Nuove tecniche di frode digitale e ruolo dell’intelligenza artificiale
Nuove tecniche di frode digitale e ruolo dell’intelligenza artificiale

Nuove tecniche di frode digitale e ruolo dell’intelligenza artificiale

L’uso esteso dell’intelligenza artificiale non incide soltanto sull’organizzazione del lavoro e dei servizi, ma modifica in profondità anche le strategie adottate dai truffatori. Gli strumenti avanzati di generazione di contenuti consentono infatti di costruire scenari ingannevoli estremamente realistici, in cui la distinzione tra vero e falso diventa sempre più difficile per il consumatore medio.

Frodi sempre più sofisticate e personalizzate

Gli schemi fraudolenti di nuova generazione non si limitano a messaggi generici rivolti a un pubblico indistinto. Oggi le vittime vengono spesso colpite attraverso contenuti costruiti sulla base di informazioni personali, abitudini e relazioni sociali, con un livello di verosimiglianza che rende l’inganno altamente persuasivo.

Simulazione di identità e deepfake

Le tecniche di intelligenza artificiale generativa consentono la creazione di deepfake in grado di riprodurre con notevole precisione voce e volto di un familiare o di un soggetto considerato affidabile. Una videochiamata, un messaggio vocale o un filmato possono così essere manipolati per indurre la vittima a effettuare pagamenti o a condividere dati riservati, facendo leva sul rapporto di fiducia e sull’apparente riconoscibilità dell’interlocutore.

Messaggi bancari e comunicazioni istituzionali contraffatte

Un ulteriore fronte di rischio è rappresentato da e mail e messaggi che riproducono fedelmente grafica, stile e contenuti delle comunicazioni ufficiali di banche o altri intermediari finanziari. Loghi, layout e formule di cortesia risultano talmente accurati da ingenerare nel destinatario la convinzione di trovarsi di fronte a una reale richiesta di aggiornamento dati, conferma di operazioni o risoluzione di presunti problemi di sicurezza del conto.

False opportunità di investimento e testimonial credibili

Non mancano poi proposte di investimento che sfruttano piattaforme sofisticate, siti internet ben strutturati e testimonial apparentemente autorevoli. Il riferimento a personaggi noti o a marchi riconoscibili, talvolta abusivamente utilizzati, viene impiegato per rafforzare la fiducia dell’utente e condurlo verso decisioni impulsive di allocazione del proprio risparmio in prodotti inesistenti o ad altissimo rischio non dichiarato.

Relazioni digitali costruite nel tempo

Si diffondono inoltre frodi basate su relazioni virtuali di lungo periodo, instaurate attraverso social network, chat e piattaforme di incontri. Dopo mesi di conversazioni e interazioni apparentemente autentiche, il truffatore formula richieste di denaro motivate da situazioni di emergenza o da progetti condivisi, facendo leva sul legame emotivo creatosi nel tempo.

L’intervento delle Autorità europee di vigilanza

Di fronte a questa evoluzione delle minacce, le Autorità europee di vigilanza hanno intensificato l’attenzione sulla prevenzione delle frodi digitali e sul rafforzamento degli strumenti informativi a tutela dei consumatori. Nell’ambito delle loro competenze, esse hanno elaborato indicazioni operative rivolte agli utenti finali e ai prestatori di servizi, con l’obiettivo di accrescere il livello di consapevolezza e di ridurre l’esposizione a comportamenti fraudolenti.

Indicazioni per il comportamento dell’utente

Le raccomandazioni diffuse richiamano il consumatore a un atteggiamento di prudenza sistematica nell’interazione con canali digitali. In particolare viene sottolineata la necessità di

  • evitare di procedere immediatamente all’azione richiesta, fermandosi a valutare con attenzione prima di cliccare su link o aprire allegati
  • diffidare di messaggi che sollecitano una risposta urgente o un intervento immediato, poiché il fattore tempo viene spesso utilizzato dai truffatori per ridurre la capacità di analisi della vittima
  • non comunicare mai credenziali di accesso, codici dispositivi o informazioni di autenticazione su canali non ufficiali
  • verificare sempre la reale provenienza della richiesta, utilizzando recapiti e canali ufficiali dell’istituzione interessata e non quelli contenuti nel messaggio sospetto

Le Autorità evidenziano come il possesso di dati personali, di informazioni sul conto o di riferimenti a precedenti operazioni non costituisca di per sé garanzia sull’identità del soggetto che contatta il consumatore. Questi elementi possono infatti essere stati acquisiti in modo illecito o tramite altre forme di inganno e vengono utilizzati proprio per rafforzare l’efficacia della frode.

Il valore del dubbio consapevole

In un ambiente digitale in cui immagini, voci e testi possono essere ricreati in modo quasi indistinguibile dall’originale, l’atteggiamento maggiormente protettivo non è la fiducia istintiva ma l’esercizio di un controllo critico costante. Il dubbio consapevole diventa così una vera e propria competenza da coltivare, al pari delle abilità tecnologiche di base.

Allenarsi a sospendere il giudizio, a verificare le fonti e a riconoscere i segnali tipici delle frodi significa accrescere in modo concreto la propria capacità di difesa. La domanda da porsi, oggi, non è soltanto se una comunicazione appaia credibile, ma se si disponga di elementi oggettivi per confermarne l’autenticità al di là delle apparenze.

Per approfondire il quadro regolamentare e applicativo

Chi desideri esaminare con maggior dettaglio gli orientamenti delle Autorità europee di vigilanza e le più recenti iniziative in materia di prevenzione delle frodi digitali può fare riferimento all’analisi specialistica disponibile all’indirizzo Prevenzione delle frodi digitali le nuove linee guida European Supervisory Authorities a cura di Mariaserena Penta Partner del Gruppo.

Ulteriori profili di interesse relativi agli interventi rivolti ai consumatori sono illustrati nell’approfondimento Frodi online le autorità europee pubblicano schede per avvisare i consumatori La Scala sulla stampa pubblicato su Iusletter quale contributo di sintesi per gli operatori del settore e per il pubblico interessato.