La leva mutualistica come scelta industriale
La leva mutualistica come scelta industriale

La leva mutualistica come scelta industriale

Reale Group archivia un esercizio particolarmente favorevole e lo traduce in due direttrici strategiche: la restituzione di valore alla base mutualistica e l’ingresso sempre più deciso nell’ecosistema della salute. La società assicurativa torinese ha approvato un utile consolidato pari a 320,5 milioni di euro, in aumento del 45,5% rispetto all’esercizio precedente, accompagnato da un ritorno economico complessivo vicino ai 41 milioni destinato agli oltre 650 mila soci assicurati.

Nel modello di Reale, la crescita non si esaurisce nel risultato di bilancio, ma si riflette in un meccanismo di redistribuzione che rafforza il legame con i soci. «Il 2025 è stato un anno di risultati eccellenti, che ci permettono di far tornare parte degli utili ai nostri soci: 30 milioni che, sommati ai 10,7 milioni di benefici già deliberati dall’assemblea di fine novembre, portano la cifra complessiva dei vantaggi mutualistici a quasi 41 milioni. Una cifra record nella storia della nostra mutua», ha dichiarato il direttore generale di Reale, Luca Filippone.

Il dato economico si accompagna a un indice di solvibilità del 338,1%, ritenuto un indicatore decisivo della stabilità patrimoniale del gruppo. «Il fienile è bello pieno, abbiamo un solvency ratio, che alla fine è l’indicatore che dice quanta solidità ha l’azienda, che è uno dei più alti in Europa», ha aggiunto Filippone, richiamando la solidità finanziaria come presupposto per le scelte di sviluppo.

Dall’assicurazione alla presa in carico della salute

La seconda traiettoria è rappresentata dall’acquisizione dell’80% di Lifenet Healthcare, operazione che sposta Reale oltre la tradizionale funzione di protezione e rimborso. L’obiettivo dichiarato è presidiare l’intera catena del valore, dalla prevenzione alla cura, attraverso una presenza diretta nella sanità erogata. Si tratta di una scelta che si colloca in un mercato già orientato verso una maggiore integrazione tra assicurazione e servizi sanitari, come dimostrano anche le iniziative di Unipol con il gruppo Santagostino e di Generali con Smart Clinic ed Euroclinic Group.

Fondata nel 2018, Lifenet Healthcare ha sviluppato una rete articolata in cinque regioni, Lombardia, Piemonte, Lazio, Toscana ed Emilia Romagna, con sei ospedali, sedici centri ambulatoriali e quattro cliniche oculistiche. Le prospettive di sviluppo sono rilevanti: per il 2026 il gruppo prevede di superare i 450 milioni di fatturato, con oltre 1.100 posti letto e circa 5 mila collaboratori. «Non ci fermiamo qui», ha sottolineato Filippone, «c’è un piano di sviluppo con il fondatore e ad di Lifenet per far crescere ancora la rete in Italia. Vogliamo spingere».

Il comparto pet e l’estensione del modello

La diversificazione di Reale si estende anche al settore veterinario. In Spagna, tramite Reale Services, il gruppo ha acquisito il 18,9% di Canitas, realtà attiva nella gestione di 28 cliniche veterinarie e in un modello di assistenza continuativa per gli animali domestici. Il segmento è in forte espansione e, nel contesto spagnolo, è anche favorito dall’obbligatorietà della Rc animali. Per il direttore generale, si tratta di un impianto potenzialmente replicabile in altri mercati, in quanto intercetta una domanda crescente di welfare collegato al mondo pet.

Sostenibilità patrimoniale e transizione energetica

La strategia del gruppo si misura inoltre sul versante ambientale ed energetico. Da un lato, Reale intende rafforzare l’efficienza del proprio patrimonio immobiliare, arrivando persino a valutare l’acquisto di una Esco per offrire internamente tutti i servizi connessi alla riqualificazione energetica. «Abbiamo 140 mila condomini e 270 mila tra imprese e microaziende assicurate, un potenziale molto importante per poter lavorare coi nostri soci sulle tematiche di transizione energetica».

Dall’altro lato, il gruppo ha definito un piano per ridurre del 40% l’intensità emissiva del portafoglio investimenti entro il 2029. Una scelta che colloca la sostenibilità non come adempimento accessorio, ma come leva di governo industriale e finanziario, coerente con una strategia che integra redditività, mutualità e ampliamento dei servizi alla persona.

È in questa combinazione tra capitale, protezione e presenza diretta nei servizi essenziali che si legge la traiettoria più recente di Reale Group, chiamata ora a misurare il proprio sviluppo sulla capacità di trasformare risultati di esercizio in infrastrutture stabili di valore per soci, clienti e territori.

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