Concordato preventivo biennale e sistema delle revoche: istruzioni operative per la “seconda chance”
Concordato preventivo biennale e sistema delle revoche: istruzioni operative per la “seconda chance”

Concordato preventivo biennale e sistema delle revoche: istruzioni operative per la “seconda chance”

Nuovo quadro regolatorio del Cpb per il biennio 2026 2027

Il modello Cpb 2026 per l’adesione al concordato preventivo biennale relativo ai periodi di imposta 2026 e 2027, pubblicato sul sito istituzionale dell’Agenzia delle entrate e accompagnato dal provvedimento n. 71684/2026 del 27 febbraio 2026, introduce un assetto più articolato in materia di revoca dell’opzione. Il sistema consente al contribuente non solo di ritirare la precedente adesione al patto fiscale ma, nei termini stabiliti per la sottoscrizione, anche di esercitare nuovamente l’opzione contestualmente alla dichiarazione dei redditi.

L’istituto del concordato preventivo biennale, già oggetto di disciplina operativa con i provvedimenti n. 172928/2025 e n. 195422/2025, viene così arricchito da un meccanismo di “seconda chance” che opera entro confini temporali ben definiti e tramite canali telematici codificati.

Evoluzione delle modalità di revoca dall’annualità 2025

La disciplina previgente: revoca esclusivamente autonoma

Per l’annualità precedente, la revoca dell’opzione Cpb risultava rigidamente incanalata in una sola modalità operativa. I provvedimenti n. 172928/2025 e n. 195422/2025 avevano infatti precisato che il recesso dal concordato poteva avvenire unicamente mediante invio telematico “autonomo” del modello Cpb, congiunto al solo frontespizio del modello Redditi 2025.

A livello formale, nel frontespizio dei modelli Redditi 2025 doveva essere indicato il codice 2, “Revoca”, nella casella “Comunicazione Cpb” e risultava necessario compilare, nel modello Cpb 2025/2026, i campi “Codice ISA”, “Codice attività” e “Tipologia di reddito (1 = impresa; 2 = lavoro autonomo)”.

Il secondo provvedimento aveva inoltre chiarito che il frontespizio del modello Redditi 2025, utilizzato per la revoca, doveva contenere esclusivamente i dati anagrafici, l’indicazione del soggetto firmatario della Comunicazione Cpb e gli elementi relativi alla presentazione telematica da parte dell’incaricato. Qualsiasi ulteriore sezione del modello Redditi, qualora compilata, sarebbe stata inibita o, in ogni caso, priva di effetti giuridici.

La nuova impostazione: revoca collegata o autonoma rispetto alla dichiarazione

Le istruzioni del modello Cpb 2026, riferite al patto per i periodi di imposta 2026 e 2027, ampliano significativamente le alternative a disposizione del contribuente. La comunicazione di revoca del concordato preventivo biennale può ora essere trasmessa entro il termine previsto per l’adesione secondo due differenti canali:

primo canale, integrato nel flusso dichiarativo

secondo canale, autonomo, sul modello del sistema già sperimentato nell’annualità precedente

Revoca con flusso dichiarativo e nuova adesione: il ruolo della “seconda chance”

Utilizzo del codice 3 nella casella “Comunicazione Cpb”

La modalità innovativa è rappresentata dalla revoca esercitata nel contesto della dichiarazione dei redditi. In questo caso il contribuente utilizza la casella “Comunicazione Cpb” selezionando il codice “3 Revoca con flusso dichiarativo”. L’invio, eseguito nei termini per l’adesione al concordato, determina la caducazione di tutte le comunicazioni di adesione precedentemente trasmesse.

Le istruzioni precisano che, nell’ambito della medesima dichiarazione, è comunque consentito inoltrare una nuova comunicazione di adesione al Cpb. In questo modo il sistema consente una riconsiderazione complessiva della posizione fiscale, senza precludere la possibilità di sottoscrivere un nuovo patto entro la scadenza stabilita.

Applicazioni pratiche: esempi di revoca totale e parziale

Per rendere più chiaro il funzionamento della revoca con flusso dichiarativo vengono riportati due casi esemplificativi.

Nel primo, una società di capitali ha inizialmente aderito al concordato preventivo biennale pur in assenza dei necessari requisiti. La società procede quindi a revocare integralmente l’opzione utilizzando il codice “3 Revoca con flusso dichiarativo”, eliminando ogni effetto delle precedenti comunicazioni di adesione.

Nel secondo esempio, il focus è su una persona fisica che svolge contestualmente attività di impresa e attività di lavoro autonomo e che ha originariamente aderito al concordato per entrambe le categorie reddituali. La volontà successiva del contribuente è di mantenere il Cpb solo per l’attività di impresa. Poiché la revoca esercitata tramite il codice 3 produce un effetto generale, l’operazione si articola in due passaggi consequenziali:

anzitutto si procede alla revoca complessiva dell’adesione, con conseguente venir meno del concordato sia per il reddito di impresa sia per il reddito di lavoro autonomo

successivamente si presenta una dichiarazione dei redditi completa, nella quale si manifesta una nuova adesione al Cpb limitatamente ai redditi di impresa, lasciando esclusa la componente di lavoro autonomo

Per le persone fisiche titolari di più tipologie di reddito rilevanti ai fini Cpb, la revoca funge quindi da “reset” delle precedenti scelte, rendendo necessario un nuovo esercizio selettivo dell’opzione con riferimento alla sola attività che si intende far rientrare nel concordato.

Revoca autonoma: continuità e specificità operative

Uso del codice 2 e compilazione limitata del frontespizio

Accanto alla nuova possibilità di revoca contestuale alla dichiarazione dei redditi, resta ferma la modalità già nota di revoca autonoma. In tale ipotesi si utilizza la casella “Comunicazione Cpb” con il codice “2 Revoca”. La struttura formale ricalca quella già delineata dai provvedimenti del 2025.

Il frontespizio del modello Redditi, in questa configurazione, deve essere compilato esclusivamente con i dati anagrafici del contribuente, le indicazioni relative al soggetto firmatario della Comunicazione Cpb e i riferimenti alla presentazione telematica da parte del soggetto incaricato. Non è prevista, in questo contesto, la gestione simultanea degli ulteriori quadri dichiarativi.

Il mantenimento della revoca autonoma consente ai contribuenti di intervenire sul solo rapporto di concordato senza dover necessariamente predisporre o rielaborare l’intera dichiarazione, lasciando così coesistere due strumenti distinti ma complementari.