Gestione del risparmio in contesti complessi: criteri oggettivi per individuare i fondi più solidi
Gestione del risparmio in contesti complessi: criteri oggettivi per individuare i fondi più solidi

Gestione del risparmio in contesti complessi: criteri oggettivi per individuare i fondi più solidi

Scenario macrofinanziario e rilevanza della selezione dei gestori

I mercati azionari statunitensi continuano a registrare massimi storici, pur a fronte di significative tensioni geopolitiche globali e di incertezze interne agli Stati Uniti. Parallelamente, comparti tradizionalmente considerati rifugio, come i metalli preziosi, e segmenti più speculativi, come le criptovalute, attraversano fasi caratterizzate da elevata volatilità e direzione non sempre definita.

In questo quadro, lo studio “Top gestore fondi” dell’Istituto Tedesco Qualità e Finanza evidenzia come il ruolo del gestore assuma un rilievo determinante nella tutela del risparmio, soprattutto in un contesto che, per usare le parole del report, “continua a muoversi in un contesto caratterizzato da elevata complessità e incertezza”.

Il contesto italiano ed europeo: resilienza e criticità

Geopolitica, energia e stabilità economica

Le tensioni geopolitiche vengono qualificate dallo studio come fattore strutturale. Il conflitto in Ucraina permane privo di una soluzione definitiva, mentre le crisi in Medio Oriente incidono in maniera significativa sulla stabilità politica ed economica a livello globale.

Nonostante l’Europa abbia ridotto sensibilmente la propria dipendenza energetica dalla Russia, restano centrali per gli operatori di mercato due profili: la sicurezza degli approvvigionamenti e la persistente volatilità dei prezzi delle materie prime. Si tratta di variabili che influenzano direttamente la redditività delle imprese, la competitività dei sistemi produttivi e, in ultima analisi, l’andamento dei mercati finanziari.

Crescita italiana, PNRR e dinamica dei prezzi

Con riferimento specifico all’Italia, lo studio descrive una crescita economica “moderata ma resiliente”, sorretta da tre pilastri principali: investimenti pubblici, attuazione dei programmi connessi al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e graduale rafforzamento dei consumi interni.

L’inflazione, dopo le forti pressioni registrate negli anni precedenti, mostra segnali di stabilizzazione. Tale evoluzione consente alle autorità monetarie di orientarsi verso una fase meno restrittiva delle politiche dei tassi di interesse, pur mantenendo un’impostazione improntata alla prudenza. Il quadro complessivo rimane, quindi, delicato e richiede particolare attenzione nella costruzione e gestione dei portafogli.

Prospettive globali: frammentazione commerciale e nuovi driver di crescita

Rallentamento del commercio internazionale e politiche protezionistiche

Secondo gli esperti dell’Istituto Tedesco Qualità e Finanza, a livello globale le prospettive risultano eterogenee. Il commercio internazionale cresce a ritmi inferiori rispetto alla media pre pandemica. Tale rallentamento è attribuito a tre principali fenomeni: l’inasprimento delle tensioni commerciali tra aree economiche, la riorganizzazione delle catene del valore globali e l’adozione di politiche industriali maggiormente orientate alla tutela degli interessi nazionali.

In alcune giurisdizioni si registra un incremento di misure protezionistiche e di schemi di incentivi pubblici mirati al rafforzamento di settori ritenuti strategici. Questi interventi, pur essendo concepiti come strumenti di politica economica interna, possono generare effetti distorsivi sugli scambi internazionali e implicare nuove forme di frammentazione del mercato globale.

Tecnologia, transizione energetica e impatto sui mercati finanziari

A fronte di tali criticità, lo studio individua nell’innovazione tecnologica e negli investimenti legati alla transizione energetica un importante fattore di sostegno alla crescita nel medio e lungo periodo. In particolare, vengono menzionati i seguenti ambiti: intelligenza artificiale, digitalizzazione dei servizi finanziari, automazione industriale e progetti connessi alla decarbonizzazione e alle energie rinnovabili.

Secondo il report, questi driver sono destinati a incidere in maniera significativa su produttività e competitività delle imprese, con riflessi diretti sulle performance degli strumenti di investimento che espongono il portafoglio a tali settori. Per gli investitori, ciò impone una valutazione non solo finanziaria ma anche strutturale delle strategie adottate dai gestori.

La complessità delle scelte di investimento per risparmiatori e consulenti

Offerta ampia e necessità di strumenti di analisi affidabili

Lo studio sottolinea che, “in questo scenario, il compito degli investitori si conferma particolarmente complesso”. La selezione di fondi coerenti con il profilo di rischio dell’investitore e realmente in grado di gestire con efficacia le fasi di mercato avverse richiede strumenti di valutazione rigorosi e non meramente basati su performance puntuali.

I risparmiatori e i consulenti finanziari si confrontano con un’offerta estremamente ampia, composta da centinaia di prodotti caratterizzati da differenti strategie di gestione, livelli di rischio, orizzonti temporali e politiche di costo. In tale contesto, la qualità del gestore rappresenta un elemento chiave per una corretta allocazione del capitale.

Il metodo di analisi dell’Istituto Tedesco Qualità e Finanza

Campione analizzato e criteri di selezione dei fondi

Per predisporre la propria analisi, l’Istituto Tedesco Qualità e Finanza ha raccolto dati relativi a oltre quarantamila fondi commercializzati in Italia, attingendo a diversi database specializzati. Sono stati inclusi esclusivamente i fondi che soddisfacevano due requisiti minimi: uno storico di almeno cinque anni e un patrimonio in gestione pari ad almeno 7,5 milioni di euro.

All’interno di tale universo sono stati identificati, per ciascun prodotto, due parametri quantitativi di riferimento: il rendimento medio annuo nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2021 e il 31 dicembre 2025 e il max drawdown, inteso come perdita massima registrata nel medesimo intervallo temporale.

Ponderazione di rendimento e rischio: come si forma il punteggio

La graduatoria è stata definita attribuendo un punteggio più elevato ai fondi che presentavano un rendimento medio annuo più alto e un max drawdown più contenuto. I due fattori sono stati combinati mediante una ponderazione asimmetrica: il rendimento ha inciso per il 66 per cento, mentre il max drawdown per il 33 per cento sul punteggio finale.

Lo studio chiarisce altresì che “il rendimento storico, pur non essendo indicativo dei risultati futuri, rappresenta una misura rilevante della qualità della gestione, della strategia adottata e dell’impatto dei costi, poiché le commissioni di gestione sono già incorporate nella performance”. Il max drawdown, dal canto suo, “misura in modo concreto la perdita massima potenziale subita da un investitore, risultando particolarmente utile per valutare il comportamento del fondo nelle fasi di mercato avverse”.

Valutazione delle società di gestione e costruzione delle classifiche

Le categorie considerate e la logica dei quartili

A ciascuna società di gestione sono stati attribuiti dei punti per ogni fondo gestito rientrante in una delle dieci categorie considerate nello studio: azionari Italia, azionari Europa, azionari mercati emergenti, azionari globali, bilanciati prudenti, bilanciati aggressivi, bilanciati flessibili, alternativi, obbligazionari governativi Europa, obbligazionari corporate Europa.

Per ogni categoria, la classifica dei fondi è stata suddivisa in quattro quartili, ripartendo l’insieme dei prodotti in base ai risultati conseguiti. Il primo quartile, corrispondente al 25 per cento dei fondi con i punteggi più elevati, raccoglie i prodotti con la performance complessiva migliore, mentre l’ultimo quartile comprende i fondi con le performance meno favorevoli in relazione ai criteri adottati.

Le classi dimensionali dei gestori premiati

Sulla base di tali valutazioni, l’Istituto Tedesco Qualità e Finanza ha conferito i riconoscimenti “Migliore Gestore Fondi” e “Top Gestore Fondi” in quattro distinte classi dimensionali, determinate secondo il patrimonio complessivo in gestione.

La classe Italia Small include i gestori con patrimonio fino a 5 miliardi di euro; la classe Italia Medium riguarda gli operatori con patrimonio compreso tra 5 e 50 miliardi di euro; la classe Italia Big comprende le società con patrimonio superiore a 50 miliardi di euro; la classe International riguarda infine gli operatori esteri che operano sul mercato italiano.

Dal dato numerico alle scelte operative

L’approccio adottato dallo studio dell’Istituto Tedesco Qualità e Finanza offre a investitori e consulenti una griglia di lettura strutturata, fondata su criteri quantitativi omogenei e su una classificazione chiara per strategie, rischiosità e dimensione dei gestori. In questo modo, i numeri non rimangono meri indicatori astratti ma diventano uno strumento concreto per ordinare le alternative disponibili e definire percorsi di investimento coerenti con gli obiettivi patrimoniali di lungo periodo.