Monte dei Paschi, il rinnovo del vertice passa dalla verifica degli equilibri azionari e degli adempimenti societari
Monte dei Paschi, il rinnovo del vertice passa dalla verifica degli equilibri azionari e degli adempimenti societari

Monte dei Paschi, il rinnovo del vertice passa dalla verifica degli equilibri azionari e degli adempimenti societari

La vigilia dell’assemblea e il ruolo del consiglio uscente

Alla vigilia dell’assemblea chiamata a rinnovare il consiglio di amministrazione, la banca senese ha riunito in via straordinaria il board per completare gli ultimi passaggi preparatori. Sul tavolo figurano gli adempimenti necessari in vista dell’incontro con i soci del 15 aprile, oltre alla definizione della documentazione che dovrà essere chiusa prima della seduta assembleare di mercoledì. La riunione serve anche a verificare l’esito delle prime interlocuzioni tra i candidati espressi dalla lista del consiglio uscente e gli investitori, in una fase in cui il confronto sul futuro dell’istituto si intreccia con profili giuridici e deliberativi che il board deve esaminare prima del proprio scioglimento.

Il confronto con il mercato e la ricerca delle deleghe

Nelle ultime giornate si è intensificata l’attività di contatto con il mercato, mentre entrambe le liste in competizione hanno accelerato la raccolta delle deleghe. Da un lato si muove la compagine riconducibile al consiglio uscente, dall’altro quella promossa da Plt Holding, in un contesto in cui ogni indicazione può incidere sull’assetto finale della governance. Il team della lista del board si presenta agli investitori con il presidente Nicola Maione, espressione di continuità nella gestione, con il chief financial officer Andrea Maffezzoni, che ha seguito l’attuazione del piano, e con Domenico Lombardi. Le prime valutazioni raccolte presso operatori finanziari sarebbero complessivamente favorevoli, sia in Italia sia all’estero. A breve anche Fabrizio Palermo, indicato come candidato amministratore delegato dalla lista del consiglio, potrà illustrare in modo più compiuto la propria visione sul percorso futuro della banca.

Le indicazioni dei proxy advisor

La settimana precedente gli azionisti di Mps hanno ricevuto le raccomandazioni di voto dei proxy advisor Iss e Glass Lewis. Entrambe le società hanno suggerito di sostenere la lista del consiglio, pur con una diversa impostazione sul tema della presidenza. Iss ha indicato l’opportunità di un cambio, mentre Glass Lewis ha raccomandato la conferma di Nicola Maione. Nella stessa giornata Plt Holding ha diffuso una replica ai rilievi formulati da Glass Lewis, evidenziando alcune possibili incongruenze, soprattutto con riferimento alla posizione dell’ex amministratore delegato Luigi Lovaglio, inserito nella propria lista.

Gli azionisti decisivi e il peso dei blocchi di voto

Il consiglio uscente sta tentando di consolidare anche il sostegno degli altri soci, in linea con l’orientamento che al momento sembra prevalere tra gli investitori istituzionali. Il ministero dell’Economia, titolare del 4,6% del capitale, non ha depositato le azioni e non prenderà parte al voto assembleare. Delfin, primo azionista con il 17,5%, dovrebbe invece essere presente senza esprimere il voto. L’elemento potenzialmente decisivo resta Francesco Gaetano Caltagirone, che ha dichiarato l’11,45% ma che potrebbe aver consolidato una posizione prossima al 12%, e che sostiene la lista del consiglio nella quale figura anche il figlio Alessandro.

I fondi internazionali e gli azionisti minori

All’assemblea sono attesi anche azionisti italiani di dimensioni minori, eredi di partecipazioni in passato riconducibili a Mediobanca, tra cui Fin.Prog dei Doris, Edizione e il gruppo Monge. Le posizioni più rilevanti restano però quelle di Blackrock, pari al 5%, e di Vanguard e Norges, che insieme rappresenterebbero circa il 9% del capitale di Mps e che abitualmente si orientano verso la lista del consiglio. A tale schieramento potrebbe aderire anche Banco Bpm, con una partecipazione del 3,7%. In questo scenario, il fronte favorevole ai candidati del board potrebbe raggiungere circa il 24%.

Le soglie di partecipazione e gli scenari dell’esito assembleare

Se l’affluenza dovesse attestarsi intorno al 65%, in linea con quanto già registrato nell’assemblea del 4 febbraio che ha approvato le modifiche statutarie di Mps, e considerando l’astensione di Delfin, il capitale effettivamente votante potrebbe ridursi a poco più del 50%. Pierluigi Tortora, promotore della lista che ha candidato l’ex amministratore delegato Lovaglio, ha dichiarato di poter contare sul 22%. I primi segnali concreti arriveranno nei prossimi giorni, quando i principali fondi renderanno pubbliche le proprie intenzioni di voto e il quadro dei consensi potrà finalmente delinearsi con maggiore precisione.

Il voto come banco di prova per la nuova governance

In questa fase ogni indicazione appare destinata a incidere direttamente sulla futura composizione degli organi sociali e sul rapporto tra continuità gestionale e discontinuità strategica. La verifica delle posizioni dei grandi fondi, delle adesioni degli investitori italiani e delle scelte dei soci storici rappresenta il passaggio centrale per comprendere quale lista potrà prevalere e con quali margini di equilibrio interno.