento importante del piano. La priorità, secondo la sua visione, resta però concentrata sulle attività di corporate e investment banking, sul private banking e sulla banca commerciale, cioè sui segmenti ritenuti più coerenti con l’architettura industriale di Mps.
Il ruolo degli azionisti e l’appello di Plt Holding
La contesa assembleare si è intensificata anche a seguito della presa di posizione di Pierluigi Tortora, patron di Plt Holding, che detiene l’1,2% di Mps e che ha diffuso una lettera agli azionisti dopo la nota di Iss, advisor del mercato nel processo di voto. Iss ha espresso sostegno alla lista del consiglio di amministrazione, ma ha contestualmente bocciato otto candidati su venti nell’ipotesi di un voto individuale successivo all’eventuale prevalenza della lista stessa.
Tortora ha invitato gli azionisti a valutare con attenzione le conseguenze pratiche delle raccomandazioni di Iss, richiamando i nuovi meccanismi introdotti dalla legge Capitali. Il punto critico, secondo la sua lettura, riguarda l’assenza di un presidente eletto direttamente in assemblea, poiché Iss non sostiene la conferma di Nicola Maione, e la mancanza di certezze sulla futura guida operativa della banca. In questa prospettiva, la composizione del nuovo consiglio diventa un passaggio negoziale decisivo, nel quale gli eventuali innesti potrebbero persino risultare maggioritari.
La proposta alternativa e la richiesta di stabilità
La posizione di Plt Holding punta dunque a rafforzare il sostegno alla lista Lovaglio, con particolare attenzione ai dodici nomi proposti, allo scopo di evitare un vuoto di leadership in una fase considerata delicata dopo la fusione. L’argomento è costruito attorno all’esigenza di garantire continuità al progetto industriale e di non disperdere il lavoro già impostato nel corso dell’ultimo anno.
In parallelo, la reazione del mercato ha restituito un segnale composito. Il titolo Mps ha registrato un rialzo del 2,41%, a fronte del +4,55% del Ftse Banche Italia, un andamento che non consente letture univoche e che riflette la complessità degli scenari in campo. Resta inoltre aperto il passaggio tecnico del deposito dei titoli per l’assemblea, con una partecipazione stimata intorno al 50%, mentre è atteso anche il giudizio di Glass Lewis, altro advisor chiamato a orientare le scelte dei fondi.
Tra piano industriale, assetto del consiglio e orientamento degli investitori, il confronto su Mps si concentra ora sulla capacità di trasformare il voto in una governance coerente con gli obiettivi dichiarati. È su questo terreno che si misureranno la solidità delle alleanze e la tenuta della strategia promessa al mercato.