Approfondimenti Legali

Il coordinamento tra sanzione penale e sanzione amministrativa

Nel sistema penale tributario la risposta dell ordinamento al medesimo fatto può assumere forme diverse e cumulative. Alla responsabilità penale si affiancano infatti le sanzioni amministrative irrogate dall Agenzia delle Entrate, con un impatto economico spesso significativo per il contribuente e, in taluni casi, per l ente coinvolto.

Per lungo tempo il tema del cosiddetto doppio binario sanzionatorio ha posto interrogativi sul rispetto del principio di proporzionalità e sulla necessità di evitare una duplicazione eccessiva della punizione per uno stesso fatto. Su questo fronte è intervenuto il D.Lgs. 87/2024, che ha inserito nel D.Lgs. 74/2000 il nuovo art. 21 ter.

La disposizione stabilisce che, quando per il medesimo fatto sia stata già applicata una sanzione penale oppure una sanzione amministrativa, il giudice o l autorità amministrativa, nel determinare la sanzione di propria competenza, debba tenere conto di quelle già irrogate al fine di ridurne l entità. Il dato testuale è chiaro e segna un passaggio rilevante verso una maggiore armonizzazione del sistema.

La funzione dell art. 21 ter D.Lgs. 74/2000

L obiettivo perseguito dal legislatore non è quello di eliminare il concorso tra i diversi apparati sanzionatori, bensì di impedirne un uso sproporzionato. In questa prospettiva, il nuovo art. 21 ter D.Lgs. 74/2000 richiama l esigenza che la risposta dello Stato resti proporzionata alla gravità della violazione e non si traduca in una duplicazione meramente afflittiva.

La riduzione della sanzione già in presenza di un altra risposta punitiva

La norma opera come criterio di coordinamento. Se una sanzione è già stata applicata, l autorità chiamata a decidere sull ulteriore profilo sanzionatorio non può ignorare quanto già inflitto. Deve invece valorizzare la pregressa reazione dell ordinamento e modulare la propria valutazione in senso riduttivo.

In questo modo il legislatore rafforza il principio di proporzionalità, imponendo una lettura sistematica della disciplina tributaria e penale.

Il provvedimento della Procura Generale di Milano nel procedimento a carico di un ente

Un applicazione significativa di tali principi emerge dal recente provvedimento della Procura Generale di Milano, che ha condiviso l archiviazione di un procedimento penale a carico di un ente imputato ai sensi del D.Lgs. 231/2001 per la commissione di illeciti fiscali.

Nel provvedimento viene esaminato in modo puntuale il rapporto tra procedimento penale e procedimento sanzionatorio amministrativo, alla luce della dottrina e della giurisprudenza sul doppio binario sanzionatorio. L attenzione si concentra sulle iniziative riparatorie adottate dall ente e sull avvenuta regolarizzazione della posizione tributaria.

Le condotte riparatorie valorizzate nel caso concreto

Tra gli elementi ritenuti decisivi figurano la rescissione dei contratti con i fornitori coinvolti nell illecito, l aggiornamento del Modello Organizzativo 231/2001 e l introduzione di un sistema più efficace di controllo dei fornitori. A tali misure si è aggiunta la definizione integrale della posizione fiscale, con conseguente venir meno di una parte rilevante delle esigenze punitive e preventive.

La Procura Generale ha così ritenuto che l ulteriore applicazione della sanzione amministrativa derivante da reato, in sede penale e a carico della società, avrebbe determinato un risultato eccessivamente gravoso rispetto alle finalità perseguite dall ordinamento.

La possibile ricaduta del principio anche nei procedimenti a carico delle persone fisiche

Le considerazioni svolte nel provvedimento milanese non restano confinate ai procedimenti che coinvolgono gli enti ai sensi del D.Lgs. 231/2001. Esse possono infatti assumere rilievo anche nei procedimenti penali relativi alle persone fisiche, soprattutto quando l indagato abbia già definito la propria posizione fiscale in misura integrale o comunque prevalente, anche mediante piani di rateizzazione del debito.

In simili situazioni, il pagamento delle imposte, delle sanzioni amministrative e degli altri accessori può incidere in modo significativo sulla valutazione complessiva del fatto e sul bilanciamento tra esigenze repressive e funzione rieducativa della pena. Il coordinamento imposto dall art. 21 ter D.Lgs. 74/2000 assume quindi un ruolo concreto nella verifica della proporzione della risposta sanzionatoria.

Un criterio di lettura per i reati tributari

Il nuovo assetto normativo e l orientamento espresso dalla Procura Generale di Milano mostrano una tendenza precisa: evitare che alla stessa violazione corrisponda una sovrapposizione punitiva capace di eccedere ciò che è necessario per la tutela degli interessi erariali e per la prevenzione dei futuri illeciti.

Il riferimento all art. 21 ter D.Lgs. 74/2000 consente dunque di leggere in modo più coerente i rapporti tra sanzione penale e sanzione amministrativa, soprattutto nei casi in cui il contribuente o l ente abbia già posto in essere condotte riparatorie significative e abbia definito la propria posizione con l Erario.