Un nuovo approccio alla crescita aziendale
Un nuovo approccio alla crescita aziendale

Un nuovo approccio alla crescita aziendale

Impresa e rischio globale: come cambia la consulenza legale nelle operazioni straordinarie

La crescita non è uscita dall’orizzonte delle imprese, ma si è trasformata nel metodo. Dopo la pandemia, l’imprenditore ha sviluppato una maggiore capacità di adattamento e oggi affronta investimenti e sviluppo con un’impostazione più selettiva, attenta e consapevole. Michele Massironi, Partner di La Scala Società tra Avvocati, intervistato da Business People, descrive un contesto in cui le decisioni strategiche vengono prese tenendo conto di fattori che incidono direttamente sulla stabilità del business.

I fattori che incidono sulle scelte delle imprese

Secondo Massironi, le preoccupazioni più rilevanti per le aziende si concentrano su tre aree decisive, ormai strettamente intrecciate con la gestione ordinaria e straordinaria dell’attività.

Geopolitica

Il rischio geopolitico non riguarda soltanto i grandi gruppi internazionali. Anche un’impresa esportatrice o una società che dipende da fornitori esteri deve fare i conti con guerre, sanzioni e dazi, elementi capaci di incidere in modo immediato su approvvigionamenti, costi e continuità operativa.

Cybersecurity

La sicurezza informatica ha assunto una dimensione più ampia rispetto al passato. Con la direttiva NIS 2, il tema non può più essere confinato all’area tecnica, ma coinvolge la governance complessiva dell’azienda, i suoi processi decisionali e la responsabilità degli organi apicali.

ESG

I criteri ESG non vengono più percepiti come un elemento accessorio o meramente reputazionale. Le imprese ne colgono ormai l’utilità concreta in termini di accesso al credito, relazione con il mercato e consolidamento dei rapporti con gli stakeholder, oltre che di posizionamento strategico nel medio e lungo periodo.

La due diligence si amplia e cambia prospettiva

Anche nelle operazioni straordinarie il perimetro di analisi si è evoluto. Oggi non basta una valutazione concentrata sugli aspetti industriali o finanziari, perché l’impresa viene esaminata nella sua interezza. La priorità diventa disporre di informazioni affidabili, approfondite e verificate, così da misurare correttamente il valore dell’operazione e il livello di esposizione ai rischi.

Nuovi ambiti di verifica

La due diligence, proprio per questo, si è estesa a profili che in passato erano considerati secondari o comunque separati dalla valutazione principale. Tra questi rientrano cybersecurity, ESG, compliance, sicurezza, supply chain ed esposizione ai rischi geopolitici, con una conseguente necessità di integrazione tra competenze diverse.

La consulenza legale come parte del progetto d’impresa

Nel quadro delineato da Massironi, il ruolo dell’avvocato non può più essere interpretato come intervento episodico o meramente difensivo. La consulenza legale deve inserirsi nel piano aziendale sin dalle prime fasi, contribuendo a costruire soluzioni coerenti con gli obiettivi dell’impresa e con il contesto regolatorio e operativo in cui essa si muove.

Competenze integrate e conoscenza continua del cliente

Per rispondere a queste esigenze, lo studio legale deve saper combinare più aree di specializzazione e conoscere in modo approfondito e costante il percorso dell’azienda. Solo così è possibile offrire risposte realmente utili, capaci di accompagnare le scelte strategiche e di anticipare le criticità prima che si traducano in un rischio concreto.

In questa prospettiva, la trasformazione del mercato impone un dialogo più stretto tra impresa e professionista, perché le decisioni rilevanti nascono sempre più spesso dall’incontro tra strategia, prevenzione e lettura integrata del rischio. Per leggere l’intervista completa su Business People clicca qui.

L’articolo La resilienza come strategia. La Scala Società tra Avvocati su Business People proviene da Iusletter.