Rinnovo del consiglio di amministrazione di Banca Mps e ruolo dell’assemblea nella scelta dell’amministratore delegato
Rinnovo del consiglio di amministrazione di Banca Mps e ruolo dell’assemblea nella scelta dell’amministratore delegato

Rinnovo del consiglio di amministrazione di Banca Mps e ruolo dell’assemblea nella scelta dell’amministratore delegato

La lista del consiglio e la scelta di discontinuità

Il consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena ha deliberato a maggioranza la lista dei candidati da sottoporre all’assemblea per il rinnovo dell’organo amministrativo, optando per una composizione di venti membri. La decisione segna un cambio di impostazione rispetto all’attuale governance, poiché l’amministratore delegato in carica, Luigi Lovaglio, non figura tra i nominativi proposti.

La delibera è stata assunta con undici voti favorevoli su tredici presenti. Hanno scelto di non esprimersi sia lo stesso Lovaglio sia il consigliere Giuseppe Barzaghi. Risultava invece assente la consigliera Barbara Tadolini, a suo tempo espressione di Delfin, azionista con una partecipazione pari al 17,5 per cento del capitale sociale di Mps. Tadolini ha reso noto che non è disponibile a una nuova candidatura nel caso in cui non sia previsto l’inserimento in lista e la successiva nomina a amministratore delegato di Lovaglio, ritenendo così venute meno le condizioni che avevano determinato la sua adesione al precedente Piano Industriale.

Il lavoro del comitato nomine e la formazione della lista

Alla base della proposta consiliare vi è un’attività istruttoria svolta dal comitato nomine, presieduto da Domenico Lombardi, che nei giorni precedenti aveva predisposto una rosa di ventisei possibili candidati. Da tale elenco sono stati selezionati i venti nominativi confluiti nella lista ufficiale da sottoporre all’assemblea.

Questa impostazione, caratterizzata da un numero iniziale di candidati superiore ai posti disponibili, è funzionale a consentire al consiglio uscente una maggiore flessibilità nella scelta, anche nell’eventualità che talune candidature non ottengano un adeguato consenso o siano oggetto di rilievi. Il presidente in carica, Nicola Maione, che insieme a Lombardi ha curato la costruzione degli equilibri interni alla lista, è stato proposto per la riconferma nella medesima carica.

La disciplina applicabile e il ruolo dell’assemblea ai sensi della Legge Capitali

La designazione dell’amministratore delegato non è stata oggetto di una scelta conclusiva da parte del consiglio uscente. In coerenza con la disciplina introdotta dalla cosiddetta Legge Capitali, l’assemblea sarà chiamata a esprimersi sui singoli nominativi nel corso della seconda votazione, determinando così la composizione effettiva del nuovo consiglio di amministrazione. Sarà poi il consiglio, una volta insediato, a nominare il nuovo amministratore delegato tenendo conto dell’esito delle votazioni assembleari e del profilo di idoneità dei candidati.

Allo stato, il consiglio si è limitato a indicare quali soggetti dotati dei requisiti professionali e di esperienza adeguati per l’incarico di amministratore delegato tre profili manageriali di rilievo nel settore bancario e finanziario, senza effettuare una designazione univoca.

I profili ritenuti idonei per la carica di amministratore delegato

Candidatura di Corrado Passera

Tra i soggetti valutati idonei figura Corrado Passera, già vertice di Intesa Sanpaolo e di Poste Italiane e successivamente fondatore di illimity. Passera aveva fatto conoscere la propria indisponibilità ad assumere l’incarico esecutivo, manifestando invece apertura per un eventuale ruolo di consigliere o di presidente. Nonostante ciò, l’organo amministrativo ha proceduto in questa fase a una valutazione puramente tecnica e di merito, limitata al possesso dei requisiti per l’eventuale svolgimento della funzione di amministratore delegato.

Candidatura di Fabrizio Palermo

È stato inoltre individuato come profilo idoneo Fabrizio Palermo, attuale amministratore delegato di Acea, società attiva nel settore dei servizi pubblici locali con sede a Roma, nonché consigliere di amministrazione di Assicurazioni Generali. In precedenza Palermo ha ricoperto l’incarico di amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti e, prima ancora, le funzioni di chief financial officer e vice direttore generale di Fincantieri, maturando un’esperienza articolata nel campo delle partecipazioni pubbliche e delle infrastrutture.

Candidatura di Carlo Vivaldi

Un ulteriore profilo ritenuto adeguato è quello di Carlo Vivaldi, già dirigente di lungo corso del gruppo Unicredit. Nel corso della sua carriera ha ricoperto diverse posizioni di responsabilità internazionale, tra cui quella di responsabile dei mercati dell’Europa orientale, fatta eccezione per la polacca Bank Pekao, per poi assumere la carica di co chief operating officer del gruppo Unicredit, che ha lasciato nel 2021 dopo circa trent’anni di attività all’interno della stessa realtà bancaria.

Consiglieri uscenti ricandidati e continuità nella governance

Nel novero dei nominativi presenti nella lista del consiglio figurano complessivamente nove consiglieri uscenti, a testimonianza di una parziale continuità nella composizione dell’organo. Tra questi vi sono, oltre a Lombardi, il vicepresidente di Mps Gianluca Brancadoro, nonché Francesca Renzulli, Marcella Panucci, Alessandro Caltagirone, Renato Sala ed Elena De Simone.

La ricandidatura di parte dell’attuale consiglio mira a preservare la memoria storica dell’ente e la conoscenza dei dossier più rilevanti, affiancando a tali profili eventuali nuove figure funzionali al percorso di ulteriore rafforzamento patrimoniale e gestionale della banca.

Possibili liste alternative e scenario assembleare

Accanto alla lista presentata dal consiglio di amministrazione e a quella attesa da parte di Assogestioni, resta aperta la possibilità di una terza lista. Sono stati segnalati, in proposito, movimenti riconducibili all’imprenditore mantovano Giorgio Girondi, che potrebbe esprimere una compagine di candidati facente leva su una partecipazione complessiva stimata intorno al 5 per cento del capitale di Mps.

In tale contesto si è ipotizzato, in chiave meramente potenziale, che una lista alternativa possa riaprire la prospettiva di un coinvolgimento di Lovaglio. Non risultano tuttavia, allo stato, elementi concreti che attestino una sua adesione a iniziative azionarie o a cordate organizzate al di fuori del percorso delineato dal consiglio uscente.

Funzioni di gestione corrente e rapporti con le autorità di vigilanza

Fino alla nomina del nuovo vertice esecutivo, Lovaglio continuerà a esercitare le proprie funzioni di gestione ordinaria della banca, garantendo la continuità operativa e il rispetto degli adempimenti regolamentari. In tale quadro si colloca anche la recente interlocuzione con la Banca Centrale Europea, conclusasi con il rilascio del nulla osta al nuovo statuto di Mps.

Proprio Lovaglio e il presidente Maione hanno partecipato all’ultima fase di confronto con l’autorità di vigilanza, ottenendo il via libera che consente alla banca di operare nel quadro statutario aggiornato e di affrontare la prossima assemblea con una cornice normativa e organizzativa definita.

Riferimento alla fonte originaria della notizia

Il tema della formazione della lista consiliare di Mps, delle modalità di scelta dell’amministratore delegato da parte dell’assemblea e delle tensioni connesse alla mancata ricandidatura di Luigi Lovaglio è stato approfondito nell’articolo “C’è la lista Mps, schiaffo a Lovaglio. L’assemblea voterà il numero uno”, pubblicato sul portale Iusletter, che costituisce il punto di partenza informativo per l’analisi giuridico societaria qui riproposta.