La fase prenotativa nel Codice della crisi dopo il Decreto Correttivo Ter
La fase prenotativa nel Codice della crisi dopo il Decreto Correttivo Ter

La fase prenotativa nel Codice della crisi dopo il Decreto Correttivo Ter

Il Decreto Correttivo Ter ha inciso in modo rilevante sulla lettura sistematica della fase prenotativa disciplinata dal Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza, ridefinendone ruolo e potenzialità operative.

La questione centrale: l’estensione anticipata dell’articolo 94 bis CCII

Uno dei profili più delicati riguarda l’eventuale operatività dell’articolo 94 bis CCII già nel periodo di accesso con riserva, comunemente indicato come fase in bianco.

Dal tradizionale orientamento restrittivo al nuovo quadro normativo

In un’impostazione interpretativa consolidata fino a tempi recenti, si tendeva ad escludere in modo pressoché generalizzato che gli effetti propri dell’articolo 94 bis CCII potessero spiegarsi prima del deposito di una proposta compiuta. La fase prenotativa era percepita come momento meramente preparatorio, privo di una vera incidenza sulla posizione dei creditori sul piano dell’autonomia negoziale.

Con l’introduzione del nuovo articolo 44 comma 1 quater CCII, il quadro cambia in misura significativa. La disposizione prevede che, qualora il debitore alleghi sin dal deposito un progetto di regolazione della crisi, egli possa beneficiare immediatamente del regime proprio dello strumento di regolazione prescelto.

Il collegamento tra articolo 44 comma 1 quater e articolo 94 bis CCII

La previsione dell’articolo 44 comma 1 quater CCII consente di prospettare un’estensione anticipata della disciplina contenuta nell’articolo 94 bis CCII. In altre parole, la possibilità che determinate tutele e regole tipiche della fase di piena operatività dello strumento si manifestino già nel corso della procedura con riserva appare oggi normativamente fondata, a condizione che il debitore presenti un progetto sufficientemente strutturato di regolazione della crisi.

Ciò comporta che anche gli effetti più incisivi dell’articolo 94 bis CCII, in particolare quelli che incidono sui margini di autonomia contrattuale dei creditori, possano operare non soltanto dopo l’omologazione o l’accesso definitivo allo strumento, bensì sin dal momento iniziale in cui il debitore manifesta in modo puntuale l’assetto regolatorio che intende perseguire.

La rilettura della fase con riserva: da momento di attesa a spazio di ristrutturazione

Alla luce del combinato disposto tra articolo 44 comma 1 quater e articolo 94 bis CCII, la fase con riserva non può più essere considerata solo una pausa procedurale in attesa della definizione del piano. Essa si configura sempre più come un segmento strategico del percorso di ristrutturazione, entro cui si delineano fin da subito i vincoli e le aspettative che graveranno su debitore e creditori.

Questa evoluzione normativa sollecita una riflessione circa la natura della fase in bianco: da luogo di mera preparazione documentale a contesto giuridicamente significativo, nel quale si innestano già i meccanismi di riequilibrio tra le posizioni coinvolte dalla crisi.

L’orientamento della giurisprudenza: il contributo del Tribunale di Milano

La giurisprudenza più recente, con un ruolo di primo piano svolto dal Tribunale di Milano, sembra consolidare una lettura funzionale e pragmatica delle nuove disposizioni. I giudici milanesi valorizzano infatti una interpretazione orientata alla salvaguardia della continuità aziendale e alla massima efficienza degli strumenti di regolazione della crisi, anche nella fase iniziale.

In questa prospettiva, l’anticipazione degli effetti collegati all’articolo 94 bis CCII viene considerata coerente con la finalità di favorire percorsi tempestivi di risanamento e di stabilizzare fin dall’esordio le relazioni tra debitore e creditori, riducendo l’incertezza che tipicamente caratterizza i momenti preliminari di una procedura di regolazione.

Una trasformazione in atto: tra fisiologia del sistema e mutamento di paradigma

L’insieme delle novità normative e degli indirizzi giurisprudenziali porta a interrogarsi se ci si trovi dinnanzi a una semplice evoluzione fisiologica del sistema oppure a un vero mutamento di paradigma nella concezione della fase prenotativa. Quel che emerge è una crescente centralità di tale segmento procedurale, oggi sempre meno riconducibile a un periodo neutro e sempre più inteso come fase costitutiva del processo di ristrutturazione.

Per un approfondimento operativo

Un’analisi dettagliata delle ricadute applicative dell’articolo 94 bis CCII dopo il Decreto Correttivo Ter, con particolare attenzione ai profili operativi per imprese e creditori, è proposta nell’articolo pubblicato su Diritto Bancario a firma dei partner Simone Bertolotti e Luca Scaccaglia, disponibile al seguente link: L’ambito di applicazione dell’art. 94 bis CCII dopo il Decreto Correttivo Ter.

Il contributo è stato originariamente segnalato da Iusletter, che ne ospita il richiamo alla pagina: L’ambito di applicazione dell’art. 94 bis CCII dopo il Decreto Correttivo Ter. La Scala su Diritto Bancario, nell’ambito delle pubblicazioni dedicate all’evoluzione del Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza.