Incentivi alle imprese: rifinanziato il credito d’imposta per la Transizione 5.0 e rilanciato l’iperammortamento
Il Governo ha deciso di rivedere l’impostazione seguita con il decreto fiscale n. 38/2026, che aveva inciso in modo pesante sul credito d’imposta 5.0 per le domande presentate dopo il sette novembre 2025, riconoscendo soltanto il 35% dell’aliquota teorica originaria. A fronte delle criticità segnalate dalle imprese, è stato ora previsto un ulteriore stanziamento di 200 milioni di euro, che si aggiunge agli 1,3 miliardi già allocati dalla legge di bilancio 2026, con l’obiettivo di assicurare la copertura integrale delle richieste riferite agli investimenti effettuati nel 2025.
Le rassicurazioni del Ministero e la nuova dotazione finanziaria
Nel corso di un question time alla Camera, dopo un confronto con le associazioni imprenditoriali sul Piano Transizione 5.0, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Alfonso Urso ha confermato il ripristino delle risorse originarie e l’aggiunta del nuovo finanziamento. La dotazione complessiva sale così a 1,5 miliardi di euro, consentendo alle imprese ammesse di ottenere il riconoscimento del 100% del beneficio richiesto sui programmi di investimento realizzati nel 2025.
Un chiarimento atteso dal sistema produttivo
L’intervento mira a ristabilire un quadro di certezza per gli operatori che avevano già presentato domanda e che si erano trovati esposti agli effetti del taglio improvviso delle risorse. In questo contesto, il credito d’imposta 5.0 torna ad essere uno strumento pienamente utilizzabile per sostenere i processi di trasformazione tecnologica e di efficientamento energetico.
Iperammortamento, risorse aggiuntive e nuovo assetto dell’incentivo
Accanto al credito d’imposta 5.0, il ministro ha richiamato anche il capitolo dell’iperammortamento, per il quale sono state recuperate ulteriori risorse pari a 1,4 miliardi di euro. Tali fondi servono a coprire la soppressione del vincolo territoriale del “Made in Eu” e si sommano agli 8,3 miliardi già previsti per il triennio 2026/28. La disponibilità complessiva destinata a questo strumento raggiunge quindi i 9,7 miliardi di euro.
Il nuovo decreto interministeriale
Secondo quanto anticipato dal titolare del dicastero, il Ministero trasmetterà entro la settimana il nuovo decreto interministeriale Mef Mimit, così da consentire alle imprese di accedere immediatamente al rinnovato Piano Transizione 5.0, la cui durata è stata estesa fino a settembre 2028. L’intenzione dichiarata è quella di rafforzare la capacità del sistema produttivo di affrontare la doppia transizione digitale e ambientale, in una fase economica resa più complessa anche dalle tensioni internazionali nel Golfo persico.
Tempi di attuazione e attese per il decreto operativo
Un segnale analogo è arrivato anche dal tavolo dedicato al 5.0, al quale ha preso parte il viceministro dell’Economia Maurizio Leo. Sul fronte dell’iperammortamento è stata infatti ribadita la volontà di procedere con rapidità all’approvazione del decreto attuativo, che potrebbe diventare operativo nei primi dieci giorni di maggio. Il messaggio rivolto alle imprese è quello di una progressiva stabilizzazione del quadro applicativo, dopo una fase di incertezza che aveva alimentato forti preoccupazioni tra gli operatori.
Le reazioni delle associazioni di categoria
Il nuovo indirizzo ha incontrato un consenso diffuso tra le principali organizzazioni rappresentative del mondo produttivo. Confartigianato ha parlato di «certezza ridata alle imprese», mentre Confesercenti ha apprezzato «lo sforzo» compiuto dal Governo. Confapi ha richiamato la necessità di «andare avanti con il lavoro di squadra», Confcooperative ha sottolineato la «risposta tempestiva dopo giorni di tensione molto alta» e Legacoop ha definito l’iniziativa una «giusta direzione».
Le valutazioni delle altre realtà associative
Anche Confagricoltura ha espresso un giudizio favorevole, rilevando l’arrivo di «risposte positive», mentre Coldiretti ha evidenziato il rischio evitato per investimenti già avviati. Positivo pure il commento di Federdistribuzione. Confcommercio e Cna, infine, hanno posto l’accento sul valore della presenza al tavolo delle sole associazioni datoriali realmente rappresentative, a conferma dell’importanza del confronto istituzionale nella definizione delle misure di sostegno all’economia reale.
Resta ora centrale l’attuazione concreta dei provvedimenti annunciati, passaggio indispensabile per trasformare gli impegni di bilancio in strumenti pienamente accessibili dalle imprese che hanno già programmato o realizzato investimenti innovativi.
L’articolo Esodati 5.0, c’è il bonus proviene da Iusletter.