Il quadro delineato dall’IVASS mette in evidenza un mercato assicurativo attraversato da dinamiche differenti a seconda della natura dell’impresa coinvolta. Nel 2025 i reclami complessivamente registrati sono stati circa 108mila, con una riduzione del 5,4% rispetto all’anno precedente. Il dato, pur confermando una contrazione generale delle contestazioni, segnala al tempo stesso un andamento non uniforme tra operatori nazionali e imprese estere.
La diversa tendenza tra imprese italiane e compagnie estere
La diminuzione complessiva è legata soprattutto al calo delle doglianze rivolte alle imprese italiane, che segnano un arretramento del 9,5%. In senso opposto, le compagnie estere evidenziano un aumento del 15,3% su base annua, elemento che modifica la lettura del fenomeno e impone una distinzione più accurata nell’analisi dei reclami.
Il dato suggerisce che la riduzione delle contestazioni non sia omogenea, ma piuttosto il risultato di un riequilibrio interno al settore, con una maggiore incidenza delle segnalazioni nei confronti degli intermediari e degli assicuratori non stabiliti in Italia.
La ripartizione per ramo assicurativo
Quanto alla distribuzione dei reclami per ambito di operatività, quasi la metà riguarda la Rc auto, che assorbe il 47,5% del totale. Seguono gli altri rami danni, con il 40%, mentre il ramo vita rappresenta il 12,5% delle segnalazioni complessive.
Questa ripartizione conferma che le contestazioni si concentrano soprattutto nei settori di maggiore esposizione contrattuale e di più frequente interazione con l’assicurato, dove il contenuto dell’obbligazione assunta dall’impresa si traduce più facilmente in un potenziale conflitto.
L’esito delle doglianze e il ruolo della gestione interna
Sotto il profilo degli esiti, il 29,8% dei reclami è stato accolto, l’8% si è concluso con una transazione e il 62% è stato respinto. La lettura congiunta di questi dati restituisce un sistema nel quale la fase di gestione interna continua a svolgere un ruolo decisivo, sia per la definizione della controversia sia per la selezione delle contestazioni effettivamente fondate.
Il ricorso alla transazione, pur contenuto, conferma inoltre la presenza di soluzioni negoziate che consentono di chiudere la vicenda prima di un eventuale contenzioso, con evidenti effetti deflattivi.
Il parametro dei tempi di risposta
Un ulteriore elemento significativo riguarda la tempistica di lavorazione. Il tempo medio di risposta si è attestato a 21 giorni, quindi in misura nettamente inferiore rispetto al termine massimo di 45 giorni previsto dalla normativa. Il dato è rilevante perché indica una capacità organizzativa compatibile con gli standard richiesti dalla disciplina di settore e con l’esigenza di fornire riscontro in tempi ragionevoli al consumatore.
Alla luce di tali elementi, il monitoraggio dei reclami resta uno strumento centrale per valutare non soltanto la qualità del servizio assicurativo, ma anche la tenuta complessiva dei presìdi di correttezza, trasparenza e tempestività imposti dall’ordinamento.
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