MGA e nuova geografia del potere assicurativo
MGA e nuova geografia del potere assicurativo

MGA e nuova geografia del potere assicurativo

Nel 2025 il modello delle Managing General Agents assume un ruolo sempre più centrale nell’industria assicurativa danni, pur mostrando un ritmo di espansione meno impetuoso rispetto al passato. La delega di underwriting da parte delle compagnie aumenta, i broker si consolidano come snodo strategico e la catena del valore viene progressivamente ridisegnata, con inevitabili ricadute su margini, controllo dei rischi e assetti di governance.

Una dinamica espansiva che cambia di qualità

Dimensioni del mercato e rallentamento selettivo

Secondo il report di BMO Capital Markets il comparto MGA nel ramo danni raggiunge premi complessivi nell’ordine di 94 miliardi di dollari, pari a circa il 7% del mercato, con una crescita del 19% nel 2025 rispetto all’anno precedente. Il dato segna un rallentamento rispetto al 21% registrato in precedenza, pur mantenendo un profilo di sviluppo robusto.

La lettura diventa più articolata se si isola il segmento agricolo. Al netto di tale componente, infatti, il tasso di incremento subisce una contrazione più marcata, passando dal 22% al 16%. Ciò evidenzia un passaggio da una fase di espansione accelerata a una traiettoria più selettiva, indice di un mercato che tende a privilegiare soluzioni maggiormente sostenibili nel medio periodo.

Più che di un’inversione di rotta, si può parlare di un processo di maturazione di un modello che continua a risultare attrattivo per compagnie, broker e talenti dell’underwriting.

Un modello oltre i confini del rischio non standard

Distribuzione tra business tradizionale ed E amp S

Un profilo spesso sottovalutato riguarda la composizione del portafoglio MGA. BMO evidenzia come circa il 76% dei premi intermediati dalle MGA, pari a 72 miliardi di dollari, non sia riferibile al segmento excess amp surplus. Solo il 24% transita infatti attraverso il canale wholesale E amp S.

Questo dato smentisce l’idea che le MGA operino quasi esclusivamente su rischi atipici o altamente specialistici. Il modello non si limita al perimetro specialty ma penetra in misura rilevante anche nel business più standardizzato, diventando parte integrante dei meccanismi ordinari di offerta assicurativa.

Ne deriva un ampliamento strutturale del campo d’azione delle MGA, che non possono più essere considerate un presidio marginale, bensì una piattaforma organizzativa utilizzata in modo esteso per presidiare segmenti diversi di mercato.

Broker, MGA e ridisegno della catena del valore

Il ruolo crescente dei wholesaler

L’elemento di maggior discontinuità riguarda l’evoluzione della distribuzione. I principali wholesaler Ryan, AmWINS e Brown amp Brown detengono ormai circa il 7% del mercato MGA, in aumento rispetto al 6% del 2024, e hanno incrementato l’offerta di prodotti strutturati in modalità MGA di quasi il 50%.

La ricerca di BMO qualifica tale fenomeno come sviluppo secolare. Gli underwriter con profilo imprenditoriale tendono a convergere verso piattaforme MGA spesso integrate con i grandi broker, attratti da una combinazione di maggiore autonomia decisionale e migliore remunerazione rispetto alle strutture carrier driven.

Spostamento dei margini e underwriting delegato

Nel modello MGA la funzione di underwriting viene esternalizzata in misura significativa dalla compagnia, che si limita a fornire capacità e capitale di rischio. In questo schema le MGA applicano commissioni di gestione più elevate, stimate in circa un 15% aggiuntivo rispetto ai modelli tradizionali, con un conseguente restringimento dei margini per i carrier che conferiscono capacità.

Si osserva così un progressivo trasferimento di valore economico e informativo dalle compagnie ai soggetti che presidiano congiuntamente distribuzione e selezione dei rischi. La leva competitiva non si colloca più soltanto sul pricing o sul capitale allocato, ma sulla capacità di strutturare piattaforme di underwriting specializzate, rapide nell’esecuzione e integrate con canali distributivi forti.

Compagnie tra opportunità e criticità

Innovazione, IA e rischio di perdita di presidio

In un contesto in cui l’intelligenza artificiale viene spesso evocata come fattore di potenziale disintermediazione dei broker, i dati di mercato descrivono uno scenario diverso. Il peso degli intermediari cresce e le strutture MGA diventano il punto di attrazione per competenze tecniche e capacità di innovazione di prodotto.

Compagnie che storicamente avevano mantenuto un controllo diretto e poco delegato dell’underwriting, come WR Berkley, oggi gestiscono via MGA volumi significativi di business. Viceversa pochi player, tra cui Kinsale, continuano a presidiare l’intera catena in modo integrato, limitando il ricorso a schemi di delega estesa.

Questa trasformazione apre opportunità in termini di velocità di sviluppo, ingresso in nicchie di mercato e adattabilità a nuove esigenze dei clienti. Al contempo solleva questioni rilevanti in materia di governance, di monitoraggio tecnico dei portafogli e di sostenibilità economica dei rapporti tra carrier e MGA, soprattutto nei cicli di mercato meno favorevoli.

Bilanciamento tra efficienza e controllo

Il progressivo radicamento del modello MGA nel 2025 delinea un quadro in cui la collaborazione tra compagnie, broker e piattaforme di underwriting specializzate diventa componente ordinaria dell’operatività assicurativa. In questo scenario la priorità non è più interrogarsi sulla legittimità del modello, quanto piuttosto definire in modo chiaro i confini delle responsabilità, gli standard di controllo dei rischi e gli assetti economici che rendono sostenibile nel tempo la ripartizione del valore lungo la filiera.