Il contesto normativo: il limite del 5 percento alle commissioni
Nel corso dello scorso anno il legislatore ha introdotto un tetto massimo alle commissioni applicabili dalle società emettitrici di buoni pasto fissandolo nella misura del 5 percento. Tale limite è divenuto operativo dal mese di settembre e ha inciso in modo diretto sull’assetto economico dei rapporti tra emittenti e operatori della grande distribuzione organizzata nonché degli altri esercenti convenzionati.
In questo quadro regolatorio l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un procedimento istruttorio nei confronti di Edenred ipotizzando un abuso di posizione dominante nel mercato dei buoni pasto elettronici.
L’ipotesi di abuso di posizione dominante
Secondo la prospettazione dell’Agcm l’entrata in vigore del tetto alle commissioni avrebbe indotto Edenred a porre in essere una strategia volta a compensare la riduzione dei margini attraverso lo spostamento degli oneri economici sugli operatori della grande distribuzione organizzata. L’Autorità contesta in particolare che le condotte adottate possano qualificarsi come sfruttamento abusivo della posizione detenuta nel mercato di riferimento in violazione della disciplina antitrust.
Riorganizzazione delle modalità di accettazione dei buoni pasto
L’Autorità Garante riferisce che Edenred «avrebbe imposto unilateralmente una riorganizzazione delle modalità di accettazione dei buoni pasto elettronici, eliminando l’integrazione diretta tra i sistemi di cassa della Gdo e le proprie piattaforme autorizzative, imponendo l’uso di sistemi di interconnessione indiretta forniti da provider terzi e aumentando così i costi per la Gdo».
La transizione da un modello di integrazione diretta a un sistema basato su intermediari tecnologici esterni comporterebbe, secondo l’ipotesi istruttoria, un aggravio organizzativo e finanziario per gli operatori della distribuzione, tenuti a sostenere ulteriori costi di connessione, adeguamento dei sistemi informatici e gestione operativa dei flussi di autorizzazione.
Condizioni contrattuali ritenute penalizzanti
Accanto al profilo tecnologico l’Agcm segnala anche una revisione delle condizioni contrattuali applicate agli esercenti convenzionati. In particolare si evidenzia che Edenred avrebbe «imposto altre condizioni penalizzanti quali, ad esempio, un allungamento della tempistica di rimborso dei buoni pasto». L’allungamento dei tempi di rimborso determinerebbe un impatto sulla liquidità degli operatori commerciali costretti a finanziare per un periodo più esteso il valore dei buoni incassati alla cassa.
Nella prospettiva dell’Autorità tali modifiche potrebbero costituire strumenti indiretti per recuperare parte dei margini persi a causa del limite del 5 percento, trasferendo sostanzialmente sugli esercenti parte degli oneri economici che la disciplina pubblicistica aveva inteso contenere.
Effetti potenziali su operatori e consumatori
L’Agcm sottolinea che le condotte contestate rischiano di generare effetti negativi non soltanto per la grande distribuzione organizzata ma anche per il consumatore finale. L’aumento dei costi e il peggioramento delle condizioni operative per gli esercenti potrebbero infatti tradursi in un rialzo dei prezzi dei beni e dei servizi acquistabili con buoni pasto o in una progressiva riduzione dei punti vendita disponibili ad accettarli.
Le maggiori complessità tecnologiche e amministrative introdotte nel processo di accettazione dei buoni, associate a condizioni economiche considerate sfavorevoli, possono inoltre incidere sulla competitività complessiva del sistema, alterando l’equilibrio che il tetto alle commissioni mirava a garantire tra emittenti, esercenti e beneficiari.
La posizione di Edenred e la reazione del mercato finanziario
Edenred al momento non ha rilasciato dichiarazioni di merito sui singoli rilievi istruttori. La società ha tuttavia fatto sapere di confidare «nel buon esito dell’indagine» e di essersi resa disponibile a collaborare pienamente con l’Autorità al fine di «fornire tutte le spiegazioni necessarie a garantire una corretta comprensione dei servizi offerti al settore retail».
Sul fronte dei mercati la notizia dell’apertura dell’istruttoria ha generato immediate ripercussioni sul corso azionario. Alla Borsa di Parigi il titolo Edenred ha terminato la seduta con una flessione del 17,2 percento attestandosi sui livelli minimi registrati negli ultimi undici anni, segnale di un marcato nervosismo tra gli investitori in relazione ai possibili esiti del procedimento e alle sue conseguenze economiche e reputazionali.
Uno scenario in evoluzione per il settore dei buoni pasto
L’intervento dell’Antitrust si inserisce in una fase di profonda trasformazione del mercato dei buoni pasto, caratterizzato da un crescente ricorso a strumenti elettronici, da un quadro regolatorio più stringente sulle commissioni e da una maggiore attenzione ai rapporti di forza tra emittenti ed esercenti. L’esito dell’istruttoria su Edenred potrà contribuire a delineare con maggiore precisione i confini delle condotte consentite in presenza di posizioni di rilievo sul mercato, offrendo al contempo indicazioni utili per la strutturazione futura dei rapporti contrattuali nel settore.