Poste Italiane tra risultati record, riorganizzazione industriale e nuove partecipazioni strategiche
Poste Italiane tra risultati record, riorganizzazione industriale e nuove partecipazioni strategiche

Poste Italiane tra risultati record, riorganizzazione industriale e nuove partecipazioni strategiche

Risultati economici consolidati e performance operative

Nel 2025 Poste Italiane ha conseguito risultati economici di assoluto rilievo, registrando ricavi pari a 13,1 miliardi di euro, in crescita del 4,2 per cento su base annua. Tale andamento è riconducibile alla robusta dinamica commerciale dei prodotti di risparmio e di investimento, all’apporto dei rendimenti del portafoglio investimenti e alle misure di razionalizzazione dei costi introdotte a livello di gruppo.

Un elemento distintivo dell’evoluzione industriale è rappresentato dal comparto logistico. La quota dei pacchi recapitati direttamente dai portalettere ha raggiunto il 43 per cento, risultato conseguito anche grazie all’implementazione di una rete interna di corrieri che ha rafforzato l’integrazione verticale e la capacità distributiva capillare sul territorio nazionale.

Utili, redditività e remunerazione degli azionisti

L’utile netto consolidato si è attestato a 2,22 miliardi di euro, con un incremento del 10,3 per cento rispetto all’esercizio precedente, a conferma della solidità della gestione caratteristica e finanziaria. L’ebit adjusted ha raggiunto 3,24 miliardi di euro, in miglioramento del 9,6 per cento, evidenziando un aumento della marginalità operativa in un contesto di mercato competitivo.

Le attività finanziarie investite per conto della clientela hanno raggiunto complessivamente i 600 miliardi di euro, in aumento di 10 miliardi. Nei prodotti di investimento è stata registrata una raccolta netta positiva pari a 2,5 miliardi di euro, segnale di fiducia degli investitori retail nella gamma di soluzioni proposte dal gruppo.

Sul versante della solidità patrimoniale, l’indicatore Solvency II di Poste Vita ha raggiunto il 304 per cento, collocandosi su livelli ampiamente superiori alle soglie regolamentari di vigilanza. In linea con tali risultati, il consiglio di amministrazione ha proposto la distribuzione di un dividendo unitario pari a 1,25 euro per azione, in crescita del 16 per cento, per un ammontare complessivo di 1,6 miliardi di euro. Il payout ratio si è così attestato al 73 per cento.

In proposito, l’amministratore delegato Matteo Del Fante ha ricordato come «dal 2016 abbiamo distribuito quasi 9 miliardi ai nostri azionisti», valorizzando la politica di remunerazione stabile e progressiva adottata negli ultimi esercizi.

Previsioni per l’esercizio in corso e linee guida gestionali

Per l’anno in corso la società prevede un ulteriore miglioramento dei principali indicatori economici. Le stime interne indicano un ebit adjusted superiore a 3,3 miliardi di euro e un utile netto di 2,3 miliardi di euro, valori calcolati al netto del contributo riveniente dalla partecipazione detenuta in Tim. I ricavi sono attesi in crescita fino a 13,5 miliardi di euro, a conferma della prosecuzione del trend espansivo dell’attività operativa.

Integrazione dei servizi finanziari e dei pagamenti

Contestualmente è stato avviato un processo di riorganizzazione societaria e funzionale volto a integrare le attività connesse ai pagamenti e ai servizi finanziari, in un’ottica di maggiore sinergia industriale e digitale. In tale ambito, Del Fante ha precisato che «le nostre attività energy e di telecomunicazioni risiedono su Postepay che si sta fondendo con Bancoposta», delineando un percorso di aggregazione di asset strategici.

A seguito di tale fusione, il gruppo intende collocare il business dell’energia e delle telecomunicazioni direttamente a livello di capogruppo, con una gestione centralizzata in ottica di holding. Come puntualizzato dall’amministratore delegato, ciò comporterà «essenzialmente un accordo di distribuzione con la rete», valorizzando la capillarità degli uffici postali e dei canali digitali già presenti sul territorio.

Partecipazione nel Polo Strategico Nazionale e rapporti con Tim

Prospettive di ingresso nel Polo Strategico Nazionale

Poste Italiane ha inoltre avviato un confronto per l’acquisizione di una partecipazione pari al 20 per cento nel Polo Strategico Nazionale, infrastruttura che fornisce servizi tecnologici e soluzioni cloud avanzate alle pubbliche amministrazioni italiane. Ad oggi la compagine azionaria del Polo risulta composta da Tim con il 45 per cento, Leonardo con il 25 per cento, Cdp con il 20 per cento e Sogei con il 10 per cento.

L’operazione prospettata mira in particolare a rilevare la quota detenuta da Cdp Equity, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo di Poste come partner tecnologico della pubblica amministrazione e di presidiare un ambito considerato strategico per la digitalizzazione del Paese.

Migrazione infrastrutturale e insourcing dei servizi Tim

Nel quadro dei rapporti industriali con Tim, è in corso la migrazione di Poste Mobile sull’infrastruttura di rete mobile di Tim, con completamento previsto entro il mese di giugno. A regime, tale operazione è stimata generare risparmi di costo pari a circa 25 milioni di euro annui, grazie a economie di scala e a una più efficiente allocazione delle risorse tecniche.

Parallelamente, l’insourcing di specifici servizi prestati da Tim a favore di Poste è atteso produrre, a regime, «fino a 100 milioni di euro di ricavi per Poste», come evidenziato da Del Fante. Tale scelta punta a internalizzare attività a maggiore valore aggiunto, rafforzando le competenze tecnologiche e operative del gruppo.

Sviluppo del business energia e telecomunicazioni

Il lancio dell’offerta Tim Energia, commercializzata con il brand «Tim Energia powered by Poste Italiane», rientra in una strategia di ampliamento della presenza nei settori energia e telecomunicazioni. L’obiettivo dichiarato è il raggiungimento di 1,4 milioni di clienti entro la fine dell’anno, facendo leva sull’incrocio tra basi clienti e sulla rete distributiva di Poste.

Dal lato finanziario, dalla partecipazione in Tim sono attesi dividendi in contanti per un importo stimato di circa 100 milioni di euro nel 2027, evidenziando la rilevanza dell’investimento anche in termini di ritorno per la capogruppo.

Servizi digitali alla cittadinanza e prospettive Spid

Nel quadro dei servizi digitali offerti ai cittadini e alle imprese assume rilievo la gestione dello Spid, sistema pubblico di identità digitale. In proiezione, per il 2026 Poste prevede un contributo economico derivante da tale attività pari a circa 25 milioni di euro, con una prospettiva di raddoppio a livello di ebitda nel 2027.

L’evoluzione dello Spid, inserita in un più ampio processo di trasformazione digitale dei servizi pubblici e privati, consente a Poste di posizionarsi come intermediario tecnologico e di fiducia, rafforzando il proprio ruolo di infrastruttura di sistema a supporto dell’identità digitale, dei pagamenti elettronici e dell’accesso ai servizi online della pubblica amministrazione e degli operatori privati.