Intelligenza artificiale e studi legali in Italia: modelli organizzativi, rischi e pratiche di compliance
Intelligenza artificiale e studi legali in Italia: modelli organizzativi, rischi e pratiche di compliance

Intelligenza artificiale e studi legali in Italia: modelli organizzativi, rischi e pratiche di compliance

Efficienza interna, validazione e nuovi servizi legali basati su IA

Nell’attuale scenario professionale il dibattito sull’intelligenza artificiale è intenso, ma i progetti realmente operativi negli studi professionali restano ancora relativamente pochi. Secondo Claudio Rorato, responsabile scientifico e direttore dell’Osservatorio Professionisti e Innovazione Digitale della School of Management del Politecnico di Milano, l’adozione dell’IA negli studi ha come punto di ingresso naturale la ricerca di maggiore efficienza nei processi interni. Gli output generati dai sistemi vengono sistematicamente confrontati con precedenti elaborazioni dello studio su tematiche analoghe, inseriti all’interno di un processo di analisi e validazione interna e solo successivamente proposti al cliente.

Gli studi maggiormente strutturati stanno progressivamente ampliando l’utilizzo dell’IA al core business, ad esempio per individuare l’uso illecito in rete di contenuti protetti o per analizzare portafogli di crediti deteriorati NPL. Le iniziative spaziano dall’autoapprendimento tramite l’uso pratico di strumenti di IA, alla formazione specialistica, fino alla collaborazione con soggetti del mondo creditizio, finanziario e assicurativo per la costruzione di progetti verticali. Quando l’attività si sposta sul piano del business legale, gli studi tendono a creare alleanze tecnologiche o tecnico specialistiche, ad esempio joint venture tra operatori legali e bancari per la gestione degli NPL oppure società di servizi che uniscono produttori di contenuti video, software house e studi legali per sviluppare sistemi di detection e blocco degli illeciti online, con successiva tutela giudiziale.

L’Osservatorio Professionisti e il divario tra studi digitalizzati e tradizionali

L’Osservatorio Professionisti, giunto alla quattordicesima edizione e rivolto ad avvocati, commercialisti e consulenti del lavoro, ha analizzato la costruzione dei processi di innovazione, i modelli organizzativi per accrescere la competitività e i percorsi di trasformazione da strutture tradizionali a strutture digitali, enfatizzando la collaborazione come leva strategica di sviluppo. Rorato sottolinea che l’affidabilità delle soluzioni di IA e la loro diffusione continueranno a crescere, con un parallelo aumento del numero di studi che le adotteranno.

In questo contesto, il divario tra studi digitalmente maturi e studi che faticano ad aggiornare i propri modelli rischia di ampliarsi, con l’effetto di rendere questi ultimi meno attrattivi sia per i giovani professionisti sia per la clientela più evoluta. Al tempo stesso, gli operatori tecnologici sono chiamati a lavorare sempre più a stretto contatto con gli studi al fine di comprenderne le strategie e supportarne l’attuazione concreta.

Chatbot, risorse umane e IA Act: la prospettiva di LCA Studio Legale

Una prima area di applicazione pratica riguarda lo sviluppo di chatbot aziendali. Gianluca De Cristofaro, responsabile del dipartimento IP, media, tech and data, ed Edoardo Raffiotta, of counsel di LCA Studio Legale e professore di Diritto dell’intelligenza artificiale all’Università degli Studi di Milano Bicocca, evidenziano come molti progetti riguardino chatbot destinati al personale interno per la consultazione di policy e linee guida, oppure soluzioni rivolte al mercato che fungono da primo livello di assistenza clienti.

In tali casi l’intervento legale parte dalla progettazione compliance by design, prosegue con la verifica della liceità dei dati utilizzati per l’addestramento dei sistemi e arriva alla costruzione di filtri e protocolli di test volti a garantire non solo la conformità normativa ma anche la riduzione dei rischi reputazionali. Un ulteriore blocco di progetti concerne sistemi di IA a supporto delle risorse umane, per la selezione dei candidati e la gestione efficiente del personale. Qui la consulenza deve tenere insieme i profili di conformità all’IA Act e il rispetto del diritto del lavoro, in sinergia con i dipartimenti giuslavoristici.

L’attività di LCA in materia di IA, iniziata oltre due anni fa, si è sviluppata lungo due direttrici principali. Da un lato, la gestione delle problematiche di proprietà intellettuale sorte in redazioni, uffici marketing, strutture creative e dipartimenti di R and D a seguito dell’uso di strumenti di IA. Dall’altro, il costante monitoraggio del processo legislativo che ha condotto all’IA Act, con l’obiettivo di mantenere aggiornate le imprese sugli obblighi di compliance in arrivo.

Governance aziendale e gestione del rischio secondo l’IA Act

La corretta gestione dell’IA in ambito aziendale richiede innanzitutto la definizione di una governance interna, costruita a partire dal livello di tecnologia già presente in azienda, dal settore di attività e dal grado di rischio associato ai singoli casi d’uso. L’IA Act individua diversi livelli di rischio per gli utilizzi dell’IA e prevede una compliance graduata in funzione di tali livelli.

Una volta assegnati ruoli e responsabilità, diventa necessario predisporre un processo di conformità che assicuri una compliance by design non solo rispetto all’IA Act, ma anche rispetto alla normativa in tema di protezione dei dati personali e alla disciplina del diritto d’autore. In diversi casi la consulenza si concentra su singoli use case; più frequentemente però le imprese richiedono un supporto organico alla governance dell’IA, che abbracci l’insieme delle soluzioni adottate.

L’integrazione di ingegneri e programmatori: l’esperienza di Simmons and Simmons

Simmons and Simmons ha scelto di integrare stabilmente nel proprio organico un gruppo di ingegneri e programmatori a livello internazionale, che lavorano con i professionisti dello studio su progetti di integrazione di soluzioni IA sia per i clienti sia per le attività interne. Edoardo Tedeschi, partner e responsabile TMT and digital business per l’Italia, sottolinea che lo studio è stato selezionato da Microsoft per un accordo globale di early adoption di Copilot, finalizzato allo sviluppo di un sistema proprietario di IA generativa basata su LLM denominato Percy.

Lo studio ha inoltre creato prodotti basati su IA destinati ai clienti, tra i quali un sistema per la gestione delle richieste di accesso ai dati ai sensi dell’articolo 15 del Regolamento UE 2016 679 GDPR DSAR, che automatizza l’analisi e la predisposizione delle risposte e consente una gestione più efficiente dei rapporti con il Garante per la protezione dei dati personali e con gli interessati. In parallelo sono in fase di sviluppo agenti di IA dedicati alla fornitura di servizi legali specifici, come strumenti capaci di elaborare e verificare accordi di non divulgazione NDA.

Attività lavorativa, contratti tecnologici e settori regolamentati

Un tema di particolare rilievo per la clientela paneuropea di Simmons and Simmons riguarda l’introduzione di sistemi di IA nei processi lavorativi. Il team segue regolarmente operazioni straordinarie e complessi progetti tecnologici, occupandosi di tutte le fasi contrattuali connesse: dallo sviluppo dei modelli di IA al licensing, dall’integrazione di soluzioni software e cloud alla regolamentazione dei diritti di proprietà intellettuale, con attenzione costante ai profili cross border.

La clientela assistita comprende grandi società tecnologiche, tra cui Big Tech e sviluppatori di modelli di IA, istituti bancari e finanziari, operatori specializzati in IA e imprese attive in settori regolamentati quali fintech, assicurazioni, farmaceutico e telecomunicazioni. Ciò impone un approccio che coniughi competenze tecnologiche, regolatorie e di data protection su scala multinazionale.

BDO LAW e l’integrazione con i team tecnici BDO

BDO LAW opera in stretta collaborazione con altri team BDO attivi nell’IT, nel risk management e nelle attività di discovery. Roberto Camilli, partner, e Arturo Leone, of counsel, evidenziano il lavoro con BDO Intech per i profili tecnologici e con BDO Advisory per gli aspetti di rischio e compliance. Lo studio coopera inoltre con numerosi fornitori di soluzioni di IA, supportandoli nell’impostazione legale dei servizi in modo che rispettino i parametri normativi applicabili, e assiste i clienti finali affinché possano sfruttare correttamente le funzionalità dei prodotti acquistati.

I progetti seguiti vanno dall’impiego di soluzioni commerciali di IA per comunicazione e back office, all’utilizzo di sistemi industriali per l’ottimizzazione dei processi produttivi e logistici, fino a progetti relativi a strumenti di IA per la diagnosi medica. Un ulteriore ambito di intervento riguarda i clienti che si servono di IA per generare contenuti destinati a campagne pubblicitarie o iniziative editoriali, con particolare attenzione alla tutela dei diritti di proprietà intellettuale.

Policy aziendali, contrattualistica e uso responsabile dell’IA

Secondo BDO LAW la crescente potenza e autonomia delle soluzioni di IA impone una maggiore consapevolezza sui rischi connessi a un uso indiscriminato e non regolamentato degli strumenti. Per questo motivo si assiste a un progressivo incremento di regole contrattuali e policy aziendali dedicate, che disciplinano responsabilità, limiti d’uso e requisiti di trasparenza.

Lo studio ha assistito, tra gli altri, un produttore di dispositivi medici nell’integrazione di un software di IA di terzi per l’analisi delle immagini ottenute mediante sistemi endoscopici, curando gli aspetti regolatori e di responsabilità. Sono state inoltre predisposte policy interne per operatori di primo piano nel mercato dei consumi e dei servizi, volte a disciplinare l’uso di soluzioni di IA di mercato, armonizzando le regole aziendali con la revisione dei contratti verso fornitori e clienti, al fine di rendere trasparente l’utilizzo delle nuove tecnologie e definire con chiarezza la ripartizione delle responsabilità. Un ulteriore incarico ha riguardato un’impresa di largo consumo che ha impiegato immagini generate tramite IA nelle proprie campagne pubblicitarie, con valutazione dei profili IP e di conformità alle norme di settore.

Previti Studio Legale, SP Tech e la tutela dei contenuti online

Per Vincenzo Colarocco, partner, e Pietro Maria Mascolo, responsabile del dipartimento Compliance, media e tecnologia di Previti Studio Legale, la consulenza in tema di IA è destinata a diventare un elemento sempre più caratterizzante del mercato legale. Per incrementare il valore dei servizi, lo studio ha affiancato alle competenze giuridiche un supporto tecnico di informatici esperti, così da costruire un’offerta in cui profili legali e competenze tecnologiche risultino pienamente integrate.

In particolare, Previti collabora stabilmente con SP Tech, realtà specializzata in soluzioni legal tech per il contrasto alla pirateria e il monitoraggio di contenuti online, riconosciuta da Agcom come segnalatore attendibile ai fini del Digital Services Act DSA. Tale collaborazione ha consentito di implementare soluzioni automatizzate e personalizzabili per supportare i clienti nella gestione dei rischi connessi all’uso dell’IA e nella semplificazione della relativa governance.

Dati personali, diritto d’autore, deepfake e IA Act

Le principali aree di attività includono i profili di data protection nell’utilizzo di sistemi di IA e la tutela del diritto d’autore in relazione a pratiche di web scraping e training dei modelli. Parallelamente, lo studio ha promosso numerose iniziative giudiziali e stragiudiziali per proteggere i clienti dalle conseguenze lesive di deepfake che compromettono immagine e reputazione.

Un altro ambito cruciale riguarda la valutazione dei rischi connessi all’adozione di soluzioni di IA, con particolare riferimento agli adempimenti previsti dall’IA Act, tra cui la conduzione di assessment per soddisfare obblighi di documentazione, trasparenza e verifica della conformità della supply chain. Tali interventi sono coordinati con l’analisi dei profili di sicurezza dei sistemi e con la definizione della governance dei modelli utilizzati.

In questo quadro si inserisce l’azione giudiziaria promossa da Previti, per conto di alcune assistite, contro Perplexity AI, accusata di avere utilizzato senza autorizzazione programmi e film del gruppo MFE a fini di addestramento dei propri algoritmi. Si tratta della prima azione legale in Italia relativa a violazioni del diritto d’autore collegate all’IA, che pone snodi centrali sul training dei modelli e sullo sfruttamento di contenuti protetti.

Approcci multidisciplinari e legal tech: 42 Law Firm

42 Law Firm ha scelto una struttura multidisciplinare che, in qualità di società tra avvocati con soci non avvocati, consente di affrontare i progetti di IA partendo da una solida comprensione tecnica degli strumenti e delle loro logiche di funzionamento. Giuseppe Vaciago, partner, sottolinea che lo studio ha promosso la fondazione di LT42, realtà legal tech che integra competenze legali e IT e sviluppa soluzioni software in ambito legal tech, incluso lo sviluppo di strumenti basati su IA.

Le attività di progetto sono accompagnate da un costante lavoro di sperimentazione e testing di soluzioni di IA disponibili sul mercato e dallo sviluppo e valutazione di architetture cloud e on premise. Attualmente l’attenzione è concentrata sulla compliance e sulla governance dell’IA per aziende che sviluppano o adottano sistemi di IA, sulla protezione dei dati personali connessa all’uso di tali strumenti e sulla gestione del fenomeno della shadow AI, attraverso percorsi di sensibilizzazione interna, programmi di formazione e definizione di regole operative aziendali.

Proprietà intellettuale, know how e formazione interna: il caso LGV Avvocati

LGV Avvocati concentra la propria attività di consulenza sull’impatto dell’IA in ambito di proprietà intellettuale, sia rispetto a utilizzi abusivi di contenuti da parte dei sistemi di IA, sia in relazione all’impiego aziendale di tali tecnologie. L’obiettivo è duplice: garantire la liceità degli usi interni e proteggere il know how, gli asset intangibili e i dati personali dell’impresa.

Come spiega la socia fondatrice Simona Lavagnini, lo studio sta valutando la costituzione di una società dedicata, alla luce del fatto che molti clienti hanno ormai avviato una piena implementazione dell’IA nelle proprie strutture e necessitano di percorsi organici di formazione del personale, sia sotto il profilo tecnico informatico sia sotto il profilo legale. LGV già oggi redige policy interne per l’uso dell’IA e organizza masterclass miste tecnico legali per illustrare con chiarezza comportamenti consentiti e comportamenti vietati.

Contestualmente, lo studio rivede la contrattualistica relativa all’uso dell’IA e i contratti con lavoratori, consulenti, fornitori e clienti, con l’obiettivo di regolamentare l’impiego responsabile ed efficiente dell’IA nei processi produttivi, creativi e di servizio. L’attività si articola tanto sul piano negoziale e della compliance quanto su quello del contenzioso, o più spesso del precontenzioso, con particolare attenzione ai settori dei videogiochi, della musica e del design, nonché al supporto di start up che intendono sviluppare o integrare modelli di IA per offrire servizi specializzati.

Verso un ecosistema legale dell’IA fondato su governance, alleanze e competenze ibride

L’insieme delle esperienze descritte mostra come il mercato legale italiano si stia orientando verso modelli organizzativi nei quali l’IA diventa parte integrante dei servizi e della struttura degli studi. Governance aziendale, compliance by design, tutela dei dati personali e del diritto d’autore, gestione del rischio e protezione degli asset intangibili rappresentano i pilastri comuni. Accanto a essi si collocano la crescente integrazione con figure tecniche, la nascita di società legal tech collegate agli studi, l’espansione delle alleanze con operatori dei settori finanziario, tecnologico e dei media, in un contesto in cui IA Act, GDPR, normativa copyright e regolazione di settore delineano lo spazio entro cui progettare soluzioni sostenibili nel medio periodo.