Il ruolo di Borsa Italiana nella crescita del gruppo Euronext
Il ruolo di Borsa Italiana nella crescita del gruppo Euronext

Il ruolo di Borsa Italiana nella crescita del gruppo Euronext

Inquadramento del gruppo Euronext e performance economico finanziarie

Euronext, federazione che riunisce le principali borse europee tra cui Milano, Amsterdam, Bruxelles, Dublino, Lisbona, Oslo, Parigi e più recentemente Atene, ha chiuso l’esercizio 2025 con risultati in marcato sviluppo. I ricavi consolidati hanno raggiunto 1.823,2 milioni di euro con un incremento del 12,1 per cento su base annua; l’Ebitda rettificato è salito a 1.143,1 milioni di euro, in crescita del 13,6 per cento e con un miglioramento del margine di 0,8 punti percentuali sino al 62,7 per cento. L’utile netto contabile è stato pari a 642,9 milioni di euro con un aumento del 9,8 per cento mentre l’utile per azione è cresciuto del 12,2 per cento.

Sotto il profilo della struttura finanziaria, il gruppo ha proseguito nel progressivo rientro della leva, attestando al 31 dicembre un rapporto fra posizione finanziaria netta ed Ebitda pari a 1,5 volte. Tale parametro conferma una capacità di servizio del debito coerente con un modello di business a forte generazione di cassa.

Evoluzione dei ricavi e incidenza delle componenti non legate ai volumi

Nell’analisi della composizione dei ricavi del gruppo assume rilievo crescente la componente non dipendente dai volumi di negoziazione, che ha raggiunto il 59 per cento del totale delle entrate. Ciò segnala una maggiore stabilità delle fonti di reddito e una diversificazione dei servizi offerti nel segmento delle infrastrutture di mercato.

Aree di business collegate ai volumi di scambio

All’interno della componente di ricavo sensibile ai volumi, l’area dedicata a reddito fisso, commodities e valute evidenzia uno sviluppo particolarmente significativo. Tale segmento, alimentato in modo rilevante dall’operatività italiana, ha registrato un incremento del 16,2 per cento, con ricavi pari a 342,8 milioni di euro, avvicinandosi al contributo generato dai mercati azionari del gruppo. Questi ultimi hanno a loro volta segnato un aumento dell’11,7 per cento attestandosi a 410 milioni di euro.

Politica dei dividendi e piano strategico “Innovate for growth”

Sulla base dei risultati conseguiti, all’assemblea annuale degli azionisti di Euronext convocata ad Amsterdam per il 20 maggio sarà sottoposta la proposta di distribuzione di dividendi per complessivi 321,5 milioni di euro, corrispondenti a un pay out pari al 50 per cento dell’utile distribuibile.

Il chief executive officer di Euronext, Stéphane Boujnah, ha qualificato tali risultati come «un eccellente inizio per il nostro piano strategico al 2027 “Innovate for growth”», sottolineando come la traiettoria di crescita del gruppo sia coerente con il percorso di innovazione delineato.

Le principali iniziative strategiche annunciate

Nella prospettiva di medio termine, il management ha annunciato una serie di progetti destinati a rafforzare il posizionamento del gruppo sui mercati europei dei capitali. Tra le iniziative evidenziate da Boujnah si segnalano, in particolare, l’avvio a marzo dei contratti future sull’energia, la creazione entro giugno di un mercato europeo dei repo e, sul fronte post trading, il trasferimento a Euronext Securities Milan delle attività di regolamento del trading azionario cash di Amsterdam, Bruxelles e Parigi, previsto per settembre.

La centralità di Borsa Italiana nel perimetro Euronext

In tale contesto Borsa Italiana assume un ruolo di primaria importanza. Nell’ultimo esercizio la società ha generato ricavi per circa 730 milioni di euro, pari a circa il 40 per cento dei ricavi complessivi del gruppo Euronext. Si tratta di un livello in aumento del 57 per cento rispetto al 2020, ultimo esercizio precedente all’ingresso nel perimetro Euronext e ancora riferito all’appartenenza al London Stock Exchange Group.

Sotto il marchio Borsa Italiana ricadono non soltanto il mercato all’ingrosso dei titoli di Stato MTS, infrastruttura che Euronext non possedeva prima dell’operazione di acquisizione, ma anche le principali piattaforme di post trading nazionali. Rientrano infatti nel perimetro Euronext Securities Milan la ex Montetitoli e, in Euronext Clearing, l’ex Cassa di compensazione e garanzia, che oggi fornisce servizi di clearing a tutte le geografie del gruppo.

Sviluppo operativo e crescita dimensionale di Borsa Italiana

Dall’ingresso in Euronext Borsa Italiana ha registrato un’espansione sia in termini di attività sia di struttura organizzativa. L’organico è passato da 665 a 855 dipendenti, a testimonianza dell’ampiezza dei nuovi progetti avviati e della maggiore integrazione all’interno del gruppo.

Andamento dei mercati azionari e obbligazionari

Per quanto riguarda il mercato azionario, il controvalore medio giornaliero scambiato è aumentato da 3,2 miliardi di euro nel 2020 a 4,2 miliardi di euro nel 2025. Nel medesimo arco temporale la capitalizzazione complessiva delle società quotate a Milano è cresciuta da circa 600 miliardi di euro a oltre 1.000 miliardi di euro.

Sul mercato MTS dedicato ai titoli di Stato gli scambi giornalieri hanno registrato una dinamica ancora più marcata, passando da 14 a 54 miliardi di euro al giorno. Parallelamente, è proseguito il processo di rientro in Italia di emittenti obbligazionari che in passato avevano scelto piazze estere, in particolare Lussemburgo e Dublino. Ventiquattro di tali emittenti hanno trasferito nuovamente la propria attività di quotazione sul mercato domestico, con un programma complessivo di emissioni EMTN pari a 180 miliardi di euro.

Post trading, custodia e impatto fiscale

Nel segmento del post trading i volumi oggetto di clearing sono triplicati, rafforzando il ruolo di Euronext Clearing quale infrastruttura di riferimento per il gruppo. Gli asset in custodia presso la ex Montetitoli, oggi Euronext Securities Milan, sono aumentati da 3.500 a 4.500 miliardi di euro, con evidenti effetti positivi in termini di rilevanza sistemica dell’infrastruttura e di presidio dei rischi operativi e di controparte.

Tale espansione si riflette naturalmente sulla redditività complessiva di Borsa Italiana e, per conseguenza, sul carico fiscale gravante sul gruppo in Italia. Le imposte dovute all’Erario nazionale sono infatti più che raddoppiate, passando dai 52 milioni di euro relativi all’esercizio 2020 ai 129 milioni di euro riferiti al 2025.

La valutazione del management e il ruolo degli azionisti istituzionali

Nel corso di una conference call con gli analisti, Stéphane Boujnah ha definito i risultati di Borsa Italiana come espressione di una storia di «grande successo», qualificando l’operazione di acquisizione come «una transazione win win». Nella prospettiva delineata dal ceo, la piazza di Milano è divenuta progressivamente uno degli snodi centrali dell’architettura Euronext, sia nella componente di mercato sia nella filiera post trade.

Boujnah ha espresso piena soddisfazione per il lavoro svolto dal management italiano, anticipando che il supervisory board intende «proporre agli azionisti di rinnovare il mandato di Fabrizio Testa come ceo di Borsa Italiana». L’indicazione si colloca nel quadro dei rinnovi degli organi sociali che saranno sottoposti alle prossime assemblee e conferma la volontà del gruppo di dare continuità alla linea gestionale sinora adottata.

Il sostegno di Cassa Depositi e Prestiti e l’evoluzione della partecipazione

Un ulteriore profilo evidenziato dal vertice di Euronext riguarda il supporto degli azionisti istituzionali di riferimento. In particolare, Boujnah ha ricordato che «il successo di Borsa Italiana deriva anche dal costante supporto di Cdp, che è stato un fantastico partner negli ultimi anni». Cassa Depositi e Prestiti, assieme alla Caisse des Dépôts et Consignations francese, detiene l’8,08 per cento del capitale Euronext con partecipazione paritetica tra i due investitori.

Il valore della quota detenuta da Cdp è aumentato di circa il 50 per cento sino a sfiorare 1 miliardo di euro. Contestualmente, tenendo conto anche della cedola che sarà sottoposta all’assemblea, l’istituzione italiana avrà complessivamente incassato nell’orizzonte temporale considerato dividendi per un ammontare di circa 90 milioni di euro, a conferma della rilevanza strategica e finanziaria dell’investimento.

Una trasformazione strutturale del mercato dei capitali europeo

Il quadro che emerge dai dati economici e dalle iniziative di governance descritti non si limita a rappresentare un mero miglioramento congiunturale delle performance di Borsa Italiana ed Euronext. Esso segnala, piuttosto, l’evoluzione di Milano quale nodo centrale nella rete delle infrastrutture di mercato europee, in grado di coniugare crescita dei volumi, ampliamento della base emittente, rafforzamento dei presidi di post trading e attrattività per gli investitori istituzionali.

In questa prospettiva le deliberazioni assembleari di prossima adozione, le scelte in materia di distribuzione degli utili e il rinnovato assetto degli organi sociali assumeranno una funzione non semplicemente formale ma sostanziale, incidendo sull’equilibrio complessivo del mercato dei capitali dell’Unione e sulla posizione di Borsa Italiana quale piattaforma di riferimento per le imprese e gli intermediari finanziari dell’area euro.