Ex Ilva tra trattativa con investitori e richiesta di regia pubblica: la posizione di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm
Ex Ilva tra trattativa con investitori e richiesta di regia pubblica: la posizione di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm

Ex Ilva tra trattativa con investitori e richiesta di regia pubblica: la posizione di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm

Richiesta di convocazione a Palazzo Chigi e avvertimento di mobilitazione

La discussione sul futuro dell’ex Ilva si concentra sulla trattativa con Flacks Group, fondo di investimento con sede a Miami, ritenuta priva di garanzie concrete di rilancio industriale. Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm sollecitano la riapertura di un confronto istituzionale, chiedendo al Governo una sede formale di interlocuzione.

I segretari generali Michele De Palma, Ferdinando Uliano e Rocco Palombella formulano una richiesta esplicita indirizzata alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, indicando come necessaria la convocazione di un tavolo a Palazzo Chigi entro la fine del mese. In mancanza, annunciano autoconvocazione e mobilitazione in tutti gli stabilimenti.

Nelle dichiarazioni dei sindacati, la crisi delle soluzioni finora ipotizzate rende opportuno che il dossier resti in capo alla Presidenza del Consiglio, con assunzione diretta della responsabilità politica e istituzionale della gestione della vertenza.

Dubbi sulla natura dell’operazione e sulle garanzie del piano industriale

Il nodo centrale, secondo le organizzazioni sindacali, riguarda l’assenza di elementi verificabili sulla sostenibilità di un piano di rilancio e di decarbonizzazione. Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm affermano che Flacks Group sarebbe un soggetto finanziario, non un soggetto industriale, e che un progetto di questa portata richiede certezze che allo stato non risultano disponibili.

In tale prospettiva, le sigle confederali indicano come preferibile una regia pubblica del percorso di decarbonizzazione e rilancio. La proposta, nelle loro parole, non si tradurrebbe in una nazionalizzazione del complesso siderurgico, bensì in una gestione a maggioranza pubblica, con partecipazione di aziende private italiane del settore, limitata al tempo necessario per superare le criticità operative e finanziarie attuali.

Produzione, investimenti e quadro giudiziario: l’incognita sugli altiforni

La richiesta di un tavolo a Palazzo Chigi viene presentata anche come strumento per chiarire i livelli produttivi attesi. I commissari hanno comunicato l’obiettivo di riportare lo stabilimento, entro la fine di aprile, a una capacità produttiva di 4 milioni di tonnellate annue, ritenendo il risultato conseguibile attraverso la ripartenza dell’altoforno 2, prevista a breve, la manutenzione dell’altoforno 4, attualmente in funzione, e il riavvio delle cokerie.

Nel frattempo, sul piano giudiziario, viene richiamato il rigetto, da parte del gip di Taranto, dell’istanza di dissequestro dell’altoforno 1, elemento che incide sulla programmazione degli impianti. Gli interventi indicati dai commissari vengono associati a costi pari a 997 milioni.

Nel dibattito pubblico interviene anche il segretario generale della Uil, Sergio Bombardieri, con una valutazione netta: «La verità è che l’Ilva è chiusa».

L’articolo Ex Ilva, i sindacati bocciano Flacks:”Niente garanzie” proviene da Iusletter.