Il vertice di A2A, composto dal presidente Roberto Tasca e dall’amministratore delegato Renato Mazzoncini, si avvia verso una probabile riconferma. La decisione ufficiale è prevista per la fine di aprile, quando si terrà l’assemblea dei soci per l’approvazione del bilancio 2025 e la nomina del nuovo consiglio di amministrazione. Tuttavia, salvo sorprese, il rinnovo dei due dirigenti principali sembra ormai certo. Tale scelta non coglierà di sorpresa il mercato, considerando i risultati ottenuti dal top management, che ha trasformato A2A in pochi anni da una semplice multiutility a un gruppo energetico di rilievo nazionale. Questo processo di crescita ha portato al raddoppio delle dimensioni aziendali e all’erogazione di consistenti dividendi ai soci principali, guidati dai comuni di Milano e Brescia, con una partecipazione del 25% più un’azione ciascuno.
Strategia di Crescita e Politica di M&A
Alla base dell’orientamento favorevole degli azionisti pubblici vi sono principalmente i dati finanziari, frutto di un cambiamento significativo nella politica di fusioni e acquisizioni (M&A). Questa strategia è passata da una crescita territoriale semplice, che ha comunque prodotto risultati soddisfacenti nonostante le complessità politiche del cosiddetto “risiko”, a una strategia più ampia e articolata. Tale approccio si focalizza sia sulla crescita organica che sull’acquisizione di obiettivi strategici di grandi dimensioni. Sebbene inizialmente queste acquisizioni abbiano richiesto investimenti significativi, sono state successivamente integrate nell’ecosistema A2A, generando efficienze e margini e fungendo da volano per ulteriori investimenti regolamentati (a Rab).
Un esempio evidente di questa strategia è rappresentato dalle importanti acquisizioni nel settore delle energie rinnovabili, che insieme all’idroelettrico hanno portato le fonti green a rappresentare il 50% del mix produttivo dell’azienda. Inoltre, l’acquisizione delle reti elettriche da Enel in Lombardia per 1,2 miliardi di euro è particolarmente significativa. Su queste reti, A2A prevede di investire 3,8 miliardi di euro nei prossimi dieci anni, simbolo della gestione Mazzoncini e di un piano di crescita orientato alla transizione energetica. In particolare, nella zona di Milano, queste reti potrebbero creare sinergie nel teleriscaldamento e nei data center.
Dati Finanziari e Risultati Raggiunti
Confrontando i dati di bilancio del 2019, quando Mazzoncini è stato nominato amministratore delegato nella tarda primavera del 2020, emerge una A2A che ha di fatto raddoppiato le proprie dimensioni. L’Ebitda è passato da 1,2 miliardi a oltre 2,3 miliardi entro la fine del 2024, mentre l’utile netto è aumentato da 389 milioni a 864 milioni di euro. Gli investimenti, al netto delle operazioni di M&A, sono cresciuti da 627 milioni a 1,5 miliardi di euro, e i dividendi complessivi sono aumentati da 241 a 313 milioni di euro, con un ritorno per i soci pubblici di 156 milioni lo scorso anno. Nonostante questa crescita, il rapporto tra Ebitda e indebitamento netto è rimasto sempre sotto le 2,5 volte, mentre il total shareholders return, dalla primavera del 2020 ad oggi, ha raggiunto il 122%.
Prospettive Future e Sfide del Triennio
La conferma al vertice, anche se le liste ufficiali saranno depositate agli inizi di aprile, apre per il tandem Tasca-Mazzoncini un triennio ricco di nuove sfide. Queste sono delineate dal recente aggiornamento del piano al 2035, che prevede investimenti per 23 miliardi di euro, focalizzati sulla transizione energetica e sull’economia circolare. L’obiettivo è raggiungere un Ebitda stimato a 3,6 miliardi di euro entro la fine del piano industriale. A2A mira a consolidare la propria posizione come secondo player nazionale nel settore energetico, dietro a Enel, sia attraverso una crescita organica che, alle giuste condizioni, tramite operazioni di M&A.
Nel 2021, A2A ha lavorato intensamente, senza successo, a una potenziale joint venture con Ardian nel settore delle rinnovabili e della vendita di energia. Inoltre, come molti altri grandi player del settore, ha valutato un possibile riassetto di Edison. Questo dimostra che l’aspirazione a un’operazione “trasformativa” esiste, ma la sua realizzazione dipenderà dalle opportunità offerte dal mercato italiano, che inevitabilmente sarà chiamato nei prossimi anni a un ulteriore consolidamento.
L’articolo A2A, confermato il tandem: al vertice Mazzoncini e Tasca è tratto da Iusletter.