Composizione negoziata in Lombardia: numeri, caratteristiche e risultati di un utilizzo sempre più maturo
Composizione negoziata in Lombardia: numeri, caratteristiche e risultati di un utilizzo sempre più maturo

Composizione negoziata in Lombardia: numeri, caratteristiche e risultati di un utilizzo sempre più maturo

Le rilevazioni annuali 2025 diffuse dalla Camera Arbitrale di Milano, rese pubbliche il 27 aprile 2026, offrono un quadro molto netto: la Lombardia continua a essere l’area più dinamica nel ricorso alla composizione negoziata della crisi d’impresa. Il dato non riguarda solo il volume delle domande, ma anche la qualità degli esiti e la capacità dello strumento di incidere sui percorsi di risanamento.

Un primato regionale che si consolida

Nel corso del 2025 le imprese lombarde hanno presentato 404 istanze, contro le 261 dell’anno precedente, con un incremento del 55%. Nello stesso periodo, a livello nazionale, le domande sono salite da 1.048 a 1.776, segnando una crescita del 69%.

Se si osserva l’intero arco temporale di applicazione dello strumento, dal 15 novembre 2021 al 31 dicembre 2025, emergono 3.956 domande depositate in Italia, di cui 916 provenienti dalla Lombardia. In termini percentuali, quasi un’istanza su quattro, e precisamente il 23% del totale nazionale, ha origine nel territorio lombardo. Alle spalle della Lombardia si collocano il Lazio con 441 istanze, l’Emilia Romagna con 387, il Veneto con 305 e la Toscana con 277.

L’andamento nel tempo e la crescita dell’adesione

La progressione regionale mostra una diffusione graduale ma costante della composizione negoziata: 6 istanze nel 2021, 107 nel 2022, 138 nel 2023, 261 nel 2024 e 404 nel 2025. Si tratta di una traiettoria che conferma la progressiva familiarità delle imprese lombarde con un istituto pensato per anticipare l’emersione della crisi e favorire soluzioni negoziali prima dell’aggravamento della situazione finanziaria.

Milano al centro dell’accesso allo strumento

All’interno della regione, Milano si conferma il principale polo di utilizzo della composizione negoziata. Nel 2025 la provincia milanese ha raccolto 209 istanze, pari al 52% del totale lombardo e all’11,7% di quelle nazionali.

Seguono Brescia con 48 domande, Cremona Mantova Pavia con 38, Bergamo con 29, Como Lecco con 27, Monza Brianza e Varese con 23 ciascuna, Lodi con 5 e Sondrio con 2. La distribuzione territoriale riflette una concentrazione coerente con la presenza di aree a più alta densità imprenditoriale e con una maggiore strutturazione dei processi di gestione della crisi.

Le imprese che ricorrono alla composizione negoziata

Sul piano soggettivo, il ricorso allo strumento è trainato dalle società a responsabilità limitata, che rappresentano il 72% delle istanze presentate in Lombardia nel 2025. Quanto alla dimensione aziendale, il 52% delle domande proviene da microimprese, il 33,4% da piccole imprese, il 12,3% da medie imprese e l’1,9% da grandi imprese.

La distribuzione per fatturato conferma la prevalenza di realtà imprenditoriali di dimensione contenuta o intermedia: oltre un terzo delle istanze riguarda imprese con ricavi compresi tra 1 e 5 milioni di euro, mentre il 19% supera i 10 milioni. Sul versante settoriale, i comparti più presenti sono la manifattura, con il 30,2% delle domande, il commercio all’ingrosso e al dettaglio con il 18% e le costruzioni con il 10%.

Le misure protettive e la loro incidenza

Un ulteriore profilo di interesse riguarda le misure protettive. A livello nazionale, 1.537 imprese hanno chiesto tale tutela, e 347 di esse sono lombarde. Nel complesso, l’87% delle istanze italiane contiene una richiesta di misure protettive; in Lombardia la percentuale si attesta all’86%.

Il dato segnala come la composizione negoziata venga spesso attivata in una fase in cui l’impresa avverte l’esigenza di proteggere il proprio patrimonio e il proprio spazio di trattativa, facendo ricorso a uno degli strumenti più rilevanti della disciplina introdotta dal codice della crisi.

Gli esiti favorevoli e il richiamo all’art. 23 CCII

Particolarmente significativo è il numero degli esiti positivi. Dal 15 novembre 2021 al 31 dicembre 2025, in Italia 477 imprese hanno concluso il percorso con un accordo ai sensi dell’art. 23 CCII. Di queste, 135 sono lombarde, pari al 29,6% del totale nazionale.

Il confronto annuale evidenzia inoltre una crescita marcata: in Lombardia gli esiti positivi passano da 38 nel 2024 a 66 nel 2025, con un aumento del 73,6%; a livello nazionale si passa da 126 a 246, con un incremento del 95%.

Il tasso di successo

Il tasso di successo, inteso come rapporto tra le istanze chiuse con esito favorevole e il totale delle istanze chiuse, raggiunge in Lombardia il 24%. In Italia, su 1.232 procedure definite, 233 si sono concluse positivamente, con un tasso di successo pari al 19%.

L’impatto occupazionale come effetto della ristrutturazione

Il profilo occupazionale conferma la funzione concreta dello strumento. Nel 2025 le 66 imprese risanate in Lombardia hanno permesso di salvaguardare 2.539 posti di lavoro, con un aumento del 17%. A livello nazionale, i posti preservati sono stati 14.231, con una crescita del 152%.

Questo dato rafforza la lettura della composizione negoziata non soltanto come procedura di regolazione della crisi, ma anche come meccanismo di tutela della continuità aziendale e dell’occupazione, in una logica di prevenzione dell’irreversibilità della difficoltà economica.

Una prassi regionale che anticipa le tendenze nazionali

L’insieme dei dati conferma che la Lombardia non si limita a detenere il primato numerico delle istanze, ma mostra anche una maggiore efficacia nel trasformare la procedura in un percorso di risanamento. Il combinarsi di volumi elevati, incremento degli esiti favorevoli e salvaguardia di posti di lavoro descrive una realtà in cui la composizione negoziata si è progressivamente affermata come strumento operativo di gestione della crisi.

In questo quadro, la Lombardia si presenta come il principale osservatorio nazionale della composizione negoziata, un contesto nel quale il dato statistico si intreccia con l’esperienza applicativa e con la verifica concreta della capacità dello strumento di produrre soluzioni negoziali e risultati utili per l’impresa, i creditori e il sistema economico.

Il quadro qui delineato consente di leggere la composizione negoziata come un istituto ormai entrato nella pratica ordinaria di molte imprese lombarde, con un’incidenza che continua a distinguere la regione nel panorama italiano.