L’Italia aumenta la domanda di registrazione di marchi e brevetti in Europa

OHIMDa un articolo pubblicato su Il Sole24Ore si apprende che l’Italia, nonostante la scarsa crescita economica, continua ad aumentare la domanda di registrazione di marchi e brevetti, conquistando nella “top-20” dei Paesi che depositano di più, il secondo posto per il design industriale (dietro solo la Germania e davanti agli Usa) e il quarto posto per i marchi (preceduta solo dai big Germania, Usa e Regno Unito).

Secondo l’agenzia europea Uami (Ohmi) che ha sede ad Alicante in Spagna, competente per la registrazione dei marchi, disegni e modelli validi in tutti i 27 Paesi dell’UE, nel corso del 2014 l’8% dei marchi e oltre il 10% delle domande di registrazione dei disegni industriali, in Europa, sono pervenute da aziende italiane.

Ad oggi, l’Ufficio per l’Armonizzazione del Mercato Interno, a cui devono rivolgersi tutti quegli Stati che vogliono ricevere adeguata tutela nell’UE, ha ricevuto circa 1,3 milioni di domande di registrazione di marchi comunitari da 192 Paesi e, a partire dal 2003, circa 800mila domande di disegni e modelli comunitari registrati.

In particolare, il nostro Paese, a partire dal 1996, ha depositato ben 105mila richieste di registrazione di marchi comunitari. Di questi, il 5% sono marchi che appartengono a 25 aziende leader, che rappresentano, segnatamente: il settore finanziario e assicurativo per il 31%, il settore agroalimentare per il 21%, il manifatturiero legato al settore dei trasporti per il 7% e il settore della gomma e della plastica per il 5%.

Invece, le domande di registrazione dei disegni e modelli comunitari provenienti dall’Italia nell’ultimo decennio sono state ben 111.161.

Dati questi che rilevano che le aziende italiane, nonostante la recessione e le difficoltà legate al carico fiscale, superiore alla media dell’eurozona, sanno essere altamente innovative.

Si segnala, infine, che l’Uami ha di recente inaugurato una procedura rapida (c.d. Fast Track) per le domande di registrazione dei marchi. D’ora in poi, per depositare una domanda “veloce” bisognerà selezionare i prodotti e i servizi in base alle categorie contenute nella banca dati armonizzata, ovvero un database di termini già approvato dall’agenzia e da tutti gli uffici nazionali di proprietà intellettuale della Ue. Una volta ricevuto il pagamento per la registrazione, l’Uami verificherà la validità del marchio, dimezzando i tempi per la verifica di conformità che prima richiedeva 8-11 settimane.

Pertanto, l’Ufficio per l’Armonizzazione del Mercato Interno, riducendo la fase istruttoria, sarà in grado di dichiarare un marchio registrato in soli 3 mesi.

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