Azimut Holding: risultati 2025, utile ricorrente e nuova strategia di remunerazione del capitale
Azimut Holding: risultati 2025, utile ricorrente e nuova strategia di remunerazione del capitale

Azimut Holding: risultati 2025, utile ricorrente e nuova strategia di remunerazione del capitale

Approvazione del bilancio 2025 e proposta di dividendo

Il Consiglio di Amministrazione di Azimut Holding S.p.A., attivo nel settore del risparmio gestito, ha approvato il progetto di bilancio relativo all’esercizio 2025, confermando le indicazioni fornite al mercato nei mesi precedenti circa il livello di redditività attesa. L’utile di esercizio si attesta infatti a 526 milioni di euro, superiore alla soglia di 515 milioni di euro precedentemente comunicata.

Sulla base di tali risultati, il Consiglio ha deliberato di sottoporre all’Assemblea degli azionisti la proposta di distribuzione di un dividendo lordo pari a 2 euro per azione. Ai valori di Borsa correnti tale importo corrisponde a un rendimento da dividendo stimato intorno al 5,9 per cento. Il pagamento è previsto integralmente in contanti con data di esigibilità fissata al 20 maggio, in continuità con la politica di remunerazione già adottata dal gruppo e in aumento rispetto agli 1,75 euro per azione riconosciuti nell’esercizio precedente.

Un esercizio definito di svolta: composizione degli utili e performance internazionale

Contributo dell’estero e redditività degli investimenti

La società qualifica il 2025 come un anno di svolta per il proprio modello di business. Più di 100 milioni di euro dell’utile di periodo provengono infatti da attività svolte al di fuori del mercato domestico, con un tasso di ritorno sull’investimento pari al 15 per cento. Tale dato conferma la progressiva incidenza delle controllate estere nella generazione dei risultati consolidati e la coerenza con il percorso di internazionalizzazione perseguito dal gruppo.

Andamento dell’utile netto e incidenza delle componenti straordinarie

Il confronto con l’utile dei dodici mesi precedenti richiede una lettura attenta della struttura del conto economico. Il precedente esercizio includeva infatti proventi non ricorrenti rilevanti, in particolare plusvalenze derivanti dalla dismissione delle partecipazioni in Kennedy Lewis e RoundShield. In assenza di tali componenti straordinarie, il dato dell’utile netto 2025 risulta più rappresentativo della capacità reddituale ordinaria di Azimut.

Crescita dell’utile ricorrente e dinamica dei ricavi

Utile ricorrente come indicatore dell’andamento ordinario

Per fornire una misura più stabile e predittiva della propria performance economica, Azimut pone l’accento sull’utile ricorrente, che esclude le poste di natura straordinaria e riflette le dinamiche operative tipiche del gruppo. Su questa base l’utile ricorrente mostra un incremento del 20 per cento rispetto all’anno precedente e raggiunge i 479 milioni di euro, evidenziando un consolidamento della redditività al netto di eventi eccezionali.

Ricavi totali, ricavi ricorrenti e mercati chiave

I ricavi complessivi del gruppo si attestano a 1,4 miliardi di euro nel 2025. All’interno di tale aggregato, i ricavi ricorrenti registrano un aumento del 9 per cento su base annua, a conferma della solidità delle entrate legate all’attività caratteristica di gestione e distribuzione di prodotti finanziari. Il contributo alla crescita deriva in misura significativa da alcuni mercati considerati strategici, tra cui Italia, Brasile, Emirati Arabi Uniti, Principato di Monaco, Turchia e Stati Uniti, che complessivamente sostengono l’espansione dei volumi e delle masse gestite.

Struttura dei costi e coerenza con il percorso di sviluppo

Nel corso del 2025 anche i costi consolidati evidenziano un incremento, raggiungendo i 755 milioni di euro. L’aumento viene tuttavia ricondotto dalla società a un coerente percorso di espansione globale del gruppo e alla costante dinamicità commerciale che caratterizza il modello di business. In questa prospettiva, la crescita dei costi viene letta come conseguenza degli investimenti necessari per presidiare nuovi mercati, ampliare la rete distributiva e rafforzare l’offerta di prodotti e servizi finanziari a livello internazionale.

Target 2026: conferma degli obiettivi operativi e reddituali

In relazione all’esercizio 2026, Azimut conferma le linee guida già presentate al mercato. Il management indica un obiettivo di raccolta netta complessiva pari a 10 miliardi di euro e un utile netto atteso di 550 milioni di euro, escludendo componenti straordinarie e assumendo condizioni di mercato ritenute normali. Tali previsioni si inseriscono nel quadro della pianificazione pluriennale del gruppo e mirano a fornire agli investitori un orizzonte di riferimento per la valutazione della capacità di generazione di cassa nel medio termine.

Politica dei dividendi e pagamento con frequenza semestrale

Aumento del dividendo e profilo di remunerazione nel breve periodo

La proposta di dividendo per l’esercizio 2025, pari a 2 euro per azione, rappresenta un incremento rispetto ai 1,75 euro per azione distribuiti l’anno precedente. La scelta di mantenere il pagamento interamente in contanti, con uno stacco programmato per il mese di maggio, conferma l’orientamento del gruppo a garantire un flusso di remunerazione diretto e immediatamente percepibile dagli azionisti, in coerenza con l’andamento positivo della redditività ricorrente.

Introduzione del calendario cedolare semestrale a partire dal 2027

In ottica prospettica il Consiglio ha inoltre definito un’evoluzione della politica dei dividendi che riguarda la frequenza della distribuzione. A partire dal 2027 Azimut adotterà un modello di pagamento semestrale della cedola, con una prima distribuzione a maggio e una seconda prevista nel mese di novembre di ciascun anno. Secondo la società, tale approccio costituisce un’evoluzione del modello di allocazione strategica del capitale volta a offrire agli azionisti flussi di cassa più frequenti e maggiormente prevedibili, agevolando una pianificazione finanziaria più lineare da parte degli investitori.

Autorizzazione all’acquisto di azioni proprie e impatto sul capitale

Proposta di rinnovo della facoltà di buyback

In continuità con le politiche di gestione attiva del capitale, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di sottoporre alla prossima Assemblea degli azionisti la proposta di rinnovo dell’autorizzazione all’acquisto e alla disposizione di azioni proprie. Il perimetro quantitativo dell’operazione riguarda fino a 14 milioni di azioni, corrispondenti al 9,77 per cento circa del capitale sociale attualmente esistente. Ai prezzi di mercato attuali, tale programma comporterebbe un impiego potenziale di risorse pari a circa 500 milioni di euro.

Funzioni del buyback nella strategia di creazione di valore

L’utilizzo dello strumento del buyback persegue una pluralità di finalità: ottimizzare la struttura del capitale, sostenere eventuali piani di incentivazione azionaria del management, intervenire a supporto della liquidità del titolo sul mercato e, più in generale, incrementare la remunerazione degli azionisti attraverso possibili cancellazioni di azioni o accrescimento dell’utile per azione. Nel caso di Azimut, tale strumento viene inquadrato all’interno di un disegno complessivo di restituzione di capitale che integra dividendi e riacquisto di titoli propri.

Il piano strategico Elevate 2030 e la restituzione di capitale agli azionisti

Obiettivi di distribuzione di dividendi nel biennio 2026 2027

Il piano strategico di lungo termine denominato Elevate 2030 fornisce il contesto di riferimento entro cui si collocano le decisioni in materia di dividendi e buyback. Per il biennio 2026 2027 Azimut indica l’obiettivo di distribuire complessivamente agli azionisti tra 750 e 800 milioni di euro a titolo di dividendi. In tale stima è inclusa anche la possibile distribuzione di circa 250 milioni di euro derivanti da operazioni straordinarie, che verrebbero dunque in parte riversati ai soci in linea con il principio di efficiente allocazione delle risorse generate.

Integrazione fra dividendi e buyback: un quarto della capitalizzazione corrente

Accanto alla politica di dividendi, il piano prevede un programma di riacquisto di azioni proprie fino a 500 milioni di euro. Considerando congiuntamente l’ammontare potenziale dei dividendi nel periodo 2026 2027 e la dimensione pianificata del buyback, la strategia di remunerazione del capitale prospettata dal gruppo implica la restituzione agli azionisti di circa il 25 per cento dell’attuale capitalizzazione di mercato nell’arco dei prossimi 18 mesi.

Come sottolineato dall’amministratore delegato Giorgio Medda, tale impostazione conferma un impegno concreto nella creazione di valore per i soci, attraverso una combinazione di crescita dell’utile ricorrente, disciplina nell’impiego del capitale e meccanismi strutturati di redistribuzione delle risorse, in coerenza con le direttrici del piano Elevate 2030.