Assicurazioni e resilienza: dal risarcimento alla protezione dei sistemi
Assicurazioni e resilienza: dal risarcimento alla protezione dei sistemi

Assicurazioni e resilienza: dal risarcimento alla protezione dei sistemi

Il dibattito sul futuro dell assicurazione si sposta sempre più dal solo momento del sinistro alla capacità di prevenire, assorbire e governare gli shock. In questa direzione si colloca il report di NTT DATA, “Insurtech Global Outlook 2026 – Become architects of resilience”, che descrive un settore chiamato a leggere i nuovi rischi non come eventi isolati, ma come fattori strutturali di instabilità economica e sociale.

Lo stesso cambio di prospettiva emerge nelle parole di Giovanni Liverani, presidente di ANIA, intervenuto alla 15ª Conferenza Internazionale di Insurance Europe del 5 giugno 2025 a Bruxelles. Due analisi diverse, ma convergenti: la resilienza non è più un complemento dell attività assicurativa, bensì il suo asse strategico.

La crescita del protection gap nei rischi contemporanei

Il report NTT DATA mette al centro un dato decisivo: il divario tra esposizione al rischio e copertura disponibile è destinato ad ampliarsi. Entro il 2030, il protection gap aumenterà nei principali ambiti di vulnerabilità, con una criticità particolarmente marcata nel cyber, dove la distanza globale tra perdite potenziali e coperture assicurative passerebbe da circa 171 miliardi di dollari nel 2023 a oltre 740 miliardi nel 2030.

La stessa dinamica riguarda le catastrofi naturali. Nel primo semestre del 2025, le perdite economiche complessive, assicurate e non assicurate, hanno raggiunto 162 miliardi di dollari. L intensificazione degli eventi estremi, l incremento dei costi di ripristino e la concentrazione di attività economiche in aree esposte rendono più complessa la costruzione di coperture sostenibili.

In questo scenario, la funzione dell assicuratore non può restare ancorata alla sola liquidazione del danno. Il ruolo si estende alla prevenzione, all anticipazione del rischio e alla capacità di accompagnare famiglie, imprese e comunità con strumenti di allerta, analisi predittiva, intelligenza artificiale e servizi digitali orientati alla mitigazione delle perdite. È questo il senso della definizione di assicuratori come “architetti di resilienza”.

La leva assicurativa nella competitività europea

Il contributo di Liverani introduce un ulteriore livello di lettura, legando la questione assicurativa alla competitività dell Europa. Lo scenario di riferimento è quello di un equilibrio internazionale attraversato da pandemia, guerra in Ucraina, crisi in Medio Oriente, tensioni commerciali e ridefinizione dei flussi finanziari. In tale contesto, la tenuta del sistema europeo dipende non solo dalla crescita, ma anche dalla capacità di preservare autonomia strategica, forza economica e coesione istituzionale.

Le imprese assicurative assumono qui una funzione che va oltre la protezione dagli eventi avversi. Esse amministrano risparmio di lungo periodo e, secondo quanto ricordato da Liverani, il settore assicurativo europeo gestisce quasi 10 trilioni di euro di asset, circa il 70% dei quali investiti in azioni, obbligazioni e debito sovrano europei. Si tratta di una massa di capitale che può sostenere infrastrutture, innovazione, intelligenza artificiale, digitalizzazione e transizione energetica, purché sia incanalata in un contesto normativo coerente e stabile.

Il legame con l insurtech è evidente. Le tecnologie digitali permettono di migliorare underwriting, pricing, gestione dei sinistri e capacità di prevenzione. Tuttavia, l innovazione da sola non basta. Senza un orizzonte regolatorio chiaro e senza capitale paziente, la trasformazione rischia di restare frammentaria e priva di reale impatto sistemico.

Longevità e previdenza come nuova frontiera del rischio

Accanto a clima e cyber, il report NTT DATA richiama la longevità come uno dei grandi fattori di pressione sul sistema socio economico. L invecchiamento della popolazione accentua la tensione sui modelli di welfare e rende più evidente il tema della previdenza. Il gap pensionistico globale è stimato intorno ai 1.000 miliardi di dollari l anno, mentre in Europa circa il 40% delle persone tra 18 e 35 anni non sta accantonando risorse per la pensione.

Il punto non è soltanto finanziario. La longevità è un progresso, ma diventa una vulnerabilità se non viene sostenuta da strumenti adeguati di pianificazione, protezione e accumulo. Per questo il settore assicurativo può offrire risposte rilevanti attraverso prodotti più semplici, flessibili e leggibili, capaci di integrare il welfare pubblico e di intercettare anche le esigenze delle generazioni più giovani.

Su questo terreno, Liverani indica il valore dei partenariati pubblico privati fondati sull assicurazione. Le aree di possibile intervento sono molte: catastrofi naturali, previdenza, sanità, Long Term Care per gli anziani. La logica è duplice. Da un lato si rafforza la protezione di famiglie e imprese, dall altro si libera risparmio oggi immobilizzato in forme difensive, indirizzandolo verso investimenti di lungo periodo utili alla crescita europea.

Regole più semplici e strumenti più efficaci

La prospettiva delineata da ANIA pone anche un tema di metodo: se la resilienza deve tradursi in risultati concreti, il quadro regolatorio deve favorire l azione del settore, non ostacolarla. Liverani richiama infatti la necessità di valorizzare le soluzioni assicurative nell ambito dell Unione del Risparmio e degli Investimenti, riconoscendo la specificità dell assicurazione vita, fondata su un equilibrio rigoroso tra attivi e passività e su un impegno di lungo periodo verso gli assicurati.

In questa cornice assumono rilievo alcune priorità: promuovere il risparmio di lungo termine, includere i prodotti assicurativi nell etichetta europea per i prodotti di risparmio, semplificare la regolazione secondo una logica “less is more” e mantenere le misure di secondo livello della revisione di Solvency II coerenti con lo spirito dell accordo politico raggiunto.

Il messaggio che unisce NTT DATA e ANIA è lineare e, proprio per questo, rilevante: i grandi rischi contemporanei non possono essere affrontati con strumenti frammentati. Clima, cyber, longevità e competitività europea compongono un unico scenario di esposizione, nel quale assicurazioni, tecnologia, capitale e regolazione devono convergere. È in questa convergenza che il settore può esprimere davvero la propria funzione di stabilizzazione economica e sociale.

L articolo originale è disponibile su Iusletter e richiama un tema ormai centrale per il mercato assicurativo europeo: la resilienza come criterio di sviluppo, di protezione e di investimento.