Regolazione incentivante delle reti elettriche: l’ammissione degli interventi Unareti nel sistema TIQD
Regolazione incentivante delle reti elettriche: l’ammissione degli interventi Unareti nel sistema TIQD

Regolazione incentivante delle reti elettriche: l’ammissione degli interventi Unareti nel sistema TIQD

Con la deliberazione n. 314/2026/R/eel, ARERA ha ammesso gli interventi di sviluppo della rete proposti da Unareti S.p.A. al meccanismo di incentivazione disciplinato dal Testo integrato della regolazione output based dei servizi di distribuzione e misura dell’energia elettrica, il TIQD.

Il provvedimento non riguarda solo l’approvazione di un programma di investimenti. Esso applica un modello regolatorio nel quale la premialità riconosciuta alle imprese distributrici dipende dalla dimostrazione preventiva di benefici concreti, misurabili e coerenti con gli obiettivi del sistema elettrico.

Il quadro regolatorio del TIQD

La base normativa della decisione è il Titolo 10 del TIQD, approvato con la deliberazione n. 617/2023/R/eel. Tale disciplina si rivolge alle imprese distributrici con almeno 100.000 clienti finali, tenute alla predisposizione dei piani di sviluppo della rete.

La logica del sistema è quella della regolazione incentivante: gli investimenti infrastrutturali non sono valutati soltanto in relazione al loro costo, ma anche in funzione dei risultati attesi in termini di qualità, efficienza, adeguatezza e resilienza della rete di distribuzione.

Le condizioni previste dall’articolo 80

L’articolo 80 del TIQD stabilisce i requisiti necessari per l’accesso al meccanismo. Gli interventi devono avere avvio a partire dal 1° gennaio 2025 e completamento previsto entro il 31 dicembre 2027.

È inoltre richiesto che il rapporto tra benefici attualizzati e costi attualizzati sia superiore all’unità. Gli interventi devono essere individuati nell’edizione 2025 del piano di sviluppo dell’impresa distributrice interessata e non devono risultare già ammessi ad altri meccanismi di incentivazione previsti dalla regolazione dell’Autorità.

L’istanza di Unareti e la rimodulazione del programma

Unareti ha presentato la propria istanza ad ARERA il 25 giugno 2025. Nel corso dell’interlocuzione istruttoria con l’Autorità, la società ha modificato la domanda originaria, escludendo uno degli interventi caratterizzato dal rapporto tra benefici e costi più contenuto.

La modifica è stata funzionale al rispetto del limite relativo al valore complessivo degli investimenti per i quali può essere richiesta la premialità. La versione sottoposta alla valutazione definitiva dell’Autorità comprende quindi 24 interventi di sviluppo della rete.

Gli interventi infrastrutturali ammessi

Il programma presentato da Unareti riguarda interventi di rafforzamento e ampliamento della rete elettrica di distribuzione. Tra le opere previste rientrano la realizzazione di due nuove cabine primarie con sei nuovi trasformatori AT/MT e l’installazione di ulteriori tre trasformatori AT/MT.

Sono inoltre previsti la realizzazione di 53 nuove cabine MT/BT, il potenziamento di 23 chilometri di rete in media tensione e la costruzione di altri 37 chilometri di nuova rete MT.

Il costo complessivo degli investimenti è pari a 98,6 milioni di euro. Il corrispondente costo attualizzato al 2025 ammonta a 95,8 milioni di euro, cui si aggiungono costi operativi complessivi attualizzati per circa 6,6 milioni di euro.

La valutazione dei benefici attesi

Il dato centrale della deliberazione è rappresentato dal beneficio complessivo attualizzato stimato per i 24 interventi, superiore a 2,267 miliardi di euro.

Circa il 98% di tale valore deriva dalla categoria relativa alla riduzione attesa della saturazione dei prelievi di energia. Questo beneficio riguarda 20 degli interventi ammessi e assume particolare rilievo nella prospettiva dell’adeguatezza della rete rispetto all’evoluzione dei carichi.

Per gli altri interventi vengono in considerazione ulteriori benefici regolatori, tra cui la variazione attesa delle perdite di rete, la riduzione attesa dei distacchi di energia prodotta da fonti rinnovabili per effetto di variazioni di tensione e la riduzione delle interruzioni del servizio per i clienti finali, anche in presenza di ondate di calore.

La decisione di ARERA

All’esito dell’istruttoria, ARERA ha verificato il rispetto del limite di costo previsto dall’articolo 80 del TIQD e la sussistenza delle condizioni di ammissibilità richieste dalla disciplina regolatoria.

Con la deliberazione n. 314/2026/R/eel, l’Autorità ha quindi disposto l’ammissione degli interventi Unareti al meccanismo di incentivazione previsto dal Titolo 10 del TIQD.

La decisione conferma che l’accesso alla premialità non discende dalla sola realizzazione di opere sulla rete, ma dalla capacità degli investimenti di generare benefici attualizzati superiori ai costi e riconducibili alle categorie definite dalla regolazione.

Il rilievo della deliberazione per gli investimenti di distribuzione

Il caso Unareti mostra come la pianificazione della rete sia ormai strettamente collegata alla misurazione preventiva degli effetti degli investimenti. L’impresa distributrice deve individuare gli interventi nel proprio piano di sviluppo, quantificare i benefici attesi e dimostrare la coerenza del programma con i parametri fissati dall’Autorità.

In questa prospettiva, la regolazione incentivante opera come strumento di selezione degli investimenti più rilevanti per il sistema elettrico. Il potenziamento fisico delle infrastrutture viene letto insieme alla riduzione delle congestioni, al contenimento delle perdite, alla continuità del servizio e alla migliore integrazione dell’energia da fonti rinnovabili.

Per le imprese distributrici, il precedente applicativo rappresentato dalla deliberazione n. 314/2026/R/eel evidenzia l’importanza di costruire piani di sviluppo fondati su dati tecnici verificabili, indicatori economici coerenti e benefici regolatori puntualmente documentati.