Campari Group tra performance economica e continuità di governance familiare
Campari Group tra performance economica e continuità di governance familiare

Campari Group tra performance economica e continuità di governance familiare

Risultati economico finanziari consolidati

Il gruppo Campari registra ricavi consolidati pari a 3.051 milioni di euro, con una crescita organica del 2,4 per cento. Considerando l’effetto dei cambi sfavorevoli, l’incremento si riduce tuttavia allo 0,6 per cento. L’ampliamento del perimetro di consolidamento, pari allo 0,1 per cento, è riconducibile principalmente all’integrazione di Courvoisier, al netto delle precedenti cessioni di marchi quali Averna e Zedda Piras. L’andamento dei cambi ha invece inciso negativamente per il 3 per cento sui ricavi consolidati.

L’utile operativo rettificato si attesta a 637 milioni di euro, in crescita del 5,4 per cento in termini organici e del 5,3 per cento includendo l’impatto dei cambi. L’utile netto risulta pari a 386 milioni di euro, in aumento del 2,7 per cento, mentre l’utile netto rettificato per componenti straordinarie raggiunge i 346 milioni di euro, con un incremento del 71,7 per cento.

Posizione finanziaria e leva

La posizione finanziaria netta evidenzia un debito netto di 1,95 miliardi di euro, in diminuzione di 419 milioni di euro rispetto all’esercizio precedente. La leva finanziaria, calcolata come rapporto tra debito netto e MOL rettificato, si riduce a 2,5 volte, segnando un miglioramento rispetto al picco di 3,6 volte registrato nel settembre 2024 in concomitanza con l’acquisizione di Courvoisier.

L’amministratore delegato Simon Hunt evidenzia come la dinamica positiva del business e la riduzione anticipata della leva rispetto ai piani originari abbiano consentito al gruppo di intervenire sulla politica di distribuzione dei dividendi mantenendo al contempo un adeguato margine di flessibilità finanziaria.

Politica dei dividendi e indicazioni prospettiche

Sulla base dei risultati conseguiti e di uno scenario prospettico di ulteriore crescita nel 2026, il consiglio di amministrazione sottoporrà all’assemblea degli azionisti la proposta di distribuzione di un dividendo pari a 0,1 euro per azione. L’importo rappresenta un incremento del 54 per cento rispetto all’esercizio precedente e si colloca intorno al 35 per cento degli utili generati.

Secondo le dichiarazioni dell’amministratore delegato, nel corso del 2025 il gruppo ha affrontato contesti operativi complessi mantenendo una solida crescita organica tanto dei ricavi quanto della redditività. Tra gli eventi gestiti nel periodo rientrano anche gli impatti dell’uragano Melissa in Giamaica. In prospettiva 2026, la società prevede il proseguimento di un ritmo sostenuto di crescita organica delle vendite, accompagnato da un ulteriore miglioramento della marginalità operativa e dalla capacità di generare cassa nel lungo periodo.

Con riferimento al contesto geopolitico, il vertice del gruppo ha precisato che al momento non si registrano danni materiali riconducibili al conflitto in Iran e in Medio Oriente. Tali aree incidono per meno dell’1 per cento sui ricavi consolidati, con un’esposizione dunque limitata sotto il profilo economico.

Razionalizzazione del portafoglio e prospettive di portafoglio marchi

Nel corso dell’esercizio il gruppo ha proseguito un processo di selezione e razionalizzazione del portafoglio marchi, già avviato con le dismissioni di brand storici come Averna e Zedda Piras e con il consolidamento di marchi a maggiore vocazione internazionale quali Courvoisier. Nell’ottica di concentrare le risorse sui prodotti con potenziale globale, Campari programma ulteriori cessioni nel periodo in esame.

Le operazioni di dismissione previste per l’anno in corso potrebbero determinare una riduzione stimata di circa 70 milioni di euro di ricavi e di circa 30 milioni di euro di utile operativo rettificato. Il management ha tuttavia chiarito che tali decisioni non discendono da una necessità di fare cassa, bensì dalla scelta strategica di focalizzare l’attività sui marchi con maggior respiro internazionale e più elevata capacità di generare valore nel medio lungo termine.

Struttura proprietaria e ruolo della famiglia Garavoglia

Il controllo di Campari permane in capo alla famiglia Garavoglia, che detiene il 51,3 per cento del capitale tramite la holding Lagfin. L’assetto proprietario di tipo familiare si riflette sulle scelte di governance, con attenzione alla stabilità dell’indirizzo strategico e al passaggio generazionale nella gestione.

La recente evoluzione nella composizione del consiglio di amministrazione rientra in una logica di continuità intergenerazionale e di progressivo coinvolgimento dei nuovi esponenti della famiglia unitamente al management esecutivo, in un quadro che coniuga la dimensione imprenditoriale con le esigenze di una società quotata di respiro internazionale.

Rinnovo del consiglio di amministrazione e passaggio generazionale

Per agevolare la transizione generazionale della famiglia Garavoglia e favorire una rinnovata articolazione dei ruoli manageriali, la società ha annunciato un riassetto del consiglio di amministrazione. Escono dall’organo l’ex amministratore delegato Bob Kunze Concewitz, l’ex direttore finanziario Paolo Marchesini e Alessandra Garavoglia, che cede il proprio posto al figlio Jacopo Forloni.

Contestualmente fanno il loro ingresso in consiglio Alessandro Garavoglia, figlio del presidente Luca Garavoglia, il nuovo direttore finanziario Francesco Mele e Chiara Lazzarini, nominata quale consigliere non esecutivo. Tale configurazione intende rafforzare l’equilibrio tra continuità familiare e competenze manageriali, con un presidio più marcato sulle funzioni finanziarie e sul controllo strategico di lungo periodo.

Un quadro complessivo tra crescita, disciplina finanziaria e governance

Dalla combinazione dei risultati reddituali, della riduzione della leva finanziaria, della revisione del portafoglio marchi e del rinnovo degli organi sociali emerge un profilo societario orientato alla crescita sostenibile e alla stabilità di governance. In questa cornice si collocano sia la proposta di aumento del dividendo, sia il rafforzamento del ruolo della famiglia azionista di controllo accanto al management, in un equilibrio che mira a coniugare visione imprenditoriale e disciplina finanziaria nel medio lungo periodo.