La trasformazione del sistema elettrico europeo
L’incremento della generazione da fonti rinnovabili sta ridisegnando l’architettura del sistema elettrico europeo, spostando il fulcro dell’attenzione normativa e industriale sulle reti di trasmissione ad alta tensione. In un contesto dominato da tecnologie non programmabili come fotovoltaico ed eolico, tali infrastrutture risultano determinanti per assicurare sicurezza del sistema, integrazione efficiente dei nuovi impianti e corretto funzionamento dei mercati all’ingrosso dell’energia elettrica.
Questo quadro è ricostruito nello studio “Sicurezza e indipendenza energetica: la rete di trasmissione come leva per la competitività dell’Italia”, promosso da Teha Group in collaborazione con Terna e presentato a Roma, che esamina l’evoluzione del sistema elettrico europeo e il ruolo crescente dei Transmission System Operator TSO nella gestione della transizione energetica.
Riduzione dei costi delle rinnovabili e mutamento del mix energetico
L’impatto economico delle nuove tecnologie
Negli ultimi quindici anni il principale fattore di discontinuità nel settore elettrico globale è stato la riduzione dei costi delle tecnologie rinnovabili. Tra il 2010 e il 2024 il costo medio di produzione dell’energia da impianti fotovoltaici si è ridotto di circa il 90 per cento, mentre quello degli impianti eolici ha registrato un calo nell’ordine del 70 per cento. Ciò ha innescato una rapida diffusione delle fonti pulite e una profonda revisione del mix di generazione in molte economie, in particolare in Europa.
Il sorpasso delle rinnovabili sui combustibili fossili
Nel 2025 l’Unione europea ha raggiunto una soglia di rilievo: la generazione complessiva da solare ed eolico ha superato, per la prima volta, quella da combustibili fossili. La quota di produzione elettrica da fotovoltaico ed eolico si è attestata intorno al 30 per cento, a fronte di un 29 per cento proveniente da fonti fossili. Nello stesso anno la generazione solare è aumentata di circa 61 TWh, pari a una crescita del 20 per cento, contribuendo a portare il contributo complessivo delle rinnovabili al 48 per cento del fabbisogno elettrico europeo.
L’evoluzione del sistema elettrico italiano
Crescita della capacità installata da solare ed eolico
La dinamica europea si riflette anche in Italia, dove l’espansione delle rinnovabili ha inciso in modo strutturale sull’assetto del sistema elettrico. In un orizzonte di quindici anni il numero degli impianti fotovoltaici è aumentato di oltre tredici volte e quello degli impianti eolici di più di dodici volte. La capacità installata ha raggiunto circa 43,5 gigawatt per il fotovoltaico e 13,5 gigawatt per l’eolico, risultato ottenuto soprattutto grazie alla riduzione progressiva dei costi delle tecnologie.
Costi di produzione e impatto sui mercati all’ingrosso
Lo studio richiama in particolare il costo medio di produzione degli impianti utility scale, tenendo conto dell’integrazione con la rete e dei sistemi di accumulo. Per il fotovoltaico di grande taglia il costo medio si colloca intorno a 67 euro per megawattora, mentre per l’eolico si attesta intorno a 83 euro per megawattora. Si tratta di valori inferiori rispettivamente del 42 per cento e del 28 per cento rispetto al prezzo medio dell’energia elettrica registrato nel 2025 in Italia, pari a circa 115 euro per megawattora.
Queste condizioni di costo hanno effetti diretti sulla formazione dei prezzi sul Mercato del Giorno Prima MGP. Nelle ore centrali, caratterizzate da elevata generazione fotovoltaica, il prezzo all’ingrosso tende a scendere al di sotto dei costi variabili delle centrali a gas, aumentando la frequenza di ore con prezzi molto bassi e talvolta prossimi allo zero.
Prezzi all’ingrosso e disaccoppiamento dal gas
L’aumento delle ore a prezzo ridotto
I dati richiamati dallo studio evidenziano un rapido incremento delle ore con prezzi contenuti sul MGP. Le ore con prezzo inferiore a 30 euro per megawattora sono passate da 57 nel 2023 a 88 nel 2024, fino a raggiungere 195 nel 2025. In alcune zone del Mezzogiorno si sono registrate anche ore con prezzo nullo, fenomeno che segnala l’avanzare di un progressivo disallineamento tra prezzo dell’elettricità e prezzo del gas naturale, tradizionalmente determinante per il mercato elettrico italiano.
Dipendenza energetica e ruolo ancora centrale del gas
L’incremento della produzione rinnovabile ha contribuito comunque a rafforzare la sicurezza energetica del Paese. Tra il 2010 e il 2024 il grado di dipendenza energetica dell’Italia si è ridotto di circa 9 punti percentuali. Nonostante ciò il gas continua a esercitare un’influenza decisiva sulla formazione dei prezzi elettrici. Nel 2024 le centrali a gas hanno fissato il prezzo dell’energia per oltre il 60 per cento delle ore, con una correlazione tra il Prezzo unico nazionale PUN e il prezzo del gas al Punto di scambio virtuale PSV prossima al 97 per cento.
Alla luce di questa persistente dipendenza dal gas, la prosecuzione dello sviluppo di impianti da fonti rinnovabili, unitamente alla crescita dei sistemi di accumulo e al potenziamento delle reti di trasmissione e distribuzione, è individuata dallo studio come elemento essenziale per ridurre la volatilità dei prezzi e accrescere il grado di indipendenza energetica del sistema elettrico nazionale.
Il ruolo strategico dei Transmission System Operator
Compiti e responsabilità dei gestori di rete
In questo contesto assumono rilievo i compiti dei Transmission System Operator TSO, responsabili della pianificazione, dello sviluppo e della gestione in sicurezza delle reti di trasmissione ad alta e altissima tensione. La loro funzione primaria è garantire in ogni istante l’equilibrio tra immissioni e prelievi, assicurando l’adeguatezza del sistema, la stabilità di frequenza e tensione e la continuità del servizio, nel rispetto del quadro regolatorio e delle norme tecniche sovranazionali.
La progressiva decarbonizzazione del mix di generazione rende tali funzioni ancora più cruciali, imponendo investimenti mirati in nuove infrastrutture, capacità di interconnessione transfrontaliera e soluzioni di flessibilità, oltre a un costante coordinamento con gli operatori di distribuzione e con i soggetti del mercato.
Efficienza dei costi di rete e competitività dell’Italia
Confronto europeo sui costi di trasmissione e distribuzione
Nel confronto con gli altri Stati membri, il sistema italiano presenta livelli di costo delle reti competitivi. I dati Eurostat indicano che il costo complessivo dei servizi di rete, comprensivi di trasmissione e distribuzione, per i clienti domestici si attesta intorno a 62,3 euro per megawattora, valore inferiore di circa il 25 per cento rispetto alla media dell’area euro e più contenuto anche rispetto a quello dei principali Paesi europei.
Sulla base dell’incidenza della componente di trasmissione sul totale dei costi di rete si ricava per l’Italia un costo di trasmissione particolarmente ridotto. Nel 2024 tale componente è risultata pari a circa 11,2 euro per megawattora, valore inferiore del 7 per cento rispetto alla Francia, del 25 per cento rispetto alla Spagna e del 32 per cento rispetto alla media europea. Questi dati confermano un posizionamento concorrenziale del sistema di trasmissione italiano sul piano dei costi regolati.
Incidenza sulla spesa del cliente domestico
L’impatto della trasmissione sulla bolletta finale dell’utente domestico resta limitato. Nel 2025, per una famiglia tipo con consumi annui pari a 2.700 kilowattora, il costo medio della trasmissione è stato di circa 32 euro, con un’incidenza di poco superiore al 4 per cento sulla spesa complessiva per l’energia elettrica. Si tratta di una quota che, nel bilanciamento degli oneri di sistema, riflette il contributo della rete di trasmissione alla qualità complessiva del servizio erogato.
Affidabilità della rete italiana e indicatori di qualità
Performance operative nel confronto con altri Paesi
Accanto al profilo dei costi, lo studio richiama gli indicatori di affidabilità della rete di trasmissione nazionale. Il numero di incidenti per chilometro di linea risulta particolarmente ridotto: inferiore del 75 per cento rispetto alla Spagna e dell’85 per cento rispetto alla Francia, ponendo l’Italia tra i Paesi con i migliori livelli di affidabilità a livello europeo.
La combinazione di bassi costi di trasmissione, elevata qualità del servizio e capacità di integrare volumi crescenti di generazione rinnovabile evidenzia come la rete di trasmissione, e il relativo assetto regolatorio, costituiscano oggi uno degli snodi principali attraverso cui si sviluppa la nuova economia dell’energia, in cui sicurezza degli approvvigionamenti, sostenibilità ambientale e competitività industriale risultano sempre più strettamente interconnessi.