Il ruolo del Fondo interbancario di tutela dei depositi nelle recenti crisi bancarie
Il ruolo del Fondo interbancario di tutela dei depositi nelle recenti crisi bancarie

Il ruolo del Fondo interbancario di tutela dei depositi nelle recenti crisi bancarie

Il Fondo interbancario di tutela dei depositi, ente di diritto privato al quale aderiscono 123 banche operanti in Italia, continua a essere al centro delle principali operazioni di gestione delle crisi nel settore creditizio. Le più recenti iniziative riguardano in particolare Smart Bank e Banca Progetto, senza trascurare il completamento del complesso intervento sull’ex Banca Carige ora parte del gruppo Bper Banca.

Smart Bank: dall’amministrazione straordinaria all’intervento del Fitd

Origine della crisi e amministrazione straordinaria

Smart Bank è un intermediario a vocazione fintech nato nel 2022 a seguito dell’acquisizione dell’ex Banca del Sud da parte del gruppo Cirdan. A fine 2023 la Banca d’Italia ha disposto l’amministrazione straordinaria dell’istituto, misura poi prorogata nel dicembre successivo per ulteriori sei mesi allo scopo di consentire la definizione delle misure di sostegno idonee a superare le criticità patrimoniali e gestionali rilevate.

La richiesta dei commissari e la prima delibera del Fondo

Sulla base dell’istanza formulata dai commissari straordinari nominati da Bankitalia, il consiglio del Fondo interbancario ha deliberato nel novembre 2024 un intervento di carattere preventivo. L’operazione, come riportato nel bilancio del Fondo riferito all’esercizio 2025, consiste nel rilascio di una garanzia su un titolo di cartolarizzazione detenuto da Smart Bank, nell’ambito di un più ampio piano di risanamento.

Per espressa indicazione del Fitd, tale intervento è stato concepito come misura che «prevede anche la partecipazione di soggetti terzi e i cui termini e condizioni saranno definiti a inizio 2026». Tuttavia il progetto di riequilibrio patrimoniale non ha ottenuto l’approvazione dell’assemblea degli azionisti e in particolare del socio di controllo inglese Cirdan, determinando la necessità di rimodulare la strategia di salvataggio tenendo ferma la finalità, indicata dal Fondo, di rendere l’intervento «idoneo a dare conclusione alla situazione di difficoltà della banca».

Banca Progetto: un salvataggio complesso tra ricapitalizzazione e rischi penali

Commissariamento e accordo di ricapitalizzazione

Banca Progetto, istituto specializzato nel credito con garanzia pubblica, è stata posta in amministrazione straordinaria da Banca d’Italia nel marzo 2025. A fine gennaio dello stesso anno è stato sottoscritto un articolato accordo che prevede un aumento di capitale per complessivi 750 milioni di euro interamente sostenuto dal Fondo interbancario, con correlativa cessione del 90 per cento del capitale sociale a favore dei principali gruppi bancari italiani aderenti al consorzio Fitd, tra cui Mps, Banco Bpm, Bper Banca, Intesa Sanpaolo e Unicredit. Questi istituti sono destinati a sostituire Oaktree nel ruolo di azionisti di riferimento.

Meccanismi di garanzia e impatto finanziario per il Fitd

L’intesa quadro non si limita alla ricapitalizzazione ma contempla anche il conferimento da parte del Fondo di specifiche garanzie aggiuntive. Tali impegni di garanzia opererebbero nell’ipotesi in cui non fossero escutibili o integralmente soddisfacenti le garanzie pubbliche già prestate dai fondi di Mediocredito Centrale e Sace sui finanziamenti concessi da Banca Progetto.

Nel bilancio del Fondo interbancario per il 2025 si legge che «il fair value dell’esposizione complessiva su tali casistiche, sulla base delle informazioni aggiornate, è quantificabile in un range tra 503 e 586 milioni». Considerando sia il conferimento di capitale sia le garanzie potenziali, l’impegno massimo teorico del Fitd verso Banca Progetto può essere stimato in circa 1,33 miliardi di euro. Tale esborso, pur rilevante per il sistema consortile, viene valutato significativamente inferiore rispetto ai circa 6,5 miliardi che il Fondo avrebbe dovuto mettere a disposizione per coprire i depositi garantiti in caso di insuccesso delle misure di risanamento e di conseguente liquidazione della banca.

Le valutazioni dell’autorità giudiziaria

Sullo sfondo del progetto di salvataggio gravano le dichiarazioni del procuratore aggiunto di Milano, Roberto Pellicano, rese in sede di audizione davanti alla Commissione banche del Senato. Nel corso di tale intervento è stato sottolineato che «c’è un forte rischio penale su Banca Progetto», espressione che, pur non interferendo direttamente con le prerogative del Fitd, rappresenta un elemento di incertezza per la piena definizione dell’operazione, specie in termini di valutazione reputazionale e di tenuta nel medio periodo del progetto di rilancio.

Banca Carige: la chiusura di un intervento pluriennale

Dalla crisi alla cessione a Bper

Nel quadro delle attività del Fondo interbancario un capitolo distinto è rappresentato dal caso dell’ex Banca Carige, poi incorporata nel gruppo Bper Banca. La complessa operazione di risanamento, avviata già nel 2019 attraverso il ricorso anche allo Schema volontario del Fondo, ha comportato nel tempo un impegno finanziario rilevante per il sistema bancario aderente.

Solo nel 2022 il Fitd aveva erogato una vera e propria “dote” sotto forma di aumento di capitale per 530 milioni di euro, da aggiungersi ai 615 milioni investiti nel 2019 considerando anche il contributo dello Schema volontario. Tali misure hanno consentito di rendere possibile l’integrazione di Carige in Bper Banca e di preservare la continuità operativa della ex banca ligure.

Definizione del contenzioso fiscale e ultimo intervento economico

Nel marzo 2025, a seguito della definizione del contenzioso fiscale tra l’ex Banca Carige e l’Agenzia delle entrate, il Fondo interbancario ha corrisposto a Bper un ulteriore importo di 34 milioni di euro. Come esplicitato nel bilancio del Fondo, tale ultimo contributo «ha consentito la definitiva conclusione dell’articolato intervento di sostegno nei confronti di Banca Carige», sancendo il passaggio da una logica di gestione emergenziale a una fase in cui gli oneri straordinari connessi a questa specifica crisi risultano integralmente contabilizzati e chiusi.

Una stagione di interventi tra prevenzione e risoluzione delle crisi

L’azione del Fondo interbancario di tutela dei depositi, nel segmento temporale considerato, si colloca in una fase caratterizzata da interventi di natura sia preventiva sia risolutiva. Nei casi di Smart Bank e Banca Progetto il Fondo opera in sinergia con le autorità di vigilanza e con i principali gruppi bancari nazionali, perseguendo soluzioni che mirano a preservare la stabilità del sistema, a ridurre l’impatto sui depositanti protetti e a contenere l’esborso complessivo rispetto allo scenario di liquidazione. Nel caso Carige, invece, il Fitd ha potuto prendere atto che le complesse operazioni di sostegno avviate negli anni precedenti hanno raggiunto il loro completo compimento, restituendo al sistema un quadro definito sotto il profilo giuridico, fiscale e patrimoniale.