Il ruolo strategico dei manager della sostenibilità nella governance d impresa
Il ruolo strategico dei manager della sostenibilità nella governance d impresa

Il ruolo strategico dei manager della sostenibilità nella governance d impresa

La funzione dedicata alla sostenibilità sta assumendo una posizione sempre più centrale all interno delle strutture di governo societario. In un numero crescente di realtà italiane i responsabili della sostenibilità riferiscono direttamente al vertice aziendale, partecipando ai processi decisionali di medio e lungo periodo e contribuendo alla definizione dei piani di azione con ricadute economiche e sociali misurabili.

Come evidenziato da Marisa Parmigiani, Presidente di Sustainability Makers, associazione nazionale che riunisce manager e professionisti della sostenibilità, si registra «un riconoscimento collettivo che la sostenibilità non è “altra cosa” rispetto all attività di business, tanto da dover essere pienamente integrata in essa. Lo scenario attuale ci pone nuove sfide molto complesse per i prossimi venti anni: consolidare il ruolo strategico del manager della sostenibilità per la creazione di innovazione e per la competitività delle imprese».

L osservatorio Sustainability Career Compass e il contesto di riferimento

La ricerca e il network professionale

La trasformazione del profilo professionale del sustainability manager emerge con chiarezza dalla terza edizione del Sustainability Career Compass, iniziativa promossa da Sustainability Makers. In occasione del ventennale dell associazione, oltre 350 associate e associati, in rappresentanza di circa 300 organizzazioni, hanno preso parte a un confronto di respiro internazionale che ha consentito di aggiornare il quadro sulle competenze, sulle responsabilità operative e sul posizionamento organizzativo di queste figure.

Lo studio non si esaurisce nella dimensione empirica della survey, ma si inserisce in un lavoro di analisi quali quantitativa più ampio, sviluppato in collaborazione con ALTIS Graduate School of Sustainable Management dell Università Cattolica del Sacro Cuore. I risultati sono stati sistematizzati nel volume “Integrare la sostenibilità nella strategia aziendale. Piani, processi e protagonisti”, pubblicato da Giappichelli e curato da Matteo Pedrini, Direttore Scientifico di Sustainability Makers e Direttore di ALTIS, che approfondisce le modalità con cui la sostenibilità entra nei meccanismi di pianificazione e controllo aziendali.

Dalla funzione specialistica alla leva competitiva

Dalle evidenze raccolte emerge il passaggio da una funzione percepita come prevalentemente specialistica e di conformità a un ruolo che incide sulla definizione delle priorità strategiche dell impresa. Il fatto che circa sette responsabili della sostenibilità su dieci in Italia si interfaccino direttamente con il top management è indicativo di questa evoluzione, che si riflette anche nella crescente strutturazione di budget dedicati e di obiettivi integrati nei piani industriali.

Aree di intervento e responsabilità operative

Piani di sostenibilità e integrazione nei processi aziendali

I manager della sostenibilità sono sempre più coinvolti nella progettazione e nell implementazione di piani di azione connessi tanto agli impatti ambientali quanto a quelli sociali. Tra le attività più ricorrenti si segnalano gli interventi di riduzione dell impatto ambientale che interessano il 38,9 per cento dei casi rilevati e la promozione di iniziative di stakeholder engagement pari al 20,8 per cento. Tali iniziative non restano circoscritte ad ambiti isolati ma vengono progressivamente incorporate nei piani di sviluppo del business, con la finalità di orientare prodotti, servizi e processi verso modelli di creazione di valore sostenibile nel tempo.

Questa integrazione comporta che le decisioni in materia di sostenibilità non siano più considerate accessorie rispetto alle scelte economico finanziarie, bensì parte integrante della valutazione complessiva dei rischi e delle opportunità dell impresa. Il sustainability manager assume così il ruolo di facilitatore dei processi di transizione socio ambientale, contribuendo alla definizione di indicatori, target e sistemi di monitoraggio coerenti con le aspettative di investitori, autorità di vigilanza e stakeholder in senso ampio.

Il contributo alla transizione socio ambientale

Nell attuale quadro regolatorio europeo e nazionale, caratterizzato da un progressivo rafforzamento degli obblighi di rendicontazione non finanziaria e di disclosure ESG, il ruolo del manager della sostenibilità diviene cruciale anche per assicurare coerenza tra gli impegni dichiarati e i comportamenti concreti dell organizzazione. La sua attività si colloca al crocevia tra funzioni diverse quali pianificazione strategica, risk management, risorse umane, finanza e comunicazione, consentendo un approccio integrato alle sfide ambientali e sociali che impattano sull impresa.

Profilo professionale e competenze dei manager della sostenibilità

Caratteristiche anagrafiche ed evoluzione dei percorsi

La ricerca elabora un identikit aggiornato delle figure che operano in ambito sostenibilità. Nel 60 per cento dei casi si tratta di donne, con un età mediamente più bassa rispetto alle generazioni che hanno avviato questo percorso professionale in passato e concentrata prevalentemente nella fascia 31 40 anni. Rilevante è anche l incremento dei profili junior: il 45 per cento degli operatori ha meno di cinque anni di esperienza nel settore, segnale di un mercato del lavoro in espansione e di una domanda crescente di competenze specifiche.

Le motivazioni che spingono verso questa scelta professionale denotano un forte orientamento valoriale. Un manager su tre dichiara di essersi avvicinato alla sostenibilità a partire da un interesse personale per le tematiche ambientali e sociali e uno su cinque indica espressamente il desiderio di generare un impatto positivo sulla società attraverso il proprio lavoro. Questo elemento ideale si intreccia con percorsi formativi e professionali via via più strutturati, anche se non omogenei.

Origini disciplinari e specializzazione

Sul piano accademico la maggior parte dei professionisti proviene da discipline manageriali per il 33,7 per cento, mentre cresce il contributo di figure con background scientifico che rappresentano il 25,9 per cento del campione e di esperti formatisi nelle scienze sociali pari al 22 per cento. Questa eterogeneità di provenienze consente di affrontare le molteplici dimensioni della sostenibilità con competenze trasversali, che spaziano dall analisi dei dati ambientali alle politiche organizzative, dalla gestione dei rapporti con gli stakeholder alla valutazione degli impatti socio economici.

Secondo Parmigiani «la strategia di sostenibilità, per quanto ben formulata e integrata nel piano di business, può rimanere un esercizio formale se non trova corrispondenza nelle azioni dell impresa e nei comportamenti delle persone che la attuano: diviene strategia attraverso le scelte quotidiane, le competenze e la visione dei professionisti che traducono una visione in progetti e processi. In quest ottica, Sustainability Makers si pone al fianco dei professionisti da vent anni».

Verso una cultura aziendale orientata alla sostenibilità

Il quadro che emerge dal Sustainability Career Compass, dal lavoro di ricerca sviluppato con ALTIS Graduate School of Sustainable Management dell Università Cattolica del Sacro Cuore e dalla sistematizzazione proposta nel volume “Integrare la sostenibilità nella strategia aziendale. Piani, processi e protagonisti” mostra come la funzione di sostenibilità sia ormai parte integrante dell architettura organizzativa e della cultura d impresa. I manager che la presidiano contribuiscono alla ridefinizione dei criteri di successo aziendale, affiancando alle tradizionali metriche economico finanziarie la considerazione degli impatti ambientali e sociali, e rendendo così la sostenibilità un elemento essenziale dei percorsi di innovazione e di competitività.