In occasione della diffusione dei risultati 2025 e della presentazione del piano industriale per il triennio 2026 2028, il titolo Nexi ha registrato un forte arretramento, con una flessione del 16,63 per cento e un nuovo minimo storico a 2,68 euro intraday, per poi attestarsi a 2,82 euro. A questi livelli, la capitalizzazione si colloca intorno a 3,2 miliardi di euro.
La correzione in Borsa non appare giustificata soltanto dai dati patrimoniali e finanziari aggiornati. Il debito netto è infatti risultato pari a 4,94 miliardi di euro, leggermente superiore alle attese di mercato fissate a 4,8 miliardi, mentre la cassa disponibile è prevista in diminuzione a 750 milioni di euro nel corso dell’anno, rispetto agli 806 milioni del 2025. L’elemento maggiormente contestato dagli investitori è stato un altro, di natura essenzialmente strategica.
Scelta del dividendo e assenza di buyback
Il consiglio di amministrazione di Nexi, guidato dall’amministratore delegato Paolo Bertoluzzo, ha approvato all’unanimità un piano di distribuzione dei dividendi di profilo elevato, senza tuttavia affiancarvi un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie. In una fase in cui il titolo scambia sui minimi storici e dopo che tra il 2024 e il 2025 sono già stati destinati circa 800 milioni di euro a buyback, molti investitori, in particolare quelli statunitensi che beneficiano di una tassazione più favorevole sui riacquisti, confidavano in una rinnovata politica di sostegno del corso azionario tramite ulteriori acquisti di azioni proprie.
Invece la società ha privilegiato una remunerazione diretta degli azionisti. Tra i principali soci figurano, tra gli altri, Cassa Depositi e Prestiti con una partecipazione del 19,13 per cento e il fondo Hellman & Friedman con il 22,23 per cento. Per il 2025 è stato annunciato un dividendo complessivo pari a 350 milioni di euro, corrispondente a 0,30 euro per azione, in aumento del 20 per cento. Tale ammontare rappresenta circa il 44,7 per cento degli utili, indicati in 753 milioni di euro.
Piano di distribuzione nel triennio e utilizzo della cassa
Oltre alla cedola relativa all’esercizio 2025, Nexi ha prefigurato un ulteriore monte dividendi cumulato di 1,1 miliardi di euro nel triennio 2026 2028. Sommando quanto deliberato e quanto prospettato, gli azionisti sono destinati a ricevere almeno 1,45 miliardi di euro entro la primavera del 2029, un importo che ieri risultava pari a circa il 45 per cento della capitalizzazione di Borsa.
Parallelamente il management ha delineato l’impiego della liquidità generata nel periodo di piano. La cassa è attesa in progressiva crescita sino a 2,4 miliardi di euro entro il 2028. Al netto delle risorse allocate alla politica dei dividendi, una quota indicativa di 1,3 miliardi è destinata a operazioni di crescita esterna oppure alla riduzione dell’indebitamento finanziario netto. In questa prospettiva, il gruppo intende preservare margini di flessibilità adeguati per cogliere opportunità di acquisizione e consolidamento nel settore dei pagamenti digitali.
Obiettivo investment grade e politica di leva finanziaria
Nexi ha confermato la volontà di mantenere un profilo di rischio coerente con il merito creditizio già conseguito. Come dichiarato da Paolo Bertoluzzo, il gruppo ha raggiunto l’investment grade e intende conservarlo. L’obiettivo esplicito è quello di collocare la leva finanziaria netta in un intervallo ritenuto fisiologico compreso tra due e 2,5 volte il mol, a fronte di un rapporto atteso a fine 2025 pari a 2,6 volte.
La scelta di utilizzare parte della generazione di cassa per ridurre il debito o per finanziare eventuali operazioni straordinarie è stata motivata con l’esigenza di non compromettere la solidità del rating, preservando al contempo la capacità della società di sostenere investimenti strutturali nel medio periodo.
La lettura del mercato e il tema della redditività di lungo periodo
La seduta borsistica che ha seguito l’annuncio del piano è stata caratterizzata da scambi molto intensi, con il 12 per cento circa del capitale che ha cambiato di mano in una sola giornata. La reazione negativa, anche a fronte di un rendimento da dividendo tra i più elevati nel comparto dei pagamenti, è stata letta come segnale di disallineamento tra le aspettative degli investitori e le priorità del management.
In più occasioni, Bertoluzzo ha riconosciuto che il mercato esprime un giudizio che va sempre considerato con attenzione, sottolineando però la volontà del management di privilegiare una redditività durevole e sostenibile nel lungo periodo. L’orientamento del gruppo è quello di lasciare alla società la necessaria flessibilità finanziaria per continuare a investire in tecnologie, per cogliere opportunità di acquisizione e, laddove le condizioni lo consentano, per incrementare ulteriormente la remunerazione degli azionisti rispetto a quanto già delineato.
Prospettive industriali e dinamica dei margini
Dal punto di vista operativo, Nexi si posiziona attualmente come operatore dei pagamenti con il più elevato dividend yield del settore, salito intorno all’11 per cento sulla base dei prezzi registrati alla vigilia. Tuttavia il piano industriale illustra un percorso di crescita dei ricavi e della redditività che si dispiega in modo graduale nel tempo.
Il contributo più rilevante all’incremento di margini operativi è concentrato sull’esercizio 2028, quando il mol è atteso a 2,1 miliardi di euro, rispetto agli 1,9 miliardi stimati per il 2025. Nel periodo intermedio il gruppo è impegnato nella rinegoziazione e nel rinnovo dei contratti con le principali banche clienti, processo che, pur risultando essenziale per consolidare le relazioni commerciali e adeguare le condizioni economiche, tende a spostare più avanti gli effetti benefici sulla profittabilità complessiva.
La combinazione tra un’elevata distribuzione di dividendi, l’assenza di un nuovo buyback, il mantenimento dell’investment grade e la concentrazione della crescita del mol verso la fine del piano rappresenta, nel suo insieme, il quadro di riferimento entro cui va interpretata la recente volatilità del titolo Nexi e l’evoluzione delle sue prospettive strategiche.