Il reale impatto della nomina dell’esperto nella composizione negoziata
Gestire una situazione di crisi aziendale richiede attenzione non solo alle strategie operative, ma anche alle tempistiche e alle formalità previste dalla legge. Tra gli strumenti introdotti dal nuovo Codice della Crisi e dell’Insolvenza (CCII), la composizione negoziata rappresenta una risorsa importante per evitare conseguenze più gravose come la liquidazione giudiziale. Tuttavia, è fondamentale conoscere come e quando questa procedura produce effetti concreti.
Quando la sola istanza di nomina dell’esperto non basta
Molti imprenditori pensano che il semplice deposito dell’istanza per la nomina dell’esperto indipendente – tramite la piattaforma telematica dedicata – sia sufficiente a bloccare l’avvio della procedura di liquidazione giudiziale. In realtà, secondo la recente giurisprudenza (Tribunale di Modena, 21 maggio 2025), questo non avviene automaticamente.
L’effetto di “blocco” della liquidazione giudiziale si realizza solo dalla data di pubblicazione dell’istanza nel Registro delle Imprese, e solo se l’esperto ha accettato la nomina. Fino a quel momento, il tribunale può dichiarare l’apertura della liquidazione giudiziale, anche se la richiesta di nomina dell’esperto è già stata depositata.
Le condizioni di ammissibilità: attenzione ai procedimenti pendenti
Un altro aspetto cruciale riguarda l’accesso alla composizione negoziata in presenza di altri procedimenti di regolazione della crisi (ad esempio, il cosiddetto “concordato in bianco”). La legge impedisce di avviare la composizione negoziata se è già in corso un procedimento per strumenti di regolazione della crisi e dell’insolvenza. Questo per evitare che l’azienda usi lo strumento negoziale in modo dilatorio o strumentale, semplicemente per guadagnare tempo.
La discrezionalità del tribunale sulle richieste di rinvio
La concessione di un rinvio dell’udienza per consentire la nomina dell’esperto e la pubblicazione della relativa istanza non è automatica. Il giudice valuta caso per caso se concedere un breve differimento, ma non è obbligato a farlo. Se la richiesta appare finalizzata solo a posticipare la dichiarazione di insolvenza senza un piano concreto di risanamento, il tribunale può negare il rinvio e procedere con la liquidazione giudiziale.
Perché è importante agire con tempestività e trasparenza
Per chi dirige un’impresa in difficoltà, è essenziale pianificare tempestivamente le strategie di regolazione della crisi e attivare la composizione negoziata solo nei tempi e nei modi corretti. Un uso strumentale o dilatorio degli strumenti previsti dalla legge non solo non protegge l’azienda, ma può rendere più rapida e ineluttabile la liquidazione giudiziale.
In conclusione, la sola richiesta di nomina dell’esperto non basta per fermare la liquidazione giudiziale: serve la pubblicazione ufficiale con l’accettazione dell’esperto. Inoltre, la possibilità di accedere alla composizione negoziata è preclusa se vi sono procedimenti pendenti sugli altri strumenti di regolazione della crisi. Agire con correttezza e chiarezza è la chiave per ottenere il massimo dalle opportunità offerte dalla normativa.